«Il progetto non corrisponde agli obiettivi dichiarati»

Se non è un no su tutta la linea, poco ci manca. Dal Luganese, e meglio dalla Regio III, emerge un forte scetticismo nei confronti del progetto Polizia ticinese, messo in consultazione lo scorso luglio dal Cantone e di fatto alternativa alla Polizia unica. Non è una novità: già lo scorso anno, il 13 novembre, le polizie strutturate del Luganese e i Comuni che usufruiscono dei loro servizi avevano sottoscritto una presa di posizione contraria alla riforma, illustrata qualche mese prima. E il niet è stato ribadito nelle scorse settimane durante un incontro allargato della stessa Regio III, dal quale è sostanzialmente emersa una preoccupazione per gli impatti , finanziari e non, sulle polizie e sui Comuni.
Una posizione «di peso»
Quella espressa dalla Regio III è una posizione di peso: d’altronde, parliamo della regione più popolosa del Ticino e che ha in servizio circa la metà degli agenti di polizia comunale del cantone. «L’opinione condivisa è che questo progetto non corrisponde agli obiettivi dichiarati nel 2014, ossia correggere e migliorare alcuni aspetti puntuali, in quanto rivoluziona completamente il sistema attuale» dice al Corriere del Ticino Karin Valenzano Rossi, presidente della Conferenza della Regione III. «Fa molta paura il tema dei costi: la neutralità finanziaria è dichiarata, ma il timore è che questa riforma porterà a una crescita dei costi e un aumento della burocrazia per i Comuni polo». L’aspetto finanziario è stato sollevato anche dai Comuni che non hanno una polizia propria ma che usufruiscono dei servizi offerti da un Polo, «per i quali – sottolinea la municipale luganese – è indispensabile mantenere le stesse prestazioni con lo stesso costo pro capite». Insomma, «perché rivoluzionare un sistema che funziona?», è la domanda scaturita dall’incontro. Incontro al quale è seguita, l’8 settembre scorso, una riunione di coordinamento delle Polizie delle Città Polo ticinesi che ha portato a una presa di posizione comune: «C’è ferma convinzione che una rivoluzione totale non sia necessaria. Il sistema attuale di polizia funziona e si è dimostrato efficace negli anni come provato dalle statistiche ufficiali».
Il Municipio ne discuterà
A questo punto la palla è nel campo dei Comuni i quali – oltre a sindacati, partiti e associazioni di categoria – dovranno far pervenire al Cantone le loro osservazioni. Il Municipio di Lugano, stando a nostre informazioni, dovrebbe discuterne già la settimana prossima e non sembra esserci spazio per particolari entusiasmi.




