L'evento

Emozioni in rosa per un Ticino da favola

Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla tappa ticinese del prossimo Giro d'Italia, la Bellinzona-Carì in programma il 26 maggio - Cieslakiewicz: «Visibilità e ricadute enormi» - Vitta: «Così rafforzeremo l'offerta turistica» - L'entusiasmo è alle stelle, dalla Turrita alle valli
Martedì 26 maggio 2026: un giorno storico per il Ticino. © CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
14.04.2026 15:40

«Saranno poco romantiche le gambe, ma nel ciclismo contano», ripeteva spesso il grandissimo Gianni Mura, forse l’ultimo poetico cantore della disciplina. Le ha fatte mulinare, eccome, in questi ultimi due anni, il comitato che ha organizzato la tappa interamente ticinese dell’imminente Giro d’Italia. La data da segnare in rosa sull’agenda è quella di martedì 26 maggio, quando andrà in scena la Bellinzona-Carì, frazione numero 16 lunga 113 chilometri per circa 3.000 metri di dislivello. A detta degli esperti potrebbe decidere le sorti della gara. E decretare, quindi, chi succederà al britannico Simon Yates (nel frattempo ritiratosi) nell’albo d’oro. Sulle strade della capitale, della Riviera e delle valli di Blenio e Leventina suderanno altri campionissimi. Il duello più atteso è senza dubbio quello fra il danese Jonas Vingegaard (favoritissimo per la vittoria finale, già trionfatore due volte al Tour de France ed una alla Vuelta) ed il portoghese João Almeida (fidato compagno di squadra di quel fenomeno che di nome fa Tadej e di cognome Pogacar, che purtroppo non sarà al via). Veder sfrecciare la carovana sulle nostre strade sarà un onore, ma altresì un privilegio ed un impegno pazzeschi perché capita veramente di rado che il Giro valichi i confini della vicina Penisola a corsa già iniziata.

Impegno notevole

Non giriamoci troppo attorno: per il Ticino, ed il Bellinzonese in particolare, sarà un giorno storico. E di festa. Una festa che si spera memorabile e, soprattutto, baciata dal sole. Da quella battuta dell’ex ciclista e consigliere nazionale Rocco Cattaneo nel 2024 quando Carì ospitò il Tour de Suisse («quasi quasi qui si potrebbe far arrivare il Giro...») alla realtà. Nel mezzo vi è stata un’opera di convincimento asfissiante degli organizzatori, la RCS Sport & Events, e un lavoro che nell’ultimo mese (ed un po’) dovrà essere affinato nei minimi dettagli affinché il 26 maggio funzioni tutto alla perfezione. Oggi è stato fatto il punto con i media.

Noblesse oblige, il primo a prendere la parola è stato il presidente della direzione generale di BancaStato (sponsor principale che copre buona parte del budget di 800-850 mila franchi circa) Fabrizio Cieslakiewicz. «Il Giro d’Italia assicura una visibilità mondiale, ricadute economiche immediate sul territorio ed una promozione turistica duratura oltre l’evento. Aggiungiamoci poi il coinvolgimento e la coesione della comunità ed un’immagine istituzionale forte e credibile e abbiamo uno scenario da sogno», ha affermato il numero uno dell’istituto di credito ed appassionato di ciclismo. Precisando che l’entusiasmo è talmente alle stelle che «ci sono gli sponsor che chiamano».

Numeri da capogiro

La gara a tappe italiana, la seconda al mondo per importanza, d’altronde fa registrare numeri da capogiro. Ne citiamo alcuni, per darvi un’idea: oltre 200 Paesi collegati; 650 milioni di persone complessive davanti alla televisione; 2,3 milioni di spettatori a bordo strada per una spesa media pro capite di 124 euro al giorno. Il ritorno sul territorio equivale al 61%. Una vetrina senza precedenti per le bellezze della nostra regione. I Comuni e le valli gongolano. Il settore turistico non c’è nemmeno bisogno di ricordarlo: gli alberghi sono pieni da mesi. Per il consigliere di Stato Christian Vitta «questa grossa opportunità deve trasformarsi in un investimento in ottica futura. Nel senso di rafforzare l’attrattiva turistica del Ticino grazie ad una visibilità straordinaria capace di lasciare segni memorabili».

Affiancato dai due co-presidenti Fabio Käppeli (vicesindaco di Bellinzona) e Gabriele Gendotti (ex consigliere di Stato, faidese DOC) nonché dagli altri membri di comitato, Fabrizio Cieslakiewicz ha messo in moto una «macchina» organizzativa da far invidia alle classiche del Nord. Tutto viene passato ai raggi X. Non si può sbagliare. Lo sa bene Decio Cavallini, già capo della Gendarmeria della Polizia cantonale, oggi vicesindaco di Roveredo, ma soprattutto «anima e cuore» per quanto riguarda la logistica e la sicurezza. Ha snocciolato una serie infinita di cifre e dati che danno la dimensione concreta dell’appuntamento.

Eventi per tutti i gusti

Una festa, si accennava in precedenza. Dal 19 maggio alcuni monumenti fra i più simbolici del Bellinzonese e dell’Alto Ticino torneranno ad illuminarsi di rosa. E poi, certo, ci sono gli eventi collaterali. Ovunque. Impossibile citarli tutti (lo faremo, minuziosamente, nelle prossime settimane). Nella Turrita ecco il «Villaggio Rosa», dal 22 al 26 maggio, sull’area di BancaStato. Musica per tutti i gusti, da Mal alla Formula Tre passando per i deejay. Sempre nella capitale lunedì 25, nella parte alta del viale Stazione, andrà in scena «GiroLand» in collaborazione con RCS. Sabato 23 maggio il percorso sarà aperto al pubblico con due formule: la pedalata popolare Biasca-Faido-Carì e la cronoscalata Faido-Carì. Ad Acquarossa, invece, dal 24 al 26 maggio spazio alle sette note e ad altre manifestazioni; il giorno della gara accadrà lo stesso ad Aquila, Leontica ed al Nara. Tutto quello che c’è da sapere lo trovate sul sito www.bellinzona-cari26.ch.

Pedalando sostenibile

Stesso giorno, ma altro spirito. Più goliardico, ridanciano, non competitivo. Martedì 26 maggio, da Biasca a Carì, lungo 33,5 chilometri, si correrà pure la tappa del «Giro-E» con le bici da corsa a pedalata assistita. Un tracciato compatto e selettivo, con partenza dal fondovalle della Riviera ed arrivo in salita ai 1.644 metri della nota località turistica medioleventinese, sulle stesse strade della tappa in rosa. Si pedalerà tra boschi di castagni, nuclei in pietra, ponti medievali e campanili romanici. Da Biasca - con il suo ponte di Santa Petronilla - a Giornico, da Faido fino alla conca di Carì. I corridori che vi prenderanno parte saranno 136 (ex professionisti, ospiti eccellenti, rappresentanti degli sponsor, noti sportivi italiani, personaggi dello spettacolo, eccetera) suddivisi in 22 squadre. Ci saranno anche tre formazioni ticinesi, fra le quali una «griffata» Corriere del Ticino. Un viaggio, insomma, nell’energia dell’Italia in movimento che - in questo caso - allarga i confini ed arriva sulle strade ticinesi con l’obiettivo di unire i diversi territori toccati e le loro popolazioni. Per un futuro, ovviamente, all’insegna della sostenibilità, della condivisione e dell’equità.

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