Limitare l'accesso ai turisti? «Non sarebbe legale»

«Un’eventuale restrizione di questo tipo solleverebbe seri interrogativi sulla sua liceità, in quanto andrebbe a negare la libera circolazione da parte di alcune categorie di persone. L’Esecutivo ritiene che vi siano ancora ampi margini per lavorare affinché il fenomeno turistico venga correttamente indirizzato e favorisca lo sviluppo del territorio, contenendo il più possibile il disagio per la popolazione». Il Municipio di Riviera mostra il pollice verso alla richiesta - contenuta nell’interpellanza presentata da Ginevra Trisconi ed Alessandro Moro (PLR) - di stabilire dei giorni e/o delle fasce orarie per i turisti e per coloro che praticano il torrentismo ed il bouldering. Secondo il consesso guidato dal sindaco Cristiano Triulzi sarebbe complicato adottare una tale misura. Sia, come detto, dal punto di vista legale; sia da quello prettamente pratico. Significherebbe, infatti, «predisporre degli ostacoli fisici oppure, in alternativa, dei servizi di pattugliamento» del comprensorio che sarebbero «molto dispendiosi, data l’ampiezza e la frammentazione dello stesso».
Attività che vanno sostenute
Il turismo val bene qualche fastidio, peraltro finora accettabile. Adattando per l’occasione la celebre frase di Enrico IV di Francia, l’Esecutivo tranquillizza interpellanti e residenti. È vero che negli ultimi anni ha preso piede, in modo importante soprattutto ad Osogna (nel riale Nala) e a Cresciano (nel Boggera), il canyoning. Uno sport che attira in paese numerosi appassionati provenienti da tutto il mondo e che, va detto, a volte è all’origine di infortuni anche gravi. Secondo il Municipio questa ed altre attività vanno sostenute attraverso concetti ed infrastrutture adeguati, come ad esempio posteggi e/o aree di sosta a pagamento per van e camper (un progetto verrà abbozzato già nei prossimi mesi), spogliatoi e posando più cestini per i rifiuti. Tutto ciò «compatibilmente con le finanze comunali» e chiarendo il potenziale sostegno economico da parte di terzi. Alla luce di altre zone ben più frequentate, pure in Ticino (pensiamo alla Valle Verzasca), «siamo lontani da fenomeni di disagio dilagante. Con interventi puntuali, mirati a guidare il fenomeno e in collaborazione con la rete che ruota attorno al turismo (enti regionali, attività private, eccetera), si è convinti che si possano ridurre le difficoltà senza arrivare ad implementare un utilizzo contingentato delle nostre bellezze naturali».
Si rischia di esacerbare i toni
No, dunque, come riferito all’inizio, a limitare in parte la libera circolazione dei turisti. La prevedibile difficoltà ad osservare le indicazioni di chi sarebbe chiamato a controllare potrebbe contribuire «ad esacerbare eventuali opinioni già non positive sul tema, in quanto il cittadino non soddisfatto vedrebbe delle norme che gli addetti difficilmente riuscirebbero a far rispettare puntualmente. Va altresì considerato che molto spesso le zone frequentate, in particolar modo dagli sportivi, non sono neppure di proprietà del Comune, bensì fanno parte del demanio cantonale oppure dei beni patriziali», precisa il Municipio di Riviera.




