Il 14 giugno si vota in 16 cantoni: dal salario minimo all'imposizione alla fonte

Sono due i temi federali in votazione domenica 14 giugno. L'iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» e la modifica della legge sul servizio civile. Ma gli elettori si esprimeranno anche su temi cantonali: saranno chiamati alle urne in sedici cantoni. In votazione ci saranno temi molto diversi. Tra gli appuntamenti più attesi figurano il voto sul salario minimo nel Canton Vaud e quello sull'imposizione alla fonte a Basilea Città. L'unica elezione - una suppletiva per sostituire un membro dimissionario in governo - si terrà a Basilea Campagna. Di seguito, una panoramica delle consultazioni cantonali in ordine alfabetico (ad eccezione del Ticino, dal quale partiamo).
Ticino
In Ticino si voterà su due iniziative popolari. La prima – iniziativa «Per il rimborso delle cure dentarie» – chiede di creare un'assicurazione cantonale obbligatoria per garantire la copertura delle spese delle cure dentarie di base. La seconda – iniziativa popolare costituzionale «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima» – propone di inserire nella Costituzione un articolo che impedisca che l'aggiornamento dei valori di stima immobiliare - che andranno rivisti nei prossimi anni a causa della giurisprudenza federale - provochi automaticamente un aumento delle tasse o una riduzione di aiuti e prestazioni sociali. Consiglio di Stato e Gran consiglio invitano a bocciare la prima proposta e approvare la seconda.
Argovia
Due gli oggetti in votazione nel canton Argovia. Il primo concerne un credito di 380 milioni di franchi per realizzare una nuova bretella stradale nei pressi di Suhr, regione da anni esposta a un notevole volume di traffico, ostacolato anche dalla presenza di due passaggi a livello. Il comitato contrario al progetto critica i costi ritenuti eccessivi e la perdita di terreno agricolo. Anche la sua utilità è rimessa in discussione.
Gli argoviesi voteranno anche sull'iniziativa popolare «Garantire la qualità dell'istruzione - ORA!», promossa dall'associazione degli insegnanti. Il testo chiede un insegnamento di qualità e personale scolastico qualificato in numero sufficiente. Inserendo questi principi nella Costituzione, il Cantone sarebbe tenuto a considerarli in modo vincolante. Consiglio di Stato e Gran Consiglio si oppongono, ritenendo che le richieste siano già applicate e che la modifica non aggiunga nulla di concreto.
Berna
A Berna si voterà un credito di 15 milioni di franchi per pianificare il rinnovo totale del Kunstmuseum. I lavori costeranno poi circa 147 milioni, di cui 81 a carico del cantone. Per le autorità il risanamento è urgente, viste le gravi carenze tecniche, di sicurezza e accessibilità. I referendari parlano invece di un progetto troppo ambizioso e destinato a costare più del previsto. Criticata anche l'assenza di contributi da parte della città di Berna.
Basilea Campagna
Tre sono le votazioni a Basilea Campagna, alle quali si aggiunge l'elezione suppletiva per designare il sostituto del consigliere di Stato Isaac Reber (Verdi). A contendersi la poltrona saranno Matthias Liechti (UDC) e Philipp Schoch (Verdi). L'esecutivo basilese è attualmente composto da un ecologista (il dimissionario Reber), un socialista, un centrista, un evangelico e un liberale-radicale.
I cittadini dovranno anche esprimersi sull'iniziativa popolare «Insieme in Europa» che chiede al cantone di impegnarsi a favore di relazioni buone e stabili tra la Svizzera, l'Unione Europea (UE) e i paesi vicini. Il Gran Consiglio raccomanda il «sì» sostenendo che una norma costituzionale può garantire stabilità allo spazio trinazionale senza costi aggiuntivi. Un «no» invierebbe un segnale negativo e creerebbe un'immagine contraddittoria, dato che Basilea Città ha già approvato una iniziativa simile. Il Consiglio di Stato è invece contrario, ritenendo che la questione sia di competenza federale.
A Basilea Campagna si voterà anche su una iniziativa popolare legislativa che chiede di revocare il decreto sull'energia entrato in vigore a inizio anno. Questo prevede il divieto di installare nuovi riscaldamenti che non ricorrano a energie rinnovabili (sono previste eccezioni). Gli iniziativisti sostengono che le nuove misure dovrebbero essere inserite in una legge (sottoposta a referendum) e non in un decreto. La maggioranza del Gran Consiglio ha ricordato come le normative in vigore sono state considerate conformi alla legge dal Tribunale federale e che l'iniziativa minerebbe gli obiettivi climatici. L'ultimo oggetto concerne il credito di 78 milioni di franchi per il rifacimento della strada che attraversa Birsfelden.
Basilea Città
Quattro invece le votazioni a Basilea Città. La misura più discussa riguarda l'introduzione dell'imposizione alla fonte. In base alla proposta, le aziende con oltre 50 dipendenti dovranno trattenere direttamente dallo stipendio il 10% del reddito a Basilea, mentre a Riehen e Bettingen la quota sarà del 5%. Le imprese più piccole potranno aderire volontariamente. La riforma, approvata dal Gran Consiglio come alternativa a un'iniziativa socialista poi ritirata, punta secondo la sinistra a ridurre il rischio di indebitamento dei contribuenti. I contrari - partiti borghesi, Verdi liberali e organizzazioni economiche - temono invece più burocrazia e uno spostamento dei debiti verso altre spese.
A Basilea Città si voterà anche su un'iniziativa e un controprogetto volti a ridurre il numero di piccioni. Inoltre, i cittadini saranno chiamati a esprimersi su un credito di 3,6 milioni di franchi destinato alla pianificazione e alle attività di promozione del progetto di collegamento ferroviario sotterraneo tra la stazione centrale delle FFS e la Badischer Bahnhof delle ferrovie tedesche.
Ginevra
A Ginevra si voterà su due temi controversi: l'apertura dei negozi fino a due domeniche all'anno senza l'obbligo di un contratto collettivo di lavoro, misura sostenuta dalla destra e dal Consiglio di Stato per aiutare il commercio locale ma osteggiata dai sindacati, che temono un peggioramento delle condizioni di lavoro; e il divieto di simboli religiosi visibili nel Gran Consiglio e nei municipi, sostenuto dai partiti borghesi in nome della neutralità delle istituzioni e contestato dalla sinistra, che lo considera una limitazione delle libertà fondamentali e della rappresentanza della diversità religiosa.
Lucerna
A Lucerna si voterà sul credito di 18,5 milioni di franchi destinato all'acquisto di un edificio vicino al Museo dei trasporti per trasferirvi il Tribunale cantonale, attualmente ospitato in una sede troppo piccola e datata in centro città. In caso di sì, l'edificio verrà adattato e ampliato con ulteriori lavori stimati in circa 27 milioni di franchi, con completamento previsto entro il 2030.
Neuchâtel
Il 14 giugno la popolazione di Neuchâtel voterà sull'inserimento nella Costituzione di un articolo sui diritti degli anziani, che impegnerebbe Cantone e comuni a promuovere partecipazione, autonomia e qualità di vita degli over 65. Il progetto è sostenuto dal Gran Consiglio ma osteggiato dal Consiglio di Stato per la sua vaghezza e il rischio di divisioni generazionali.
Nidvaldo
A Nidvaldo si voterà sulla revisione parziale della legge fiscale cantonale, che prevede sgravi per famiglie, ceto medio e personale qualificato, con aumenti delle deduzioni per figli e costi di custodia, oltre a una riduzione generale delle imposte sul reddito. Contro la riforma è stato lanciato un referendum costruttivo, che critica in particolare i benefici anche per i redditi alti e teme un aumento della domanda e dei prezzi di immobili e terreni. Il popolo sarà chiamato anche a votare un credito di 26 milioni per la costruzione di una nuova tripla palestra a Stans.
San Gallo
Il canton San Gallo voterà sulla riforma dell'accudimento extrascolastico dei bambini, che punta a uniformare a livello cantonale i contributi per le famiglie, garantendo un minimo uguale per tutti indipendentemente dal comune di residenza. La misura, sostenuta da una maggioranza politica, attua una decisione già presa nel 2023 ma è contestata da UDC ed UDF, che criticano disuguaglianze e possibile aumento della burocrazia.
Sciaffusa
A Sciaffusa si voterà su un credito di 6 milioni per l'ampliamento del centro sportivo indoor Schweizersbild, destinato a diventare il più grande della Svizzera (i costi complessivi ammontano a circa 40 milioni). Il secondo oggetto riguarda la revisione delle competenze finanziarie a livello cantonale, con l'obiettivo di aumentare i limiti di spesa autonoma del Governo e del Parlamento. In particolare, il Consiglio di Stato potrebbe decidere da solo su spese fino a 200'000 franchi e il Gran Consiglio fino a 1,5 milioni.
Soletta
Soletta voterà una modifica che permetterebbe alle neo mamme in Gran Consiglio di farsi sostituire per 3-12 mesi durante gravidanza e il congedo maternità, con una supplente che avrebbe gli stessi diritti e doveri. L'obiettivo è migliorare la conciliazione tra politica e famiglia, ma servono cambiamenti costituzionali e legislativi, da cui il voto popolare. La proposta è sostenuta da centro-sinistra e Verdi, mentre PLR e UDC la criticano ritenendola poco necessaria.
Svitto
Nel canton Svitto si voterà su un'iniziativa del PS che chiede di aumentare di circa 17 milioni di franchi i sussidi per la riduzione dei premi di cassa malati, estendendoli anche al ceto medio. Il comitato promotore sostiene che il Cantone dispone di ampie risorse e che oggi versa contributi inferiori alla media nazionale. Governo e maggioranza borghese, contrari all'iniziativa, ritengono invece che le recenti decisioni federali porteranno già a un incremento dei fondi rendendo la proposta superflua.
Turgovia
La popolazione del canton Turgovia si esprimerà su una modifica costituzionale che vuole aumentare le competenze finanziarie di governo e parlamento, permettendo loro di decidere su spese più elevate senza passare sempre dal voto popolare. Le soglie per referendum obbligatori e facoltativi - ferme dal 1990 - verrebbero innalzate per adeguare le regole al contesto economico attuale. La riforma è sostenuta dalle autorità, ma criticata perché ridurrebbe il controllo diretto dei cittadini.
Vaud
Una delle votazioni più attese riguarda l'introduzione del salario minimo nel canton Vaud. La popolazione sarà chiamata a scegliere tra due iniziative della sinistra e dei sindacati, un controprogetto del Consiglio di Stato oppure il mantenimento dello status quo. Le iniziative propongono di inserire il salario minimo nella Costituzione cantonale e di fissarne le regole applicative, con un importo iniziale di 23 franchi l'ora (23,60 con l'indicizzazione), che secondo i promotori aiuterebbe a contrastare la povertà nei settori più precari.
Il Consiglio di Stato propone a sua volta un salario minimo di 23 franchi, ma con una differenza centrale: eventuali contratti collettivi di lavoro avrebbero la precedenza e l'adeguamento del salario non sarebbe automatico, ma deciso annualmente dal Governo. Questa «via intermedia» è sostenuta dalla destra e da parte delle associazioni economiche. Il fronte economico non è però compatto: alcune organizzazioni rifiutano qualsiasi intervento statale nella politica salariale e invitano a respingere sia le iniziative sia il controprogetto.
Zurigo
A Zurigo il voto è incentrato sulla crisi abitativa. Due iniziative popolari lanciate dalla sinistra mirano a tutelare gli inquilini dalle disdette collettive e promuovere la costruzione di alloggi a prezzi accessibili. Entrambi i testi sono affiancati da controprogetti che non prevedono interventi diretti, ma si limitano a migliorare le condizioni quadro per la costruzione di alloggi e a nuove norme per evitare le disdette collettive o a renderle socialmente più accettabili.
Sul fronte opposto, l'Associazione dei proprietari fondiari (APF-HEV), sostenuta dalla sola UDC, ha lanciato l'iniziativa «per la proprietà di alloggi». La proposta chiede che nei progetti abitativi sovvenzionati dallo Stato metà degli appartamenti sia destinata alla proprietà privata e metà all'affitto. Inoltre, gli alloggi in proprietà non potrebbero essere affittati o rivenduti con profitto per 30 anni. Gran Consiglio e Consiglio di Stato respingono l'inserimento di una quota rigida e il limite temporale: gli alloggi a prezzi accessibili andrebbero persi dopo 30 anni.
Completa il menù zurighese un'iniziativa intitolata «Stop allo shock dei premi malattia», che chiede di adeguare ogni due all'andamento effettivo dei premi l'importo deducibile dalle imposte. Attualmente l'adeguamento delle detrazioni è fissato sulla base del rincaro generale. Ultimo tema in votazione: una modifica costituzionale che regola le supplenze dei deputati in Gran Consiglio impossibilitati a garantire il mandato per malattia, incidente o maternità.