Fra anziani e «controllo» della politica

Un «pacchetto» di emendamenti a sinistra relativamente alla costituzione dell’ente autonomo BellinzonaAnziani che passerà al vaglio del Legislativo lunedì 13 aprile. Sia i rappresentanti del Partito comunista in seno al gruppo dell’Unità di sinistra sia il Movimento per il socialismo (MPS) fanno delle richieste concrete di modifica dello statuto, ma non solo.
Richieste intese, in primis, a rafforzare il ruolo del Consiglio comunale in merito al tema della terza età, a favorire «una maggiore partecipazione democratica» e a garantire l’indispensabile trasparenza a livello di gestione. Non azzardiamo previsioni sull’esito di queste proposte, ma il messaggio municipale stando a quanto ci risulta sulla base delle discussioni commissionali dovrebbe essere approvato senza patemi d’animo dal plenum.
Unione e tempistiche
Ma vediamo nel dettaglio gli emendamenti. Partendo da quelli dell’MPS. Che va oltre. Con la richiesta di fissare, nero su bianco, la data del 31 dicembre 2028 quale termine ultimo per accorpare nel nascituro ente autonomo i seguenti istituti: la Residenza Visagno di Claro, la casa per anziani della Fondazione Aranda di Giubiasco e l’istituto per la terza età Paganini Rè di Bellinzona nonché l’Associazione bellinzonese per l’assistenza e cura a domicilio.
Maggiore chiarezza
«Nel messaggio lo scenario di integrare anche queste organizzazioni/strutture è affrontata molto superficialmente e senza alcun impegno concreto», puntualizzano Matteo Pronzini e Martino Colombo. Per il resto i due rappresentanti dell’MPS nel Legislativo cittadino auspicano l’introduzione dell’assemblea quale organo aggiuntivo di BellinzonaAnziani unitamente al Consiglio direttivo, la direzione e l’ufficio di revisione. Il consesso sarebbe composto da 60 membri, di cui un terzo eletti dal Consiglio comunale (proporzionalmente alla forza dei partiti), altri 20 dal personale e i rimanenti dai pazienti o dai loro parenti.
Preventivo e indirizzi
Gli esponenti del Partito comunista nell’Unità di sinistra (Massimiliano Ay ed Alessandro Lucchini) desiderano parimenti che il Legislativo turrito possa avere anche in futuro «un adeguato coinvolgimento in un settore particolarmente sensibile e rilevante» per la popolazione e la Città. Il plenum, secondo loro, dovrebbe avere voce in capitolo pure in sede di preventivo e sulle politiche dell’ente.




