Il caso

Quelle farine nell'acqua e Davide contro Golia

Castione, è in corso un contenzioso nell'ambito della realizzazione delle nuove Officine FFS a seguito di un incidente capitato durante i lavori alla rete idrica
Il cantiere del futuro stabilimento ritratto negli scorsi giorni. © CdT/Gabriele Putzu
Alan Del Don
31.03.2026 16:28

«La fattispecie è attualmente oggetto di contenzioso. Eventuali sviluppi della vertenza saranno oggetto di aggiornamento». Così riassume nel consuntivo 2025, il Municipio di Arbedo-Castione, quanto capitato negli scorsi mesi in zona industriale a Castione nell’ambito del cantiere per la realizzazione delle nuove Officine FFS. Nella fattispecie erano in corso dei lavori alla rete idrica quando sono state utilizzate delle «farine da parte del consorzio incaricato, circostanza che ha compromesso temporaneamente la qualità dell’acqua rendendola non conforme ai valori normativi e imponendo interventi tecnici urgenti di ripristino», precisa l’Esecutivo guidato dal sindaco Luigi Decarli.

Costi e rifatturazioni

Il disguido ha provocato costi per circa 213 mila franchi. Un importo più che controbilanciato dai ricavi per 223 mila franchi corrispondenti a quanto rifatturato all’ex regia federale «in relazione alle responsabilità connesse al sinistro». Il moderno stabilimento industriale, ricordiamo, verrà inaugurato nel luglio 2028 dopo un investimento di almeno 755 milioni di franchi. Vi lavoreranno 360 collaboratori ed un’ottantina di apprendisti.

Conti in rosso nel 2025

Per il resto il consuntivo 2025 dell’ente locale si è chiuso con un disavanzo di quasi 282 mila franchi rispetto ad un preventivo che preconizzava praticamente un pareggio (avanzo di 2.200 franchi). Ciò è dovuto principalmente a fattori eccezionali, come ad esempio dei maggiori ammortamenti. Il Legislativo si chinerà sui conti nella seduta del 27 aprile.

Correlati
L'orgoglio, la fierezza e la storia infinita
Castione, le moderne Officine FFS sono un progetto che proietterà il Ticino in una nuova dimensione - Grazie alle Ferrovie, certo, e all'unità di intenti della politica, ma soprattutto agli operai che evitarono la chiusura del sito cittadino