Mobilità

Malcantone allibito ma fiducioso sul salvataggio in extremis del PAL

La bocciatura federale del Programma d’agglomerato di 5. generazione ha sollevato più di un interrogativo tra i sindaci della regione – L'incontro tecnico a Berna è stato visto di buon occhio e un intervento politico non è escluso, ma si teme «di far slittare progetti attesi da anni»
Alcuni progetti riguardano la riqualificazione di varie fermate FLP, come Agno, Magliaso, Caslano e Ponte Tresa. © CdT/Gabriele Putzu
Valentina Coda
07.08.2026 06:00

Non tutto è perduto, anzi. Quello andato in scena a Berna qualche giorno fa non sarà né il primo né l’ultimo incontro tecnico tra la delegazione ticinese e l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) per tentare di salvare il Programma d’agglomerato del Luganese di quinta generazione (PAL5). Certo è, però, che la batosta della bocciatura per mano della Capitale è stata sentita forte e chiaro soprattutto nel Malcantone, regione su cui da tempo sembra aleggiare la classica nuvola di Fantozzi quando si tratta di realizzare delle opere che possano (anche) alleggerire l’importante carico viario quotidiano (l’iter della circonvallazione Agno-Bioggio ne è un esempio). Per la precisione, una parte importante di opere prioritarie inserite nel PAL5 riguardano proprio il Malcantone e a detta di molti, ma soprattutto del presidente della Commissione regionale dei trasporti del luganese (CRTL), Filippo Lombardi, questo Programma d’agglomerato «aiuta per la prima volta» questa regione. Regione che ha preso sì con «rammarico» la bocciatura, ma che non intende «abbattersi» e conferma l’importanza di mantenere un «dialogo costruttivo» con le autorità federali.

«A Berna farò la mia parte»

Parole, quest’ultime, della vicepresidente della Conferenza dei sindaci del Malcantone, la sindaca di Neggio Antonella Notari, la quale ribadisce che «il confronto non è concluso» e auspica che «il dialogo in corso permetta di trovare soluzioni che portino ad ottenere i sussidi necessari per la realizzazione di importanti investimenti per la viabilità, specialmente nel Malcantone che è molto sollecitato dal traffico». Nel PAL5, infatti, erano stati chiesti finanziamenti federali per una ventina di milioni per le opere di priorità «A», ossia da mettere in cantiere al più tardi entro il 31 dicembre 2031. Esse comprendono misure di mobilità lenta, come una nuova ciclopedonale lungo la Tresa, una ciclopedonale lungo la trincea a Massagno e la rete ciclabile pedonale del Basso Malcantone, ma anche diverse riqualificazioni di fermate ferroviarie o di autobus, come Taverne-Torricella (FFS), Agno (FLP), Magliaso (FLP), Novaggio (interscambio bus), Caslano (FLP) e Ponte Tresa (FLP), così come costruzioni ex novo a Caslano. Ma dopo la bocciatura, di cui il sindaco di Agno, Thierry Morotti, «si rammarica», il timore è quello di «far slittare ulteriormente tutti questi progetti che in Malcantone sono attesi da anni. Spero in un salvataggio del PAL5, in caso contrario sarebbe un altro fallimento per tutta la nostra regione. È un concatenarsi di opere che non riescono a decollare e, a titolo personale ma penso di poter parlare per l’intero Malcantone, sono rimasto allibito del fatto che l’unico Programma d’agglomerato bocciato su 41 sia stato quello del Luganese». L’interrogativo sui motivi che hanno spinto Berna a dare un voto negativo unicamente al Luganese se lo è posto anche il sindaco di Tresa, Piero Marchesi, ed è «evidente che non sono stati fatti i compiti in modo corretto». Ma non tutto è perduto, come detto in entrata. «Bisogna fare in modo di non abbattersi: c’è stato un primo incontro con l’Ufficio federale e ci sarà la possibilità di intervenire a livello politico. E io, nella mia funzione di consigliere nazionale fino a fine settembre ed eventualmente anche dopo nel limite delle mie possibilità, cercherò di fare la mia parte affinché il Malcantone, ma il Luganese tutto, possa ottenere quello che è giusto, con l’obiettivo di recuperare quel punticino necessario – secondo l’analisi della CRTL – per rientrare in corsa». Un punticino che consentirebbe al PAL5, appunto, di raggiungere proprio la soglia della sufficienza necessaria a ottenere i finanziamenti da Berna.

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