Finanze di Lugano, l’offensiva del PLR

Le finanze della Città tornano sotto la lente del PLR. Dopo il «no» ai conti di due anni fa e il «sì» a naso turato del 2025, il gruppo in Consiglio comunale ha inoltrato un’interpellanza con trenta domande in cui si chiede al Municipio di indicare la sua visione strategica, dopo una prima manovra di rientro da 10 milioni di franchi, «affinché l’aumento delle imposte non diventi semplicemente il nuovo equilibrio permanente». Nell’atto politico (prima firmataria Natalia Ferrara), che auspica un risanamento strutturale delle finanze cittadine, si chiedono in particolare lumi sull’operato del gruppo di lavoro per il risanamento finanziario. «Da mesi non si hanno più notizie», rileva il PLR-PVL. «Il Dicastero finanze si era impegnato ad aggiornare la Commissione della gestione prima dell’estate. Non è avvenuto, e la Gestione non ha ricevuto nemmeno il Preconsuntivo 2026 e tra poco sui suoi banchi arriverà il preventivo 2027».
Il PLR critica anche la collaborazione tra Esecutivo e Legislativo: «In occasione della discussione sul Preventivo 2026, il Municipio ha chiesto al Consiglio comunale di poter ricevere ancora del tempo e di sfruttare meglio il canale di concertazione tra i due livelli istituzionali che ha aperto due anni fa proponendo la propria road map. Peccato che ciò non sia avvenuto. È ora che in primis il capodicastero Finanze esponga con trasparenza numeri, responsabilità, scadenze e risultati», si legge nell’interpellanza.
Di qui, come detto, le trenta domande al Municipio. Si parte proprio dall’operato del comitato tecnico. Il PLR-PVL chiede in particolare di indicare a che punto sono i lavori e, quando (e se) verrà presentata al Legislativo una sintesi «delle decisioni già prese dall’Esecutivo e di quelle ancora in valutazione». Passando alla revisione della spesa, il PLR propone di introdurre il principio secondo cui «ogni anno ciascun Dicastero sottopone a una revisione approfondita almeno il 25% delle proprie attività e spese discrezionali».
Per quanto concerne invece il tema «Personale, digitalizzazione e IA», il PLR chiede per esempio al Municipio se ha valutato una politica temporanea più restrittiva sulle sostituzioni - ad esempio una nuova assunzione solo ogni due partenze - e, in sostanza, di fare il punto su che cosa è stato digitalizzato e che cosa no. Ferrara e cofirmatari chiedono pure di indicare quanto «vale» il patrimonio immobiliare della Città e di «classificare sistematicamente gli immobili in strategici, operativi, a reddito e non strategici, predisponendo per gli ultimi un programma pluriennale di valorizzazione o alienazione».
Un capitolo a parte è riservato alle partecipate della Città, per le quali viene chiesta una «revisione strategica, indicando per ciascuna società l’interesse pubblico perseguito, il valore della partecipazione, il rendimento economico e finanziario, i rischi, le necessità future di capitale e la quota di controllo effettivamente necessaria».
Passando agli investimenti, i liberali radicali domandano se «dopo la fase straordinaria connessa al PSE, il Municipio intende introdurre una loro priorizzazione», mentre per quanto concerne la riduzione del debito, viene proposto di «adottare il principio secondo cui una quota maggioritaria degli incassi netti derivanti da alienazioni patrimoniali e da altre entrate straordinarie sia destinata alla riduzione del debito o al finanziamento di investimenti straordinari, evitando di utilizzarla per finanziare la spesa corrente permanente».
Per il PLR l’obiettivo principale deve essere la crescita del gettito fiscale. A questo proposito, si chiede al Municipio di indicare la strategia affinché nel 2027-2030 venga ampliata la base fiscale della Città attraverso l’insediamento e il mantenimento di aziende, famiglie e contribuenti ad alto valore aggiunto».
In conclusione, il PLR-PVL «ribadisce di essere contrario a tagli lineari e ad un aumento automatico delle imposte. Occorre finalmente - questo l’auspicio politico - una revisione strutturale delle attività della Città, e dunque della spesa corrente, accompagnata da una strategia di crescita della base fiscale. Il tema non è quanta amministrazione comunale si vuole in astratto, ma quali attività la Città deve svolgere, secondo quale standard, a quale costo e se è davvero il Comune il soggetto migliore per erogare queste prestazioni. Il punto non è stabilire se Lugano sia in grado di svolgere autonomamente determinate attività, ma verificare se sia sempre la soluzione più efficiente».
