Svizzera

Crans-Montana, parla il CEO di Vaudoise: «Supporto completo e una copertura dei costi a lungo termine»

Jean-Daniel Laffely racconta a 24 heures come la sua compagnia ha reagito alla tragedia di Capodanno: «Io il 1. gennaio sono rimasto paralizzato davanti alla TV. Ora non è il momento dei dibattiti, ma della solidarietà»
© KEYSTONE POOL/Michael Buholzer
Red. Online
02.03.2026 13:30

«Tutte le spese mediche saranno coperte, non c'è alcun dubbio». A parlare è Jean-Daniel Laffely, direttore generale di Vaudoise, il quale racconta a 24 heures come la sua compagnia ha reagito alla tragedia di Crans-Montana.

A pochi giorni dal devastante incendio costato la vita a 41 persone, con 115 feriti, era stato Samuele Donnini, presidente della sezione ticinese dell’Associazione svizzera d’assicurazioni (ASA-SVV), a spiegare al CdT gli aspetti tecnici e normativi legati alle coperture assicurative. «Evidentemente, accertamenti da parte delle compagnie assicurative coinvolte sono in pieno svolgimento», aveva precisato. Oggi il CEO di Vadoise chiarisce che «circa una dozzina di vittime di ustioni sono assicurate» presso Vaudoise. Per loro c'è l'«impegno totale» da parte dell'assicurazione. «Se necessario, le spese mediche vengono coperte per tutta la vita. A ciò si aggiunge la copertura della perdita di guadagno. In caso di invalidità permanente, viene corrisposta una rendita fino al pensionamento o anche oltre», assicura.

Jean-Daniel Laffely ha raccontato che il dramma vallesano lo ha colpito innanzitutto a livello personale. «La mia prima reazione è stata quella di un padre di famiglia», racconta a 24 heures. Il giorno di Capodanno è rimasto «paralizzato» davanti alla televisione. Lo ha sconvolto in particolare il fatto che fossero coinvolti così tanti giovani, tra cui anche ospiti stranieri. «Il destino ha colpito nel momento peggiore possibile».

Anche all'interno dell'azienda lo shock è stato grande. I dipendenti conoscevano alcune delle vittime e alcuni dei loro figli avevano valutato la possibilità di passare il Capodanno al bar Le Constellation. «L'onda d'urto è stata immediatamente percepibile». Le bandiere sono state esposte a mezz'asta.

Tornando alla questione assicurativa, Laffely ribadisce che i «costi cumulativi» che dovranno sostenere i sopravvissuti sono enormi: nel caso di persone gravemente ustionate, le sole spese di cura (ospedali, cliniche) possono ammontare a 1-2 milioni di franchi. Secondo le stime del CEO, i pagamenti potrebbero quindi raggiungere diverse centinaia di milioni di franchi.

In collaborazione con l'Associazione svizzera d'assicurazioni (SVV) e altre compagnie, «sono state inoltre trovate soluzioni pragmatiche per i familiari». Chi deve recarsi all'estero per assistere un malato può ricevere fino a 6.000 franchi al mese. L'obiettivo è «evitare che le famiglie dovessero pagare anche solo un franco di tasca propria».

Laffely non nega che i costi incidano sul settore. «Naturalmente questo influirà sui nostri risultati», ammette. E questo potrebbe portare ad «adeguamenti tariffari» in futuro. Tuttavia, «il sistema è solido e vengono costituite riserve a tal fine». E per i casi estremi esistono «riassicuratori» che intervengono al superamento di una determinata soglia.

La Confederazione ha annunciato un «contributo di solidarietà»: 50 mila franchi per ogni persona deceduta oppure ospedalizzata in seguito al rogo di Crans-Montana. In totale, «alla luce della situazione straordinaria», si tratta di 7,8 milioni di franchi. È la prima volta che Berna concede pagamenti diretti alle vittime di un incendio. Un aiuto diretto, immediato e che va ad aggiungersi ai 10 mila franchi stanziati a metà gennaio dal Canton Vallese a ognuna delle 156 vittime. L’obiettivo è che entro la fine della sessione parlamentare – mercoledì 4 marzo, il Consiglio degli Stati sarà chiamato a dare il via libera agli aiuti promessi dal Consiglio federale, poi toccherà al Nazionale, e i deputati saranno chiamati a votare anche sulla clausola d’urgenza giovedì 19 marzo – Berna dia luce verde allo stanziamento di questi 7,8 milioni di franchi. 

Il Consiglio federale ha proposto pure di istituire una tavola rotonda diretta e finanziata dalla Confederazione per aiutare le vittime e i loro familiari, le assicurazioni e altre persone chiamate a versare prestazioni nonché le autorità coinvolte, a trovare soluzioni extragiudiziali evitando lunghi procedimenti giudiziari accompagnati da molte incertezze. Una «piattaforma di coordinamento» (la cui partecipazione è a titolo volontario) che permetterà di agevolare il dialogo. Il 20 febbraio 2026 si è svolto a Berna un primo incontro, convocato e presieduto dal direttore dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) Michael Schöll, per esplorare il margine organizzativo e operativo della futura tavola rotonda. Laffely accoglie con favore questa iniziativa. «Ora non è il momento dei dibattiti, ma della solidarietà. In tragedie come questa dobbiamo agire insieme».

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