Il caso

No, non c'è proprio pace per le Ferriere

Giubiasco: nuovo ricorso al Governo contro la variante di Piano regolatore per il futuro quartiere con contenuti misti da 200 milioni - L'Associazione traffico e ambiente e alcuni cittadini chiedono di osare, creando il primo comparto in Ticino senz'auto
© CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
03.04.2026 13:04

No, non c’è proprio pace per il futuro quartiere da 200 milioni di franchi alle Ferriere Cattaneo di Giubiasco. Dopo che il Consiglio di Stato - come abbiamo anticipato il 5 febbraio scorso - aveva respinto il ricorso di un cittadino contro il via libera del Legislativo di un anno prima alla variante di Piano regolatore, eccone spuntare un altro. Non più relativo alla Legge organica comunale, chiaramente, ma a quella inerente lo sviluppo territoriale. Il destinatario è però sempre il Governo. Ad interporlo sono l’Associazione traffico e ambiente (ATA) e alcuni cittadini che chiedono una «visione più lungimirante». Una sorpresa indigesta (e forse inaspettata) nell’uovo di Pasqua del Municipio, che già deve far fronte ad altri ritardi in alcuni dei progetti strategici che dovranno garantire lo sviluppo socioeconomico della capitale nei prossimi 20-30 anni. L’ultima «gabola» in ordine di tempo è il referendum contro la valorizzazione della Fortezza.

Mezzi pubblici e prospettive

L’ATA e gli altri ricorrenti, in pratica, chiedono all’Esecutivo di osare. E di dar vita ad un comparto senz’auto. Sarebbe una primizia in Ticino. Una richiesta che l’associazione, peraltro, aveva già avanzato tre anni fa in merito al quartiere che sorgerà a tappe, dopo il 2030, alle Officine FFS: «Il fabbisogno di posteggi previsto sfiora le 700 unità ed è chiaramente sovradimensionato se si considera la posizione strategica del quartiere, situato in prossimità della stazione ferroviaria e di alcune fermate dei bus e con la presenza nelle immediate vicinanze di molti servizi». La pianificazione mette ancora l’accento sulla presenza delle vetture, «vanificando così i notevoli miglioramenti attuati negli ultimi anni per potenziare i mezzi pubblici nella regione e volti appunto a ridurre i trasporti individuali motorizzati e ad aumentare l’utenza di quelli pubblici». Il riferimento è agli ottimi risultati ottenuti dal trasporto pubblico bellinzonese che, va detto, partiva da una situazione non idilliaca, per usare un eufemismo. Il traffico individuale motorizzato nella Turrita e nell’agglomerato rimane al primo posto, tuttavia fra meno di quattro lustri dovrebbe ridursi fino a rappresentare «solo» il 53%. In crescita, infatti, l’utilizzo di Autopostale e, soprattutto, la mobilità lenta. Per l’ATA si può e si deve fare meglio, ribadendo quanto aveva già sottolineato nella consultazione del 2024. «Purtroppo però, malgrado siano stati presentati degli esempi di successo realizzati a nord delle Alpi e i relativi benefici per la popolazione, in Ticino ci si ostina a ignorare questa possibilità, dando più peso alle quattro ruote che non a uno “sviluppo centripeto (davvero) di qualità”, spesso citato, ma incompiuto».

Gli aspetti pianificatori

Lo sguardo andrebbe insomma rivolto (veramente) al futuro, superando logiche che l’ATAe i ricorrenti ritengono legate al passato. Un altro aspetto sottolineato dall’associazione presieduta dal consigliere nazionale PS e municipale di Gordola Bruno Storni è quello concernente «l’aumento dei contenuti residenziali» immaginati sui circa 47 mila metri quadrati che verranno liberati - dopo quasi un secolo - dall’azienda specializzata nella costruzione di locomotive e vagoni. Un incremento che «dev’essere messo in relazione con la pianificazione dell’intero Comune, come imposto dalle schede R1 e R6 del Piano direttore cantonale. È possibile valutare l’adeguatezza di questo Piano di quartiere solo se è inserito in un discorso più ampio, che tenga conto della verifica del dimensionamento delle zone edificabili, dei complessi residenziali in fase di realizzazione, dei bisogni della Città e delle zone non edificate da preservare».

Il progetto alle Ferriere prevede la creazione di due aree principali. Verso la ferrovia sorgerà la Zona artigianale e commerciale con attività produttive, alberghiere e della ristorazione, spazi congressuali, formativi e per il tempo libero. Mentre verso viale 1814 si svilupperà la Zona residenziale intensiva che, fra percorsi alberati, ospiterà abitazioni (392 i potenziali nuovi residenti), attività alberghiere e della ristorazione, così come amministrative, commerciali, formative e piccole attività artigianali. Contenuti, questi, che dovrebbero portare alla creazione di 316 posti di lavoro, mentre saranno 681 gli stalli previsti per le vetture.

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