Il grande cantiere delle scuole è ormai in dirittura d’arrivo

Il cantiere delle scuole di Gordola «al Burio» - il più importante per il Comune dagli anni Settanta, cioè quando queste furono edificate - è ormai in dirittura d’arrivo: la rinnovata sede di elementari e asilo sarà pronta per settembre, con la ripresa delle lezioni. Si avvia così verso la conclusione un progetto costato oltre 15 milioni e iniziato nel 2024, dopo aver superato - nel 2021 - lo scoglio di un «doppio referendum» che chiedeva di radere al suolo la struttura esistente costruendone una ex novo.
Il sindaco Damiano Vignuta al Corriere del Ticino esprime soddisfazione soprattutto per un «fiore all’occhiello»: la piscina interna, che tornerà operativa dopo la dismissione del 2007. «Allieve e allievi potranno di nuovo imparare a nuotare durante l’orario didattico, com’è avvenuto per molte generazioni di gordolesi, tra cui la mia. È uno dei pochi centri in Ticino a vantare un’offerta del genere, che intendiamo anche aprire a gruppi organizzati o società sportive. Per un territorio che vuole essere attrattivo per le famiglie come il nostro, è un valore aggiunto notevole».
Una sfida logistica
Gli fa eco il municipale Nicola Domenighetti, titolare del dicastero Formazione: «La gestione dei 300 scolari è stata una sfida che finalmente siamo riusciti a vincere. Ogni tre o quattro mesi dovevamo prevedere il trasloco da un blocco all’altro, mentre i lavori erano in corso con fino a una cinquantina di maestranze impegnate». Ogni classe ha vissuto due spostamenti, il primo nelle aule provvisorie e il secondo in quelle definitive. «Passata l’inaugurazione ufficiale, dovremo stipulare una serie di contratti con le ditte specializzate nei vari servizi, alfine di garantirne la piena funzionalità per un lungo futuro». Nel contempo, le due sezioni dell’infanzia hanno dovuto «accontentarsi» dei due piani di prefabbricati provvisori in via Pentima, occupando buona parte del parco.
Prefabbricati da vendere
Prefabbricati che non si vede l’ora di rimuovere e rivendere, magari a Enti locali che devono affrontare risanamenti di istituti comunali, visto che sono stati progettati su misura per quello: «Intanto, restituiremo l’area verde ai bambini», riprende Vignuta.
«Alcuni contatti informali ci sono già stati, anche con associazioni, ma al momento non c’è nulla di definito. Per poter procedere è necessaria l’autorizzazione del Consiglio comunale. Più rapidamente si muoverà la procedura, meglio sarà. Il messaggio dovrebbe essere trattato nella seduta di giugno, prima della pausa estiva», conclude il nostro interlocutore, ricordando come l’investimento, per questa parte, sfiori il milione di franchi.
Aggregazione, via allo studio
Lo studio per l’aggregazione tra Gordola e Lavertezzo può partire senza più indugi. La bocciatura da parte del Gran Consiglio del ricorso inoltrato contro l’abbandono del matrimonio tra il Comune del Piano e la Città di Locarno è infatti cresciuta in giudicato. Ciò che ha permesso al Consiglio di Stato di dare luce all’avvio dello studio aggregativo al quale gli esecutivi dei due Comuni stanno lavorando «sotto traccia» ormai da tempo. L’inoltro dell’istanza aggregativa data infatti 29 settembre 2025. Istanza che ora è stata dunque accolta dal Governo, il quale ha nominato la Commissione di studio che ha il compito di preparare un progetto del Comune aggregato. Ne fanno parte, per Gordola, il sindaco Damiano Vignuta, il vicesindaco René Grossi ed il municipale Nicola Domenighetti; Lavertezzo è rappresentata dal sindaco Andrea Berri, dal vicesindaco Mehmet Göksungur e dal municipale Claudio Zanierato. La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici.
Consolidamento istituzionale
«Il progetto - rileva il Governo - si inserisce in modo coerente nell’approccio promosso dal Cantone, che predilige le iniziative promosse dal livello locale, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione e del servizio alla cittadinanza. La proposta coinvolge due Comuni confinanti appartenenti al medesimo comprensorio definito nel PCA ed è pertanto pienamente in linea con gli orientamenti cantonali in tema di aggregazioni».
Tutto è dunque predisposto affinché la Commissione elabori un rapporto nel quale saranno illustrate sfide e opportunità del nuovo Comune, così come gli aspetti organizzativi e finanziari. L’iter prevede poi che il progetto sia posto in votazione consultiva nei due Comuni. Sarà infine il Gran Consiglio a esprimersi in modo definitivo.






