Passaggio di gestione alle Fart, il Governo non cambia idea

Non sarà concomitante con l’introduzione del nuovo orario dei trasporti pubblici del prossimo 13 dicembre, ma il cambio di rotta verso le Ferrovie e autolinee regionali ticinesi (Fart) deciso dal Consiglio di Stato lo scorso mese di luglio per quanto riguarda la navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore è confermato. Lo ha riferito il consigliere di Stato Piero Marchesi nell’incontro tenutosi ieri a Bellinzona con i sindacati SEV, UNIA e OCST ed una rappresentanza dei lavoratori della Società navigazione del Lago di Lugano (SNL). «Per noi è stato importante sentire dal neodirettore del Dipartimento del territorio che il passaggio di gestione dalla SNL alle Fart resta la via che il Governo intende perseguire», spiega Angelo Stroppini, segretario cantonale del SEV, che il Corriere del Ticino ha incontrato al termine della riunione a Palazzo delle Orsoline. Riunione alla quale Stroppini ha partecipato insieme a Giangiorgio Garantini e Chiara Landi di UNIA, nonché a Lorenzo Jelmini dell’OCST.
Poche chances per l’alternativa
Sembra dunque destinata ad essere scartata la via alternativa proposta dalla SNL. Nella riunione di due settimane fa con la presidente del Governo Marina Carobbio Guscetti, lo rammentiamo, la società luganese aveva messo sul tavolo la proposta di costituire una holding, a nome della SNL, e mettere in atto la divisione tra Ceresio e Verbano con la creazione di due società operative distinte. Il capitale di queste società verrebbe aperto a Comuni, enti territoriali ed eventuali investitori privati. Nella governance della società operativa sul Lago Maggiore, prevede sempre l’alternativa avanzata dalla società luganese, verrebbero integrate le Fart e vi sarebbe un ritiro nel medio-lungo termine da parte della SNL. Quest’ultimo fattore temporale sarebbe volto a garantire continuità operativa e contrattuale.
Occorre più tempo del previsto
E a proposito di tempo, durante l’incontro andato in scena ieri a Palazzo delle Orsoline è emerso chiaramente che il passaggio alle Fart della gestione della linea del trasporto pubblico tra Locarno-Tenero-Magadino non avverrà, come detto, con il cambio d’orario del prossimo 13 dicembre. «A livello legale ci sono diversi nodi da sciogliere. La chiave di volta di tutto, a nostro giudizio, ma anche secondo il Consiglio di Stato, a questo punto dipende dalle decisioni che è chiamato a prendere l’Ufficio federale dei trasporti», spiega ancora Stroppini. Notizie da Berna non sono attese solo dal Cantone, dalle Fart e dalla SNL, ma anche e soprattutto dai dipendenti impiegati sui battelli che collegano le due sponde del Verbano. «Quest’incertezza ci logora. Da mesi, ormai, non sappiamo quale sarà il nostro futuro professionale», ci confida uno di loro al termine dell’incontro con Marchesi. Un’incertezza che le maestranze confidano possa lasciare spazio al più presto a fatti concreti. Proprio per questo, già alla fine dello scorso mese di settembre, avevano sottoscritto una risoluzione con la quale chiedevano alla SNL di assicurare una fattiva collaborazione per una transizione ordinata verso le Fart di tutta la navigazione sul Lago Maggiore, nonché di garantire la consueta continuità lavorativa fino al «passaggio del testimone» in modo da scongiurare vuoti salariali. Al Cantone i dipendenti della società luganese avevano invece chiesto di fungere da intermediario affinché il personale impiegato sul Verbano venga ripreso dalle Fart.
Una dipendente da reintegrare
Intanto, secondo quanto riferito dal settimanale Area, alla SNL è stata ordinata la riassunzione provvisoria di una lavoratrice che aveva segnalato presunte molestie sessuali che avrebbe subito ripetutamente sul posto di lavoro. Secondo la sentenza pretorile, il licenziamento potrebbe essere una ritorsione e la SNL non avrebbe adottato adeguate misure di protezione. Secondo gli atti giudiziari citati dal giornale sindacale, la donna aveva segnalato episodi di molestie fisiche e verbali già nel 2022, senza ottenere interventi ritenuti adeguati. La vicenda sarebbe proseguita negli anni, con diversi periodi di assenza per malattia da parte della donna e una denuncia penale. Il licenziamento è arrivato il giorno successivo a un’ulteriore richiesta di aiuto in relazione ai conflitti ancora irrisolti con il collega. La SNL ha nel frattempo ricorso contro la decisione del Pretore.




