Salute

Hantavirus, il turista inglese in isolamento in Italia «è passato anche da Lugano»

L'uomo aveva viaggiato sullo stesso volo della donna olandese deceduta a Johannesburg – Non ha mai presentato sintomi e tutti i test sono negativi, ma dovrà rispettare il periodo di isolamento
Red. Online
14.05.2026 09:47

Restano complessivamente undici i casi di contagio da hantavirus notificati all'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), di cui otto confermati, due probabili e uno non conclusivo. Numeri che includono anche le tre persone uccise dal virus. Il rischio per la popolazione europea resta «molto basso», ma il monitoraggio della situazione epidemiologica proseguirà. «Ritengo improbabile un’evoluzione su larga scala del virus», ha dichiarato al CdT il professor Enos Bernasconi, medico infettivologo all’EOC.

Intanto, emerge che il turista britannico che l'Italia ha rintracciato e messo in isolamento fino al 6 giugno è passato anche dal Ticino. Ma andiamo con ordine.

Dalla MV Hondius agli aerei

«Non è come il Covid» è stato più volte ribadito per evitare allarmismi. Eppure, l'hantavirus viene seguito con attenzione altissima. Al centro, il viaggio della nave da crociera MV Hondius. Partita a inizio aprile da Ushuaia, in Argentina, è il punto zero di un focolaio che le autorità di vari Paesi stanno cercando di ricostruire. Attraverso il tracciamento dei contatti e tenendo presente che l'infezione ha un periodo di incubazione che può arrivare fino a sei settimane. La storia, nel frattempo, si è spostata sugli aerei. Il 25 aprile, infatti, una passeggera olandese di 69 anni si è imbarcata sul volo Airlink 4Z 132 da Sant'Elena a Johannesburg: accompagnava la salma del marito, prima vittima del focolaio, deceduto a bordo della nave l'11 aprile. E su quel volo, tra gli 82 passeggeri, c'era anche un uomo inglese che lavora sull'isola. Era seduto (inconsapevolmente) vicino a due persone infettate dall'hantavirus: la donna olandese morta due giorni dopo in Sudafrica e un’altra persona risultata positiva. Lo stesso uomo, nella serata di martedì, è stato rintracciato in Italia, a Milano.

Le città d'arte e Lugano

La presenza dell’uomo sull’aereo è stata segnalata al suo Paese di provenienza, il Regno Unito, che però non è stato in grado di capire dove fosse. C’è voluto un bel po’ di tempo per capire che si trovava in vacanza in Italia, scrive oggi Repubblica, e solo martedì, cioè 16 giorni dopo l’ingresso nel Paese, è arrivata la segnalazione al ministero della Salute. Per rintracciarlo sono state controllate le schede di registrazione che hotel e altre strutture ricettive hanno l’obbligo di compilare per ogni ospite.

L'uomo non ha mai presentato sintomi riconducibili al virus. Il ministero e Regione Lombardia hanno nel frattempo ricostruito i suoi spostamenti: il 26 aprile l'arrivo a Roma, un giorno ad Amalfi e Positano, un altro a Pompei. Il 1. maggio è partito per Firenze. Una gita a Pisa, una a Siena e una fino alle Cinque Terre, in Liguria. Poi si è spostato a Mestre, e dal 5 al 9 maggio ha visitato Venezia e la Laguna. «Ultima tappa Milano, con giro sotto la Madonnina ed escursioni a Lugano e sul lago di Como», riferisce Repubblica.

Martedì sera, come detto, i carabinieri del NAS (Comando per la tutela della salute) con i sanitari dell'ASL (Azienda sanitaria locale) hanno bussato alla porta del B&B in zona Pasteur a Milano, dove l'uomo dormiva dal 9 maggio. Come detto, è asintomatico e tutti gli esami hanno dato esito negativo. Ciononostante, il turista britannico rimarrà in isolamento fino al 6 giugno, all'ospedale Sacco (specializzato in Malattie infettive) o in una struttura dedicata.

L'isolamento

«In questo momento non è contagioso e non lo è stato fino ad ora», ha spiegato il direttore del Centro regionale per le malattie infettive della Lombardia, Andrea Gori, durante un punto stampa all'ospedale Sacco. L'uomo «ha girato 4-5 città italiane prima di arrivare a Milano», ha sottolineato l'assessore al Welfare Guido Bertolaso, e con lui c'era anche un accompagnatore che non aveva viaggiato sullo stesso volo e che quindi, secondo le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, è libero di tornare a casa.

«La situazione è assolutamente sotto controllo» ha continuato Bertolaso che ha pure evidenziato la piena collaborazione dell'uomo. «Gli italiani stiano tranquilli, il sistema funziona e il virus non è più pericoloso di tanti che dobbiamo affrontare anche quotidianamente». E comunque «mi pare di poter dire che dal Covid abbiamo sicuramente imparato qualcosa».

L’UFSP monitora l’evoluzione del focolaio internazionale di hantavirus legato alla nave da crociera MV Hondius. Le persone in Svizzera che sono state a contatto con soggetti contagiati sono state identificate e si trovano in quarantena. Attualmente, una persona affetta da infezione da hantavirus è in cura presso l’Ospedale universitario di Zurigo (USZ). Il rischio per la popolazione in Svizzera è basso. Al momento, in Svizzera, non sono state adottate misure specifiche rivolte alla popolazione generale in relazione a questo focolaio di Hantavirus.
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