Il punto

«In cantiere progetti incisivi nella lotta alle ondate di caldo»

Nell’ambito di una strategia cantonale, si estende a Locarno, dopo Bellinzona, la chiamata dei Verdi a misure efficaci contro le canicole - I Municipi: «Investiamo decine di milioni di franchi per rendere più vivibili le nostre estati, ma serve pazienza»
Le alte temperature sempre più sotto la lente della politica © CdT/Chiara Zocchetti

Un maggiore accesso all’acqua potabile, insieme alla creazione di una rete comunale di luoghi freschi e di una serie di percorsi all’ombra pensati per favorire la mobilità lenta nelle ore di caldo estremo. Queste le tematiche contenute in tre mozioni che - presentate recentemente a Bellinzona nell’ambito di una strategia mossa a livello cantonale dai Verdi - sono sbarcate a Locarno, in altrettanti atti parlamentari, su iniziativa dello schieramento ecologista (primo firmatario Ariele De Stephanis), sostenuto anche da elementi della Sinistra Unita. Complice la canicola che per settimane ha attanagliato, quasi ininterrottamente, il Ticino, la politica alza la voce sulla preparazione comunale alle sempre più frequenti ondate di calore. Come ci si sta muovendo nei grandi centri del Sopraceneri? In attesa degli atti ufficiali, il Corriere del Ticino ha raccolto le prime repliche dalla Turrita e da Palazzo Marcacci.

Tre mozioni chiedono la creazione di una rete di «luoghi freschi», percorsi ombreggiati e più accesso all’acqua

Orizzonte al 2040

Pubblicata a inizio luglio dalla Città di Bellinzona, la Strategia per il verde urbano definisce obiettivi e misure per tutelare e aumentare il verde cittadino, secondo un orizzonte temporale – il 2040 – in linea con il Programma di azione comunale. Il Municipio, garantisce tuttavia il capodicastero Henrik Bang, non sta con le mani in mano: «Un programma portato avanti a livello distrettuale – Cool Bellinzonese – ci ha permesso, nelle estati 2024 e 2025, di tracciare le isole di calore nella regione grazie ai sorvoli di un drone con una termocamera». Una raccolta dati, questa, attraverso la quale si è potuto ideare una serie di interventi la cui priorità, va da sé, è dettata dalla vicinanza di questi punti più caldi ad alte concentrazioni di strutture sensibili, quali scuole, uffici o case anziani. «Gli studi hanno permesso di capire come applicare al meglio una serie di misure – come la rimozione di asfalto e la piantumazione di alberi – per migliorare i microclimi di questi ‘hotspot’». E in alcuni casi si è già intervenuti o lo si farà a breve, come nel caso della piazza della chiesa di Moleno o del piazzale delle Scuole Nord. Una soluzione, poi, andrà trovata anche per le zone calde di via Henri Guisan, in particolare nei pressi di BancaStato, e per il tasto dolente di piazza del Sole, dove le temperature - è emerso dalle analisi - possono essere di 5-6 gradi superiori rispetto alla vicina (ma più alberata) piazza Simen. Che la prevista estensione del verde cittadino nelle aree più critiche porti, a lungo andare, alla nascita di una rete ombreggiata simile a quella auspicata nelle citate mozioni? «Progetto dopo progetto, la nostra strategia è di continuare a estendere le zone alberate, e a rinnovarle quando necessario, evitando l’accanimento terapeutico» su piante arrivate a fine vita.

I due grandi centri stanno già agendo nella piantumazione, dando priorità alle zone più sensibili

Muoversi in anticipo

«A volte qualcuno critica quando si abbatte una pianta, ma non si nota che nel frattempo ne sono state aggiunte centinaia», spiega Bruno Buzzini, municipale titolare del Dicastero opere pubbliche a Locarno, dove il tema isole di calore è sentito: «Ci siamo portati avanti». Il riferimento è ai progetti della Rotonda e della Nouvelle belle époque. «Capisco che ci sia un disegno politico a livello cantonale per sensibilizzare sul tema, ma la volontà di contrastare questi fenomeni è presente da tempo, sia con l’attuale Esecutivo, sia con quelli precedenti. Per realizzare interventi di questo tipo servono anni di preparazione, quindi la sensibilità c’è».

Per quanto riguarda l’ombreggiatura, essenziale per mitigare gli effetti negativi ben conosciuti, la Città sul Verbano si prepara a piantare centinaia di nuovi alberi. «Ottanta solo per la Rotonda. Altri duecento per Largo Zorzi e piazzetta Remo Rossi, che rappresentano i primi passi della Nouvelle belle époque. In tutto, parliamo di investimenti di quasi quattro milioni per la prima, che fra l’altro beneficia di un finanziamento de La Mobiliare che premia l’attenzione a questi aspetti, e oltre 15 per la seconda».

Nonostante questi crediti approvati, le novità non mancano: «A breve, il Municipio presenterà un messaggio per la sistemazione di strade e sentieri, si tratta di quasi trecentomila franchi destinati a nuove alberature in tre o quattro punti strategici».

Un altro capitolo importante, non direttamente sollecitato dagli ambientalisti, è rappresentato dalla pavimentazione: «Dove possibile, intendiamo eliminare l’asfalto sostituendole con materiali più chiari o più naturali, che non trattengono il caldo, rispondendo al concetto di ‘città spugna’, ossia favorire la permeabilità del suolo, trattenere l’acqua nel terreno e contribuire a rinfrescare l’ambiente».

Una componente importante

Ultimo capitolo, secondo Buzzini, è quello delle fontane: «Nei nuovi progetti, dove possibile, inseriamo sempre specchi d’acqua, fontanelle, piccole installazioni. Alla rotonda, ad esempio, sono previste tre fontanelle aggiuntive. Spesso non ci si fa caso, ma quando valorizziamo uno spazio, l’acqua è sempre presente». Il nostro interlocutore, promette che sarà così anche per i citati progetti in vista.

Grazie anche ai recenti progetti per l’interconnessione degli acquedotti, con l’opera strategica della Valle Morobbia, anche Bellinzona punta a un maggior accesso all’acqua, «sempre sensibilizzando i privati sul suo utilizzo, e sul valore della biodiversità che va al di là di un perfetto prato all’inglese», spiega Bang. E sulle fontane punta, soprattutto, al ripristino, come nel caso della già citata piazza Simen o a Moleno, dove i lavori di quest’autunno prevedono la rimessa in funzione del fontanile nel piazzale.

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