«È vero, il progetto è semplice, ma la metamorfosi sarà radicale»

Ricostruzione accurata di un passato le cui tracce si intravedono appena e allo stesso tempo creazione di una storia tutta nuova. Ha questa duplice valenza il progetto «La nouvelle belle époque» per la valorizzazione degli spazi pubblici urbani incastonati tra il Lago Maggiore e la Rotonda di piazza Castello a Locarno. Un progetto che è difficile da spiegare a parole. Ci hanno provato il sindaco Nicola Pini e il capodicastero Opere pubbliche Bruno Buzzini, ma soprattutto i progettisti vincitori del concorso indetto nel 2020 dalla Città che sono intervenuti durante la serata pubblica andata in scena ieri al palazzo della Sopracenerina. Per essere ancora più chiara ed efficace, la loro presentazione in una sala gremita è stata arricchita da numerosi illustrazioni che mostrano come si trasformeranno i 52 mila metri quadrati sui quali si estende il salotto buono cittadino. «Se è vero che il progetto è tutto sommato semplice, il cambiamento sarà radicale», ha affermato l’architetto Felix Wettstein. Una metamorfosi che per il momento, ha aggiunto, si può solo desumere dai disegni e dai vari piani tecnici, ma la cui portata in termini di qualità risulta ben chiara già sin d’ora . Una qualità sottolineata anche dai vari interventi dei presenti in sala, che non hanno mancato però di invitare il Municipio a mettere dei precisi paletti a chi organizzerà i grandi eventi una volta che la valorizzazione degli spazi pubblici del centro cittadino sarà completata. «Altrimenti ci ritroviamo con un bel salotto che utilizziamo come un ripostiglio», ha ad esempio affermato il già municipale Diego Erba. Rassicurazioni in questo senso sono giunte dal sindaco, il quale ha ricordato che nell’affinamento del progetto sono stati coinvolti i promotori delle manifestazioni che si svolgono in piazza Grande.

L’invasione «gentile» del lago
La prima tappa dei lavori, con un investimento preventivato in 15,7 milioni di franchi sul quale è chiamato ad esprimersi il Consiglio comunale, si focalizzerà su piazzetta Remo Rossi e su Largo Zorzi. Quest’ultimo, asse di collegamento tra il Debarcadero sul lago e piazza Grande, sarà animato da uno specchio d’acqua che vuol rappresentare, come ha spiegato l’ingegner Pippo Gianoni, un’invasione «gentile» del lago. Specchio d’acqua che sarà accompagnato da una nuova e più folta alberatura, la quale si integrerà con quella oggi esistente e che sarà in grado di dare refrigerio nelle ore più calde delle giornate estive. La pavimentazione, ha sottolineato l’architetta Ludovica Moro, rappresenta uno degli elementi fondamentali dell’intero progetto. Grazie alla presenza di elementi di seduta mobili si caratterizzerà come luogo d’incontro e teatro della vita cittadina. Proseguendo verso sud, si incontrano i giardini storici, che saranno riqualificati e preservati come luogo di sosta e di quiete. Il Kursaal è stato oggetto di un concorso di architettura vinto dallo studio Michele Arnaboldi Architetti; il progetto vincitore non entra in conflitto con quello della «La nouvelle belle époque». Al momento, ha spiegato il sindaco rispondendo ad una sollecitazione giunta dalla sala, ci si trova in una situazione di stallo. L’investimento per il restauro dell’edificio ammonta a 30 milioni di franchi. Una somma ingente che impone delle riflessioni sia da parte della società proprietaria dell’immobile, sia da parte della Città.


All’altro estremo del perimetro di intervento si trova piazzetta Remo Rossi, dove è prevista la trasformazione più evidente dell’intero progetto. Grazie alla nuova scalinata d’accesso, si trasformerà in un ulteriore punto d’incontro. Davanti alla facciata del PalaCinema verrà realizzato uno specchio d’acqua per richiamare la storia del luogo che un tempo ospitava la darsena della città. Vi saranno poi due ampie isole alberate che creeranno una vera e propria cornice verde attorno al cuore della piazza.
Luce intima e misurata
Tra questi due settori nei quali si prevede di iniziare i lavori entro l’estate del 2027, piazza Grande. Lì si interverrà essenzialmente sull’illuminazione che sarà tenue, intima, misurata e che consentirà di ammirare le stelle, ha rilevato l’architetto Giovanni Guscetti. L’attuale pavimentazione sarà mantenuta con degli interventi puntuali nelle terrazze dei ristoranti e nell’innesto delle strade che scendono dalla Città Vecchia o che conducono alla parte nuova della città. Il cantiere in piazza Grande, così come quello del comparto di piazza Muraccio, seguirà quelli di Largo Zorzi e di piazzetta Remo Rossi.
Tempi e costi
Il cantiere da 15 milioni al via a metà 2027
Tre anni di lavori — L’apertura del cantiere in Largo Zorzi è prevista nella tarda primavera del 2027, in piazzetta Remo Rossi nell’autunno successivo. Queste le scadenze indicate dal Municipio riguardo all’avvio della prima tappa dei lavori da 15,7 milioni di franchi per la valorizzazione degli spazi pubblici. Lavori che in Largo Zorzi dureranno 18 mesi, mentre in piazzetta Remo Rossi ne occorreranno 10. Considerate tuttavia le pause previste durante i grandi eventi, la conclusione della prima parte del progetto è attesa nel 2030.






