Lugano

La riforma dei taxi è ancora in colonna

Per il momento non verrà indetto un nuovo concorso per assegnare le licenze – La Città attende le conclusioni del gruppo di lavoro cantonale incaricato di vagliare le proposte di una mozione del 2015 che vorrebbe un ruolo più centrale di Bellinzona
©Gabriele Putzu
Nico Nonella
24.11.2022 06:00

Brusca frenata per i taxi a Lugano. Per adesso, infatti, la città prende il tempo necessario per valutare se, quando e come indire un nuovo bando per l’attribuzione di una cinquantina di nuove licenze dopo la sentenza dello scorso ottobre del Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) che aveva annullato l’ultima gara. Stando a quanto abbiamo potuto appurare, la Città aspetterà infatti novità da Bellinzona, visto che sul tavolo del Cantone è recentemente finito un dossier che - quello sì - ha subìto un’accelerata. Parliamo della mozione del 23 marzo 2015 del deputato leghista Giancarlo Seitz che propone una gestione cantonale dei taxi, con una nuova legge e un nuovo regolamento.

GPS, livrea e NCC

L’attto parlamentare vuole insomma dare al Cantone un ruolo più centrale,e tra le novità ipotizzate vi sono un sistema informatico per il rilevamento della posizione dei taxi sul territorio, una livrea uniforme a livello cantonale (per esempio utilizzando strisce di colore acceso sui lati del veicolo), un maggior controllo degli NCC (noleggio con conducente) così come la creazione di una commissione cantonale consultiva tra i rappresentanti delle parti, incaricata di svolgere «riunioni regolari per avere un controllo della situazione sull’attività e sul territorio».

Spunti di riflessione

Tornando a Lugano, «attendiamo di capire le discussioni in seno al gruppo di lavoro cantonale, al quale partecipano anche i Comuni, istituito per valutare l’indirizzo che prende la mozione Seitz e se la stessa possa essere attuata. In base a quanto emergerà, decideremo come procedere» ci conferma la capodicastero sicurezza e spazi urbani di Lugano, Karin Valenzano Rossi. Insomma, per arrivare al nuovo bando di concorso bisognerà aspettare di capire l’indirizzo a livello della politica cantonale. Dalle conclusioni del gruppo di lavoro scaturirà un rapporto del Consiglio di Stato e il dossier passerà prima nella Commissione Costituzione e leggi e poi in Gran Consiglio per il voto finale. Nel frattempo, in riva al Ceresio la situazione è immutata rispetto a prima del ricorso, a seguito del quale le nuove licenze, in pratica, non sono mai state concesse. Detto in parole povere, è come se il concorso non fosse mai esistito.

Se ne parla ormai da anni

La gestione dei taxi a Lugano è un dossier intricato che da anni impegna Palazzo civico. Sette anni fa, nel 2015, l’Esecutivo cittadino aveva elaborato un’ordinanza che aboliva la licenza taxi di tipo B – che non prevede il diritto di sosta sull’area pubblica – e manteneva unicamente la A. Nel 2016 questa ordinanza era stato oggetto di un ricorso, respinto dal TRAM quattro anni più tardi. Il 15 marzo 2021 l’ordinanza aveva potuto infine entrare in vigore e il Comune aveva indetto il concorso per attribuire le nuove licenze. Tutto risolto? Non proprio: tre tassisti, patrocinati dagli avvocati Aldo Ferrini e Chiara Pacilli, avevano impugnato il bando di concorso. Dapprima al Consiglio di Stato e in seconda istanza al TRAM. In particolare, i ricorrenti contestavano il fatto che i vecchi detentori di una licenza A la avessero mantenuta quando invece, a loro dire, avrebbero dovuto rifare la procedura da capo come tutti. Oltre a ciò, nel mirino era finita la prova scritta che i candidati avevano dovuto sostenere prima del rilascio della licenza. Prova scritta che, a detta di chi aveva presentato opposizione, non era prevista. Inoltre, i ricorrenti avevano rilevato che «a fronte di una prova dall’esito catastrofico», sarebbe stata «cambiata l’attribuzione dei punteggi».

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