«Riapertura delle scuole, siamo stati illusi»

Non si è fatta attendere la reazione del Comune di Verzasca alla decisione del Consiglio di Stato di non riaprire le medie di Brione per il prossimo anno scolastico, motivata dal fatto che il numero di allievi (sei) risulta insufficiente alla formazione di una classe: «La scelta trasmette un’immagine di distanza, di freddezza istituzionale e scarsa sensibilità verso chi vive le difficoltà della periferia», scrive l’Esecutivo nel comunicato diffuso ieri in reazione alla notizia anticipata dal quotidiano laRegione. «Ci siamo impegnati tanto negli scorsi mesi. Incontri, riunioni, discussioni, sondaggi e chi più ne ha, più ne metta», afferma al Corriere del Ticino il sindaco, Ivo Bordoli, con una punta di amarezza e rammarico.
«Eravamo speranzosi, perché alcune famiglie del Piano avevano detto di preferire il nostro istituto e avrebbero mandato i loro figli qui, se fosse stato possibile, anziché altrove. Così facendo, la classe si sarebbe potuta formare, ma in realtà, vista la risposta negativa arrivata da Bellinzona, ci eravamo solo illusi». E, ancora: «Abbiamo scritto una lettera di risposta al Consiglio di Stato, nella quale abbiamo espresso il nostro disappunto. Non so se cambierà qualcosa, temo che la decisione sia definitiva. Ci dicono che la situazione sarà valutata anno per anno, ma al momento non so cosa aspettarmi».
Poter riavviare una realtà chiusa da due anni avrebbe comportato, per le casse dell’ente locale, qualche costo: «Sì, ma ne sarebbe valsa la pena. Le elementari e la scuola d’infanzia ci sono già, e aggiungere le medie sarebbe stato un servizio in più per i nuclei famigliari che scelgono di vivere qui. Una scuola più piccola è davvero più a misura di ragazzi, fra l’altro inserita in un territorio bellissimo».
L’appoggio dei vicini
Il nostro interlocutore ricorda che i vicini istituzionali hanno sempre dato il loro appoggio all’idea di far ripartire quel centro chiuso da due anni: «Cugnasco-Gerra, Lavertezzo, Gordola e Tenero, tutti. Anche le altre sedi scolastiche erano coinvolte. Hanno accettato di chiedere ai residenti delle rispettive località se qualcuno voleva optare per la nostra soluzione e abbiamo riscontrato interesse. Alla fine, però, a quanto pare il Cantone ha deciso di non includerli nel conteggio e, da qui, il responso negativo. Non è solo una questione di soldi o numeri, ma di attenzione verso le zone periferiche».






