Non chiamatele più «vecchie» (e sono pure in attesa della «rivoluzione»)

Sarà un inizio di anno scolastico doppiamente particolare, quello di lunedì prossimo, per 188 allievi delle Elementari Nord di Bellinzona. Potranno rientrare nel blocco A, oggetto negli ultimi due anni di un ampio intervento di ristrutturazione (alla pari dell’ex appartamento del custode, che accoglierà la direzione) costato 15,5 milioni di franchi. Un restyling che ha portato, in particolare, a rinnovare l’aula magna (140 posti) - rendendola più luminosa e dotandola di un palco - e a realizzare nell’ex soffitta un centro extrascolastico con refettorio per 70 bambini gestito dall’Associazione Polo Sud. Lo scorso giugno si è nel frattempo aperto il cantiere relativo allo stabile B e, poi, si metterà mano ai due piazzali abbattendo i rimanenti platani, con l’obiettivo di togliere i veli nel settembre-ottobre 2027. «Sarà un progetto rivoluzionario e sportivo improntato ai criteri di lotta alle isole di calore e al concetto di città spugna, con una maggiore presenza di verde al posto dell’asfalto. La classica ciliegina sulla torta, insomma», ha preannunciato oggi di fronte alla stampa il capodicastero Opere pubbliche Henrik Bang, affermando che a breve il Municipio prenderà visione del concetto elaborato dai tecnici e poi provvederà, in autunno, a trasmettere il relativo messaggio con la richiesta di credito al Legislativo.

Le esigenze delle famiglie
Un credito che andrà ad aggiungersi ai quasi 27 milioni stanziati dal plenum il 29 gennaio 2024 per la rivalorizzazione del complesso, inaugurato nel 1908 e che dopo il 1962 non è più stato al centro di interventi significativi. Interventi, quelli recenti, che assicureranno invece all’istituto almeno ancora mezzo secolo di vita. Il blocco A conta ora 10 sezioni, aule speciali (tre di sostegno pedagogico, quella polivalente, per le arti plastiche, per religione e la cucina) e spazi per le attività di competenza del Cantone (logopedia, psicomotricità e aula di classe ad effettivo ridotto). «L’esempio delle scuole Nord è virtuoso, in quanto ci indica perfettamente come vanno pensate oggigiorno le scuole, così da rispondere al meglio alla conciliabilità tra lavoro e famiglia. La Città vuole puntare anche in futuro sui servizi extrascolastici. La domanda c’è e quindi l’offerta deve essere adeguata, come è giusto che sia. Il centro realizzato in quello che, in sostanza, era un deposito, consente di raddoppiare la disponibilità di posti alle Nord: mensa, doposcuola ed accoglienza durante le vacanze. Lo stesso vale per l’istituto al Ciossetto di Sementina, nella fattispecie per 45-50 bambini», ha annotato Renato Bison, alla testa del dicastero Educazione, cultura, giovani e socialità.

Gli altri cantieri sotto la lente
Il collega municipale Henrik Bang, per contro, è entrato più nello specifico del progetto di «ammodernamento» delle scuole (fino a ieri) più vetuste della Turrita. Risanamento energetico integrale secondo lo standard Minergie. Adeguamento alle norme antincendio. E i nuovi impianti di climatizzazione e ventilazione. «I costi e la tempistica sono stati rispettati. La speranza è che ciò possa ripetersi pure per il blocco B. L’iter, va detto, è stato un po’ rallentato da alcuni ricorsi. Ma siamo convinti di recuperare il tempo perso. Per quanto riguarda la questione dei platani, va detto che quello della Città non è un accanimento terapeutico contro gli alberi. Anzi, dove si può si curano. In questo caso, è emerso dalla perizia specialistica esterna, non può essere esclusa l’eventuale caduta di rami secchi. E capite che, in un piazzale frequentato perlopiù da bambini, non possiamo correre questo rischio», ha rilevato il capodicastero Opere pubbliche. Il quale si è infine soffermato sui prossimi interventi concernenti l’edilizia scolastica per ovviare al deficit di manutenzione, di una settantina di milioni, evidenziato dallo studio di ingegneria Basler & Hofmann di Zurigo. Ebbene, il focus verrà a medio termine posto sull’adeguamento del comparto scolastico al Palasio di Giubiasco (spesa indicativa lorda di 34,2 milioni e netta di 25-30 milioni; taglio del nastro nel settembre 2033) e sull’istituto di Claro che necessita di accorgimenti in tempi brevi. «Grazie a questi ultimi due progetti ed a quelli citati in precedenza, ovvero Scuole Nord e il Ciossetto a Sementina, ci metteremo in una posizione di relativa tranquillità grazie a quattro poli scolastici all’avanguardia», ha concluso Henrik Bang.

Cifre e prospettive
Le scuole di Bellinzona contano 3.200 allievi, suddivisi fra Elementari (2.100 per 113 classi) ed asilo (1.100 per 55 sezioni). Un numero stabile, ma che nei prossimi anni è destinato a crescere in virtù dello sviluppo demografico registrato dall’aggregazione. Come osservato dal direttore Luca Mosca, dal 1. luglio l’istituto si è riorganizzato passando da 6 a 5 zone. L’imminente anno scolastico sarà caratterizzato da un’ulteriore valorizzazione delle attività di prevenzione e promozione del benessere, grazie al rafforzamento della collaborazione con la Fondazione ASPI.









