Bellinzona

Case anziani, un ente «troppo» autonomo? Il progetto non fa l'unanimità in Gestione

Conclusioni opposte nei due rapporti commissionali sulla costituzione dell'organismo preposto alla conduzione delle strutture cittadine - Per la minoranza il Legislativo non avrebbe più voce in capitolo, i favorevoli puntano sulla trasparenza
© CdT/Chiara Zocchetti
Giacomo Butti
08.04.2026 06:00

Governance: la parola è ancora causa di dissapori a Bellinzona. Già argomento del referendum contro il progetto di valorizzazione della Fortezza, il tema torna a far discutere, questa volta nell’ambito della costituzione dell’Ente autonomo BellinzonaAnziani (BEA), al quale verrebbe delegata la conduzione delle strutture per anziani della Città. Due, infatti, sono i rapporti redatti dalla Commissione dalla gestione in vista della seduta del Consiglio comunale del 13 aprile durante la quale sarà discusso il messaggio. Una spaccatura la cui linea di faglia si estende, appunto, su tematiche amministrative. Firmato con riserva da Sacha Gobbi (Lega-UDC), il rapporto di maggioranza (relatore Patrick Rusconi, PLR) definisce la costituzione dell’ente - al quale dovrà essere accordato un capitale iniziale di 8 milioni di franchi - una scelta «ponderata, coerente con l’evoluzione normativa e demografica e orientata alla responsabilità istituzionale». Pur disponendo di autonomia operativa, ha spiegato il Municipio in audizione, l’ente «manterrà una funzione di vigilanza» attraverso la presenza di propri rappresentanti nel Consiglio direttivo, «e mediante il controllo sul mandato di prestazione». E qui arriva l’inghippo. Se la maggioranza, salvo alcune raccomandazioni di cui diremo più avanti, reputa soddisfacenti le premesse – tanto da definire il progetto un «modello di gestione pubblica capace di coniugare efficienza, qualità e controllo demografico» – la minoranza, rappresentata da Brenno Martignoni (Il Noce) e Lorenza Röhrenbach (Verdi-FA-Indipendenti) critica duramente la formula che, a suo dire, relegherebbe il Consiglio comunale a un ruolo «meramente consultivo», escludendolo dalle politiche sugli anziani. «Così viene a meno la trasparenza gestionale e finanziaria che solo i tre gradi istituzionali ordinari», Legislativo ed Esecutivo, insieme ai cittadini, «possono garantire». Divergenti, dunque gli inviti al plenum: da una parte l’approvazione, dall’altra il rigetto del messaggio.

Preoccupazioni diffuse

Pure il rapporto di maggioranza, per la verità, lascia intuire qualche dubbio sulla questione. Nel testo si sottolinea, sì, come l’istituzione dell’ente aiuterà la promozione di una «visione strategica», con modalità che evitano la rinuncia al controllo pubblico. Fra le condizioni accompagnatorie, tuttavia, si raccomanda al Municipio la definizione di un mandato di prestazione «chiaro, misurabile e periodicamente verificabile», che stabilisca obiettivi qualitativi, indicatori di performance e criteri di trasparenza finanziaria, con rapporti presentati regolarmente al Consiglio comunale e, nei primi anni di attività, una valutazione intermedia. Tematica, quella della necessità di maggior controllo e spazio d’azione del Consiglio comunale, emersa anche in alcuni emendamenti proposti giorni fa da schieramenti di sinistra.

Greina, acquisizione più vicina

La terza età è al centro anche di un altro rapporto della Commissione della gestione, che quasi all’unanimità (firma con riserva di Martignoni e Röhrenbach) invita il Consiglio comunale ad approvare l’acquisizione della Casa anziani Greina e la sua integrazione nella rete cittadina dall’anno prossimo. Con un investimento di 2,48 milioni di franchi per l’immobile, la Città potrà contare sui 59 posti letto offerti dalla struttura, importanti - ha ritenuto la Commissione - per far fronte alla crescente domanda dovuta all’invecchiamento della popolazione. Il tutto con un’operazione, al netto di contributi cantonali, «sostanzialmente neutra» dal punto di vista finanziario. Positiva anche la gestione transitoria già avviata, con garanzie per il personale che manterrà condizioni e diritti attuali.

Occhio attento alle criticità
Ottimismo, dunque. Ma senza dimenticare alcune criticità «che dovranno essere attentamente monitorate». La Gestione ha in particolare messo l’accento sui limiti della struttura, ormai vetusta, che richiederanno «interventi significativi» ma proporzionali alla già prevista sostituzione sul «medio termine» della Greina con una nuova struttura da 100 posti. Proprio la realizzazione di questo nuovo edificio, ricordano i commissari, dovrà essere pianificata con sufficiente anticipo «per evitare soluzioni provvisorie».

In questo articolo: