Viabilità

Tutti in coda al San Gottardo: «Ma il record di 28 chilometri dovrebbe resistere»

Il serpentone di auto incolonnate al portale nord ha raggiunto i 21 chilometri, come a inizio aprile in occasione della Pasqua – Daniele Dematté di ViaSuisse: «I disagi oggi sono più o meno ovunque»
©URS FLUEELER
Marcello Pelizzari
23.05.2026 12:15

Hai programmi per Pentecoste? La frase, vedendo le ore di attesa al portale nord del San Gottardo, ha un che di ironico. O tragicomico. Al momento, sono 21 i chilometri di coda in direzione Ticino. Con ritardi fino a 3 ore e mezza. Ma le colonne, oggi, sono più o meno ovunque, non solo sulla A2. Prendete la A13 del San Bernardino, il percorso alternativo inizialmente consigliato da Touring Club Svizzero e ViaSuisse. Anche su quell’asse siamo in pieno bollino rosso, «tant’è che non suggeriamo più di passare dai Grigioni per evitare il San Gottardo» spiega al Corriere del Ticino Daniele Dematté di ViaSuisse.

Problemi ovunque

«Ma i problemi – dice il nostro interlocutore – sono dappertutto. Basilea, Soletta, Zurigo, Lucerna, Ginevra e Losanna. Si è anche verificato un incidente sulla A3». Per tacere di Brogeda, che ovviamente sente il peso e la pressione in arrivo dal San Gottardo, con colonne e attese pure al Dosso di Taverne e, a ridosso del confine, a partire da Coldrerio. «È un bel quadro» ribadisce amaramente Dematté. Il quale, rispetto al controesodo, indica in lunedì la giornata con maggiori disagi, sebbene «stando alle previsioni al portale nord del San Gottardo la coda non dovrebbe andare in doppia cifra».

I 21 chilometri attuali richiamano le attese del 3 aprile 2026: il serpentone di auto in coda al portale nord del San Gottardo, anche allora, aveva toccato i 21 chilometri. Tanti, tantissimi. Il Venerdì Santo, all’improvviso, per molti automobilisti si era trasformato in un autentico calvario fra attese infinite e, per dirla con Tullio De Piscopo, andamento lento. Merito, o colpa a seconda dei punti di vista, del meteo e delle prospettive di una Pasqua particolarmente calda al sud, Ticino compreso.

Un record? No

Domanda delle domande: siamo di fronte a un record? No, anche se il dato – come detto – è importante. Se ci limitiamo alla Pasqua, o meglio all’esodo del Venerdì Santo, il primato spetta al 1998, con 25 chilometri. In termini assoluti, invece, il massimo della coda è stato raggiunto, sempre a Pentecoste, nel 1999 e nel 2018, con 28 chilometri. Il serpentone, in entrambi i casi, era così lungo che la colonna cominciava da Buochs, nel canton Nidwaldo.

I 21 chilometri odierni richiamano i 22 raggiunti il 18 maggio del 2024, un sabato, in pieno ponte di Pentecoste. La giornata era stata caratterizzata altresì da un blitz degli ambientalisti di Liberate/Renovate Switzerland. I quali, prima di mezzogiorno, si erano seduti per terra, in mezzo al traffico, con tanto di striscioni. «È il secondo messaggio di avvertimento (dopo la protesta del ponte dell’Ascensione, ndr). Siamo tornati al Gottardo! Il clima è ancora in pericolo. Torneremo finché la scienza non sarà ascoltata». E ancora: «Le nostre azioni di disturbo hanno lo scopo di mettere a nudo il conflitto tra chi preserva gli esseri viventi e chi li abbandona in difficoltà. Tutto ciò che ci circonda sta morendo! Uno dei pochi modi che abbiamo per far sentire la nostra voce è quello di suscitare un dibattito attraverso le nostre azioni». E richiamano pure i 20 chilometri di un altro ponte di Pentecoste, quello del 2025, con pesanti rallentamenti pure sulla via alternativa, la A13 del San Bernardino. Proprio come oggi. «Il condizionale è d’obbligo – chiosa l’esperto – ma nemmeno questa volta toccheremo i 28 chilometri».

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