Navigazione assegnata alle Fart: «Siamo stati informati solo a giochi fatti»

A Locarno le acque del Verbano sono sempre più agitate. La tensione tra il Consiglio di Stato e la società di navigazione esclusa dalla gestione dei battelli, la SNL, è salita alle stelle. Al suo posto, ha decretato il Governo, dal 13 dicembre subentrerà l’azienda di trasporto pubblico Fart (Ferrovie autolinee regionali ticinesi), della quale lo Stato stesso è proprietario di maggioranza. «Siamo stati informati solo a giochi fatti», è stata la replica della compagnia privata che aveva rilevato questa parte dell’offerta nel 2022, affiancandola alle storiche attività sul Ceresio. Secondo il presidente e titolare del dipartimento del territorio Claudio Zali, la misura si è resa necessaria a causa della scarsa qualità del servizio: «Persone lasciate ai pontili, strutture fra l’altro in pessime condizioni, corse non garantite e continue lamentele da parte degli utenti».
«Verificare la correttezza»
Il conflitto, dunque, ora sale di livello: «Ci siamo dimostrati aperti al dialogo e le abbiamo provate tutte per sciogliere questo nodo, ma non avendo ottenuto l’effetto sperato, ora è arrivato il momento di contestare la decisione tramite vie legali», spiega il direttore della Società di navigazione del Lago di Lugano Simone Bianchi al Corriere del Ticino, che chiede di chiarire una serie «di questioni serie sul rispetto delle procedure e sulla trasparenza». Il desiderio è che le autorità competenti «verifichino la correttezza dell’operato e il rispetto delle procedure che devono accompagnare ogni atto pubblico di tale portata».
«La notifica solo il 1. luglio»
In particolare, all’Esecutivo si contesta il riferimento agli incontri del 26 gennaio e del 13 marzo «quali presunte anticipazioni» di una rotta ormai già tracciata e intrapresa. «Gli atti e la corrispondenza in nostro possesso smentiscono questa ricostruzione». Secondo la SNL, infatti, si trattava di una semplice richiesta per elaborare due scenari, uno con la linea Locarno-Magadino e uno senza. «Mai il Cantone ci ha informati del fatto che stava valutando di sottrarci il servizio per affidarlo a un altro operatore. Nemmeno la richiesta formale di chiarimenti da noi inviata il 2 febbraio ha mai ricevuto risposta». Ma quando sarebbe arrivata, quindi, la comunicazione sulla strategia definitiva che Palazzo delle Orsoline intende seguire? «Soltanto il 1. luglio».
«Continuiamo il nostro lavoro»
E, ancora: «Quando sono in gioco un servizio pubblico, posti di lavoro, investimenti e il futuro di un’intera regione servono atti chiari, fatti verificabili e un confronto. Questo è il tipo di procedura e trasparenza che intendiamo difendere».
Proprio in favore del bacino sopracenerino di sua competenza, a fine giugno erano stati prospettati interessanti sviluppi grazie al coinvolgimento di Decalia Capital SA, una realtà legata ai De Benedetti (il cofondatore è Rodolfo, imprenditore italosvizzero nato a Torino nel 1961, primogenito di Carlo). Ebbene, l’annuncio - ancora valido - aveva riguardato il coinvolgimento di capitali privati per un miglioramento dell’offerta nel Locarnese.
Un’uscita che aveva infastidito parecchio Bellinzona: «sorprendente, intempestiva e poco comprensibile», l’aveva bollata Zali stesso, rassicurando di come, con la nuova configurazione, «non ci sia alcun bisogno di investitori esterni: le Fart hanno una solidità finanziaria che permette di evitare il coinvolgimento di altri attori».
Preavviso favorevole da Berna
La ditta ceresiana, tuttavia, fa sapere che non intende mollare. Al pari di tutti gli altri progetti già avviati, anche su questo fronte i lavori proseguiranno «in attesa delle determinazioni delle autorità federali competenti e della controparte italiana».
Nel frattempo, promette di continuare a garantire la sua missione su entrambi i principali specchi d’acqua in Ticino «con competenza e professionalità, nell’interesse dei passeggeri, dei collaboratori e della collettività».
Da rilevare, ciononostante, che il nuovo assetto con l’entrata in gioco delle Fart - secondo quanto confermato a suo tempo nella nota del Governo - ha già ricevuto un preavviso favorevole sia dall’Ufficio federale dei trasporti, sia dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture italiano.






