Quel tuffo atteso quasi vent'anni

«La popolazione, e soprattutto i giovani, attendono questa opera con trepidazione. Finalmente il Moesano riavrà una piscina pubblica dopo quasi vent’anni». È con orgoglio che il sindaco di Grono e granconsigliere Samuele Censi stamattina, unitamente ai colleghi di Municipio ed al team di progettisti ed architetti, ha simbolicamente posato la prima pietra del Lido comunale. L’infrastruttura aprirà nell’estate 2027 dopo 15 mesi di lavori ed un investimento che sfiorerà i 5 milioni di franchi. Ogni settimana si prevedono 765 utenti in media per un incasso di circa 7 mila franchi, ai quali andranno aggiunti - si stima - circa 600 abbonati. Fatti due calcoli, si preconizzano ricavi annuali pari a 260 mila franchi, considerando anche l’affitto del bar. Dai quali andranno dedotti i costi per 187 mila. Si ipotizzano 25 mila entrate a stagione. Si tratta, sia chiaro, di cifre, queste ultime, indicative. Ma che danno l’idea del potenziale del complesso che strizza sì l’occhio principalmente agli abitanti di Mesolcina e Calanca, ma altresì ai bellinzonesi che avranno un’alternativa al Bagno cittadino. Non a caso è già nata una collaborazione con la Turrita Nuoto.

Addio al campo di calcio
È dalla chiusura del Centro Vera a Roveredo nel 2008, per far posto al portale nord della nuova galleria autostradale di San Fedele nell’ambito della circonvallazione del paese, che le valli del Grigioni italiano a noi vicine non dispongono di una piscina. Si pensava che un’infrastruttura sportiva regionale a Leggia potesse sopperire alla lacuna, ma poi il progetto è stato accantonato. Così l’Esecutivo di Grono ha colto la palla al balzo proponendo l’area occupata, sino all’agosto scorso, dal campo di calcio in località «Bosciolit», accanto alla zona industriale e allo svincolo dell’A13 verso sud. Non solo. A due passi vi sono pure la sala multiuso, le scuole, il campo da tennis ed il sintetico nonché la pista ciclabile che collega la bassa Mesolcina a Castione. Una posizione strategica, insomma. «Sarà ben più di un Lido, diventando, ne siamo sicurissimi, un centro aggregativo non solo per il nostro Comune ma per l’intera regione e oltre.
L’opera genererà anche un significativo indotto turistico», ha sottolineato Samuele Censi. Il quale più volte ha posto l’attenzione sul coraggio e sulla lungimiranza dimostrati dalle autorità e dagli abitanti che credono fortemente nell’impianto. Come testimoniato dal 68,45% di sì scaturito dalle urne il 18 maggio 2025. «È un investimento importante ma che vogliamo fare pensando alle future generazioni. Darà un valore aggiunto al paese rendendolo ancora più attrattivo per le famiglie. Nel 2025 la popolazione è cresciuta di 55 unità e ora siamo a quota 1.600. È vero che c’è stata l’aggregazione, ma da quando sono sindaco (dal 2013; n.d.r.) i cittadini sono raddoppiati», ha annotato Samuele Censi.

Il materiale arriva dal fiume
Il Lido avrà la «paternità» dello studio Dufour Magnani Architetti di Verdabbio, mentre il team di progettisti è guidato dalla Galli General Contractor, azienda con sede proprio nell’ente locale bassomesolcinese. Il cantiere è stato aperto due settimane fa. Tre le vasche che caratterizzeranno il complesso, aperto da maggio a settembre: quella da 25 metri per il nuoto, una per lo svago e una terza per i tuffi. A ciò si aggiungerà un’area per i bambini. Le varie parti saranno collegate da camminamenti interni. L’infrastruttura avrà un fronte ad est (verso l’A13) ed un altro a nord, in corrispondenza della zona industriale. Sarà alla stessa altezza della pista ciclabile, praticamente confinante. Due le aree di parcheggio: la prima, nuova, a nord; la seconda, quella a sud, verrà invece sistemata. I materiali (in primis sassi e legname) verranno presi dal fiume Moesa. «Le prime gare di appalto sono state pubblicate nell’imminenza del Natale. Entro marzo si concluderanno le opere preliminari», ha assicurato l’ingegnere Jan Cereghetti.





