Il personaggio

«Ho trovato una città che ama storia e artigianato autentico»

Nato in Iran e cresciuto in Ticino, nel negozio vicino alla Collegiata Alireza Barakian vende tappeti persiani proponendo un’immersione in arte e tradizioni millenarie – «Non semplici oggetti d’arredo, ma custodi di memoria e identità»
Ogni elemento dei tappeti persiani ha un suo significato preciso, racconta Alireza Barakian. © Ti-Press/Samuel Golay
Emma Jauch
31.08.2026 06:00

Alireza Barakian srotola lentamente un tappeto persiano sul pavimento del negozio a Bellinzona. Le frange scorrono tra le dita, il disegno prende forma centimetro dopo centimetro. Per molti è semplicemente un tappeto. Per lui è una storia fatta di arte, cultura, simboli e tradizioni tramandate da secoli.

Tra Iran e Ticino

Il legame di Barakian con il mondo della tessitura persiana affonda le radici nella sua storia personale. Nato in Iran e cresciuto in Ticino, porta con sé due realtà che oggi si incontrano nel suo lavoro: da un lato la cultura e le tradizioni del Paese d’origine, dall’altra il territorio in cui è cresciuto e che oggi ha scelto come luogo in cui raccontarle. Attraverso il tappeto questi due mondi trovano un punto d’incontro. Ogni pezzo diventa un’occasione per trasmettere la cultura persiana a chi, entrando nel negozio, ci si avvicina per la prima volta. «Con il tempo ho capito che un tappeto persiano non è semplicemente un oggetto d’arredo», racconta Barakian, «ma è un patrimonio di memoria, di identità e di sapere artigianale».

Un oggetto narrativo

La tessitura persiana è una tradizione antichissima, le cui radici affondano nella storia: il tappeto di Pazyryk, considerato il più antico tappeto annodato conservato al mondo, ne è una delle testimonianze. Un tappeto annodato a mano racchiude mesi, talvolta anni di lavoro e porta con sé conoscenze tramandate di generazione in generazione. Dietro ogni nodo ci sono gesti ripetuti migliaia di volte, pazienza, esperienza e attenzione al dettaglio. Ciò che rende particolare un tappeto persiano non è soltanto la qualità della lavorazione, ma anche il linguaggio dei suoi disegni. Molti motivi racchiudono una visione del mondo nella quale natura, spiritualità e armonia convivono. Il medaglione centrale richiama il cuore della composizione, mentre lo spazio che lo circonda ricorda il giardino persiano, simbolo di equilibrio e bellezza e, nella tradizione, associato al concetto di paradiso. Anche i motivi decorativi raccontano storie: il melograno richiama prosperità, abbondanza e vita, mentre il fiore Shah Abbasi rappresenta una delle espressioni più raffinate dell’arte persiana.

Tutti gli elementi racchiudono un significato, trasformando il tappeto in qualcosa di più di un comune elemento d’arredo. «Molte persone entrano pensando di scegliere semplicemente un tappeto», racconta Barakian, «poi scoprono che dietro esistono simboli, tradizioni e storie che attraversano i secoli. A quel punto non stanno più guardando soltanto un oggetto, ma un’opera che parla».

La forza dei legami

È proprio questa dimensione culturale che Barakian vuole portare a Bellinzona. «Mi è sembrata il luogo ideale per condividere questo patrimonio culturale», afferma. «È una città che conserva un forte legame con la propria storia e che sa ancora apprezzare il valore dell’artigianato autentico». Il negozio diventa così il punto d’incontro tra una tradizione nata lontano e una realtà ticinese che Barakian conosce e considera casa. È qui che il tappeto lascia il laboratorio e la dimensione della tradizione per entrare nella vita quotidiana delle persone.

Un mestiere fatto di storie

La scelta di un tappeto, quindi, diventa anche un’occasione per fermarsi e conoscerne la storia. «Viviamo in un’epoca in cui molte cose vengono acquistate rapidamente, senza conoscerle davvero», osserva. «Il tappeto persiano invita invece a rallentare. Chiede di essere osservato e compreso. Ogni disegno, ogni sfumatura e ogni dettaglio raccontano qualcosa che va al di là dell’estetica».

Oltre a colori, materiali e simbologia dei disegni, Barakian racconta infatti anche la provenienza del tappeto. Recandosi personalmente in Iran per selezionare i pezzi, ha la possibilità di entrare in contatto diretto con gli artigiani, conoscerne il lavoro e ascoltare le storie che si celano dietro la realizzazione.

«La nostra filosofia mira a rendere accessibile un’arte millenaria attraverso una selezione accurata di tappeti autentici», spiega Barakian. «Chi entra non trova solo un prodotto, ma un racconto da conoscere e, forse, da portare con sé».

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