Ora anche la sanità trova casa in città

La nuova frontiera della chirurgia ambulatoriale è di casa nella capitale. Sono stati ufficialmente tolti stasera i veli al «Centromedico Bellinzona Castello» in via Carlo Salvioni, a due passi dalla Murata, in un complesso di 2.500 metri quadrati dove fino ad alcuni anni fa c’erano gli uffici del Dipartimento del territorio. Nella struttura trovano spazio l’Ars Medica, un centro di fisioterapia e la prima sede ticinese di «Swiss Visio Network», rete all’avanguardia nella tecnologia medica specializzata nella diagnosi e nel trattamento delle patologie oculari. Dopodomani, sabato 9 maggio, dalle 9.30 alle 15 sono in programma le porte aperte.
Cambiamento significativo
Il «Centromedico Bellinzona Castello» rafforza il proprio impegno nello sviluppo della chirurgia ambulatoriale, rispondendo in modo concreto all’evoluzione della medicina moderna e alle esigenze della popolazione. Negli ultimi anni i progressi tecnologici e l’adozione di tecniche chirurgiche innovative hanno reso possibile eseguire un numero crescente di interventi in totale sicurezza senza necessità di ricovero. È in questo contesto che nasce «l’importante investimento del gruppo, con l’obiettivo di offrire una struttura dedicata alla chirurgia ambulatoriale, caratterizzata da percorsi di cura ottimizzati, rapidi e coordinati, nel rispetto dei più elevati standard qualitativi e di sicurezza». Dal punto di vista del paziente, il cambiamento è significativo. Interventi comuni, come ad esempio la sindrome del tunnel carpale, possono oggi essere effettuati in regime di day hospital, consentendo il rientro a domicilio nella stessa giornata.
I vantaggi dell'approccio
L’approccio comporta dei vantaggi: tempi di attesa ridotti, ambiente meno stressante rispetto a quello ospedaliero e percorso terapeutico più semplice e lineare. La chirurgia ambulatoriale rappresenta anche una risposta efficace alle crescenti esigenze di sostenibilità del sistema sanitario. Riducendo la necessità di degenza, si ottimizzano le risorse disponibili, si abbattono i costi legati al ricovero e si liberano capacità per i casi più complessi. Si tratta di «un modello virtuoso che coniuga qualità delle cure ed efficienza gestionale, contribuendo a mantenere elevato il livello dell’assistenza sanitaria». Innovazione, efficienza e centralità del paziente, insomma, possono convivere anche in una realtà locale.
