Il caldo colpisce il portafoglio dell'Europa: si stimano danni per centinaia di miliardi

La convinzione diffusa è che il riscaldamento globale sia un problema di cui dovranno occuparsi le generazioni future. La realtà è che interessa molto da vicino pure noi, non solo per le alte temperature che rendono l'estate sfiancante, o per l’intensità delle precipitazioni, come le grandinate sempre più frequenti. La crisi climatica sta infatti già causando enormi danni all’economia europea, passando dagli agricoltori fino al trasporto delle merci.
Le temperature record e la siccità di questi mesi estivi, evidenzia la Reuters, hanno causato gravi danni alla produzione di energia, ai trasporti marittimi e ai sistemi sanitari pubblici, mentre gli incendi – che hanno colpito in particolare Francia, Spagna, Italia e Grecia - si preannunciano i più gravi di sempre nel Vecchio continente.
Secondo le attuali stime degli economisti, il susseguirsi di ondate di calore ha un impatto sull'economia che viene valutato sull'ordine delle centinaia di miliardi di euro. E i costi, con il perdurare di queste condizioni climatiche, sono destinati ad aumentare, persino più rapidamente delle temperature stesse.
Il calore estremo che ha investito l’Europa sta provocando aumenti dell’inflazione generalizzati, sta ridisegnando il turismo e spingerà i Paesi europei a ripensare le modalità di produzione dell'energia e del trasporto merci. A giugno e luglio le temperature hanno raggiunto livelli record in diversi Paesi dell'Europa occidentale e centrale, Svizzera compresa, e, secondo gli economisti citati dalla Reuters, i danni economici supereranno probabilmente tutti i precedenti.
Navigazione sui fiumi in crisi
Il traffico sui fiumi Reno e Danubio, vie commerciali fondamentali per l’Europa, in queste settimane è fortemente limitato a causa della siccità, che ha abbassato drasticamente il livello dell’acqua. Diverse centrali nucleari hanno chiuso gli impianti o ridotto la produzione di energia, per problemi di raffreddamento. Mentre i raccolti nei campi stanno toccando livelli di penuria preoccupanti.
La magra dei fiumi, neanche a dirlo, ha un impatto enorme sull'economia. Secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), oltre l’80% del traffico mercantile fluviale passa per il Reno. A bordo vengono trasportati principalmente materiali da costruzione, ma anche minerali, carbone e acciaio. Alcune navi da carico sostituiscono fino a 150 camion. Le navi, da giorni, hanno ridotto il proprio carico: si tratta di una situazione che causa un aumento dei costi di trasporto e mette sotto pressione le catene di approvvigionamento. La scorsa settimana le aseassociazioni economiche di Basilea, preoccupate per il futuro dell'approvvigionamento di merci via fiume, hanno chiesto l'introduzione urgente di strategie per permettere che il fiume «rimanga un asse di trasporto affidabile» e per fare in modo che la navigazione sia garantita anche in caso di bassi livelli delle acque.
La secca sta colpendo duramente pure il Danubio. Negli scorsi giorni il fiume che attraversa 10 Paesi d'Europa ha restituito decine di navi della Seconda guerra mondiale riemerse al confine tra la Serbia e la Romania, creando diversi problemi alle imbarcazioni che cercavano di aggirare i relitti riemersi. Le navi facevano parte della flotta del Mar Nero di Adolf Hitler, affondata deliberatamente dall'esercito tedesco verso la fine della guerra per rallentare l'avanzata sovietica. La secca del Danubio sta provocando gravi danni pure alle colture di grano, soia e girasoli.
Contadini sotto stress
Ieri «Bäuerliche Sorgentelefon», il telefono destinato alle preoccupazioni degli agricoltori svizzeri, ha segnalato un aumento dello stress psicologico, delle tensioni familiari e delle difficoltà economiche legate ai raccolti andati a male e alla carenza di foraggio per gli animali.
Stando a quanto riferito alla agenzia Keystone-Ats, il numero di richieste di aiuto registrate non è paragonabile a quello degli anni passati. In precedenza, infatti, le ondate di caldo e la siccità colpivano in modo molto diversificato a livello regionale; oggi, invece, la tendenza è verso fenomeni sempre più estremi e diffusi, che interessano vaste porzioni del territorio nazionale.
I problemi più frequentemente denunciati dai contadini sono svariati: dalle malattie degli animali, che talvolta portano alla necessità di abbatterli, ai raccolti scarsissimi o del tutto assenti, passando per la cronica scarsità d'acqua per l'irrigazione, per gli animali e per il consumo umano. A ciò si aggiungono l'aumento dei costi di produzione e lo stress logorante dovuto all'irrigazione notturna dei campi, che priva gli agricoltori del sonno e alimenta l'ansia per ulteriori perdite.
Secondo la compagnia assicurativa Allianz, entro il 2030 la crisi climatica taglierà del 5-7% la crescita delle economie più esposte, come Spagna, Francia e Italia.
Morti in aumento, pure in Svizzera
Poi ci sono i morti. Il caldo ha già causato decine di migliaia di vittime in tutta Europa, con la sola Germania che ne ha registrate oltre 10 mila per cause correlate alle temperature fuori norma di luglio. Stando al Tages-Anzeiger, le ondate di calore delle ultime settimane hanno provocato un aumento della mortalità in tutta la Svizzera. Molto spesso si tratta di anziani affetti da problemi cardiaci non diagnosticati. Il reparto di cardiologia dell'Ospedale Universitario di Zurigo sta registrando un aumento dei pazienti di circa il 30%.
Il turismo cambia
Per quanto riguarda il turismo, l'Europa meridionale sarà probabilmente la regione che affronterà i cambiamenti più sensibili, con i vacanzieri diretti verso il nord a caccia di refrigerio in estate. L'economista del gruppo olandese ING Carsten Brzeski, a tal proposito, sembra non avere molti dubbi: «Riuscite a immaginare dei turisti che attraversano il Sud Italia o la Spagna con 45 gradi? Io no. Penso che la natura del turismo cambierà», ha spiegato alla Reuters, aggiungendo che il la zona meridionale dell'Europa potrebbe attrarre più vacanzieri durante il resto dell'l'anno, ma i picchi diminuiranno a giugno, luglio e agosto. Praticamente l'opposto di ciò che è sempre stato. Le condizioni climatiche, inoltre, avranno un impatto sul costo dei prodotti alimentari, come frutta e verdura. Nel 2022, ad esempio, le ondate di calore estreme portarono ad un incremento dell'inflazione nella zona euro di 0,34 punti percentuali, proprio a causa del prezzo dei prodotti alimentari provenienti da Paesi come l'Italia e la Spagna. Nel frattempo, le temperature non sembrano proprio destinate ad abbassarsi a breve, pure alle nostre latitudini. MeteoSvizzera quest'oggi ha diramato l'ennesima allerta canicola di livello 4 per il Ticino. A Lugano, le notti tropicali a fine estate saranno probabilmente più di 50. Neanche a dirlo, un altro record climatico.
