Sei bloccato in Medio Oriente? Prendi un jet privato, ma potrebbero servire 350 mila dollari

La situazione, in Medio Oriente, rimane tesa. Anzi, tesissima. Israele e Stati Uniti continuano ad attaccare l'Iran, mentre il regime di Teheran risponde lanciando droni e missili verso obiettivi nella regione. Una risposta, questa, che ha paralizzato l'aviazione commerciale e costretto diversi Paesi a chiudere lo spazio aereo o a consentire operazioni fortemente limitate. Piano piano, i primi viaggiatori bloccati stanno facendo ritorno a casa. Swiss, ad esempio, oggi ha inviato un Airbus A340 a Muscat, in Oman, riaccendendo indirettamente la polemica legata all'assenza di un aereo militare da trasporto a livello federale.
Detto che i prezzi proposti dalle compagnie, nel frattempo, sono schizzati alle stelle e che i posti disponibili (eufemismo) scarseggiano, il mercato dei jet privati, come riferisce il portale aeroTELEGRAPH, riprendendo il Guardian, è in forte espansione. Proprio perché i voli di linea da aeroporti come Muscat e Riad, in Arabia Saudita, sono praticamente al completo. Le cifre? Diciamo pure astronomiche, proprio perché la domanda è alta e l'offerta limitata. Secondo le informazioni del Guardian, Jetvip di Muscat chiede attualmente circa 85 mila euro per un volo dall'Oman a Istanbul su un aereo da sei a otto posti: un prezzo tre volte più alto rispetto alla tariffa applicata dello scoppio della guerra. I posti per Mosca partono invece da 20 mila euro a persona. Albajet, scrive sempre il Guardian, ha specificato che i voli per l'Europa sono in vendita a circa 90 mila euro.
Oltre all'Oman, anche l'Arabia Saudita si sta affermando come possibile alternativa per lasciare gli Emirati Arabi Uniti. Secondo Semafor, le società di sicurezza private hanno noleggiato intere flotte di fuoristrada per trasportare le persone da Dubai a Riad in una decina di ore. Da lì, tutti a bordo di jet a noleggio. Vimana Private parla addirittura di prezzi fino a 350 mila dollari per un volo verso l'Europa.
Dicevamo della domanda, alta, e dell'offerta, relativamente scarsa. Un'offerta legata anche alle decisioni di molti proprietari dei velivoli, che non consentono voli e sorvoli in regioni pericolose o che non hanno la necessaria copertura assicurativa. Interrogata da aeroTELEGRAPH, Vistajet (controcorrente) ha dichiarato di voler applicare i soliti prezzi. D'altro canto, l'azienda sta volando meno del solito nella regione con appena cinque collegamenti al giorno.
