Mendrisiotto

Assicurazioni e carrozzerie: la grandine non è un ricordo

La supercella che si è abbattuta sul Mendrisiotto tra il 9 e il 10 giugno impegna ancora oggi le officine e le compagnie assicurative – Samuele Donnini: «Volenti o nolenti saremo sempre più confrontati con questo tipo di eventi»
©CdT
Stefano Lippmann
28.07.2026 06:00

La grandine che si è abbattuta su buona parte del Mendrisiotto tra il 9 e il 10 giugno scorsi ha lasciato il segno. La conta dei danni è evidentemente ancora in corso, ma già sin d’ora si comprende che la fattura – in termini generali – sarà piuttosto salata. Numerose le automobili danneggiate, così come lucernari e manufatti ad esempio installati nei giardini privati. Senza dimenticare i danni alle colture, con particolare riferimento ai vigneti che, in alcune zone, sono stati massicciamente colpiti. È passato più di un mese dalla grandinata e il lavoro, per le compagnie assicurative, così come ad esempio per i carrozzieri, non manca.

«L’evento è stato importante, possiamo sicuramente definirlo straordinario» spiega il presidente dell’Associazione Svizzera d’Assicurazioni Sezione Ticino Samuele Donnini. A livello non soltanto assicurativo, quale termine di paragone, la mente torna alla grandinata che si verificò nel Locarnese nel 2023: «L’evento più importante a causa della grandine degli ultimi 10 anni. È costata più di 300 milioni di franchi. Nel Mendrisiotto, al momento, il conto è a meno della metà». Ciò, evidenzia Donnini, è dovuto a diversi fattori. «Nel Mendrisiotto, rispetto al Locarnese, l’impatto fortunatamente è minore. Innanzitutto perché la gravità dell’evento è meno impattante. La grandezza della grandine, sebbene straordinaria, aveva un diametro inferiore». Altro fattore, da non sottovalutare, l’orario in cui si è verificata la grandinata. «Nel Locarnese è successa in un momento dove l’intensità del traffico era elevata. Nel Mendrisiotto, invece, è accaduta in serata: c’erano meno traffico e più auto già parcheggiate».

Terzo fattore: i precedenti e l’evoluzione della comunicazione. «La prevenzione ha giocato il suo ruolo – fa presente il presidente –. Volenti o nolenti saremo sempre più confrontati con questo tipo di eventi. L’esserne consapevoli, unitamente ai canali di comunicazione (come ad esempio l’allerta meteo, ndr.) ti permette di mettere in sicurezza il bene, laddove possibile».

«Fa parte del gioco»

Danni, ad ogni modo, ce ne sono stati parecchi. Di riflesso sono innumerevoli i casi segnalati. «Le compagnie assicurative sono oberate – non nasconde Donnini –, ma fa parte del gioco». Si tratta di realtà «che forniscono copertura». In prima linea, dunque.

Basti pensare alle automobili: le compagnie assicurative hanno ad esempio organizzato dei «drive-in»: luoghi nei quali portare la propria vettura per la constatazione dei danni. «In maniera molto efficiente svolgono una perizia e, seduta stante, viene riconosciuto il danno e, allo stesso tempo, è già fornito un supporto per la riparazione».

Più efficienti, ma anche più economici. Il protocollo – sottolinea il nostro interlocutore – aiuta «anche dal profilo della gestione dei costi. Le convenzioni con le carrozzerie aiutano il processo non solo dal lato dell’efficienza ma anche dal lato economico. Il tutto garantendo sempre gli standard di qualità».

Donnini, infine, menziona un ultimo aspetto: «Fortunatamente si è trattato solo di danni a cose: automobili, immobili e colture. Gli eventi catastrofici possono portare anche a danni fisici», se non oltre.

Quanti lavori di verniciatura

C’è indiscutibilmente molto lavoro per le compagnie assicurative. Ce n’è altrettanto – rimanendo nel solo settore delle automobili – per i carrozzieri. «È stata sicuramente una grandinata anomala» racconta Sacha Kitic titolare della SDS Car Service di Balerna. Dal 10 giugno ad oggi i casi approdati nell’officina di Balerna, una carrozzeria medio piccola sono stati almeno 120, «tra i quali diversi con danno totale». Una grandinata anomala, s’è detto, che si è tradotta in «tanti lavori di verniciatura» e in operazioni riguardanti «cofani, tetti e montanti. In questo caso – ammette Kitic – si riesce a raddrizzare ben poco senza dover verniciare». Le perizie assicurative, d’altronde, attestano che la supercella temporalesca ha lasciato dietro di sé un bel po’ di danni. «Da carrozziere noto che le auto colpite a Mendrisio e dintorni sono un po’ più facili da lavorare». Più difficili, invece, i rapporti con le persone: «La gente ha sempre meno pazienza» chiosa il titolare.

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