«Via quella grigia rotonda, vogliamo un nuovo giardino»

La Rotonda di piazza Castello, quel grande cerchio grigio in centro di 8 mila metri quadrati, diventerà presto un giardino. Ma, in futuro, Locarno dovrà prestare più attenzione ai costi delle ambizioni di analoga portata. A parte questa osservazione della Commissione della gestione - fatta propria pure da varie voci del Legislativo e dovuta alla crescita dell’importo nelle varie fasi dell’iter -, questa sera il Consiglio comunale ha dato il benvenuto a «Un giardino per la città» (dal titolo del progetto dello studio d’architettura Bartke Pedrazzini), ricco di alberi (in tutto, 80 piantumazioni), giochi d’acqua, aree per rilassarsi contraddistinte da tappeti erbosi. Il credito di 3,4 milioni per concretizzare la metamorfosi dalle tinte blu e verdi è stato appunto approvato (23 favorevoli e quattro astenuti su 27 consiglieri comunali presenti). Il cantiere si aprirà ancora entro l’anno e il completamento dell’opera è previsto nel 2028. In questo lasso di tempo, la popolare manifestazione estiva in concomitanza con il Locarno film festival si svolgerà senza limitazioni.
Il concetto di «città spugna»
L’investimento netto a carico di Palazzo Marcacci è di 2,9 milioni, grazie a un finanziamento di 500 mila franchi offerto dall’assicurazione «la Mobiliare» in virtù del principio di «città spugna» che vede la reintroduzione di elementi naturali nell’ambiente urbano alfine di mitigare gli effetti negativi della cementificazione, in particolare per quanto riguarda la protezione delle acque e delle famigerate «isole di calore».
Come detto, è l’aspetto economico a impensierire la Commissione della gestione: lo scostamento della somma per la trasformazione del terreno circolare (ben più esteso della popolare piazza Grande) dalle prime battute alla cifra per la quale è arrivato il via libera, potrebbe «generare interrogativi, sia nel Legislativo, sia nella cittadinanza», ha evidenziato il correlatore Simone Beltrame del Centro nel suo intervento.
Foro competente e sicurezza
Intervento nel quale si auspica una comunicazione «completa e trasparente degli oneri, tramite un rigoroso controllo della spesa durante le successive fasi, informando i rappresentanti politici in caso di discrepanze». Ma non solo. Un’annotazione «di principio» è costituita dalla perplessità sul foro competente indicato nella documentazione (quello di Berna, in seguito all’accordo con la citata compagnia): «Averne uno in Ticino sarebbe stato non solo opportuno, ma anche rispettoso del principio di territorialità, trattandosi di un progetto realizzato qui e finanziato in maniera preponderante dalla Città».
«È ora di farla splendere»
Gli ha fatto eco il collega di commissione Damiano Cossi (PLR), sottolineando l’importanza della sicurezza: «Molte persone temono di attraversare questo spazio, soprattutto nelle ore serali e notturne. Sarà necessaria un’adeguata illuminazione e una presenza costante nella gestione del chiosco, per il quale dovranno essere valutati con attenzione gli orari di apertura».
Altro punto meritevole di analisi è stato ritenuto quello dei contributi. L’invito all’Esecutivo è di «chiedere sostegni ad altri soggetti, sempre nel rispetto degli accordi presi con la Mobiliare. Ma oggi è ora di far splendere questa porta d’entrata della regione come merita. Raramente si è visto un progetto tanto desiderato dalla popolazione». A favore «con convinzione» anche la Sinistra Unita: «Uno spazio fino a oggi vuoto, surriscaldato, privo di ombra», nel suo intervento, Francesco Albi, ha elogiato anche la scelta di installare una tensostruttura.
I Verdi (intervento di Ariele De Stephanis) hanno lanciato l’appello per la messa a punto di alcuni campi da gioco non presenti nell’elaborato.
«Un luogo di qualità»
Infine, il municipale Bruno Buzzini, titolare del dicastero Opere pubbliche, ha fornito rassicurazioni sul fronte monetario: «L’importo indicativo di 1,8 milioni nel programma di concorso si riferiva esclusivamente ai costi delle opere principali e non comprendeva una serie di aspetti come l’Iva o gli onorari professionali», promettendo aggiornamenti costanti.
E, ancora: «Attraversare la Rotonda non significherà più soltanto passare, ma anche fermarsi. Sarà un posto da vivere in ogni stagione dell’anno. Diamo al nostro agglomerato un luogo di qualità, capace di coniugare sostenibilità ambientale, socialità e benessere».





