Minusio, via i vecchi ponti: si comincia dalla Navegna

Dopo un lungo iter, si apre finalmente il cantiere che porterà alla sostituzione dei tre ponti in via Simen a Minusio, una delle principali arterie di attraversamento del Locarnese. Si inizia con quello sulla Navegna, per il quale sono previsti 18 mesi di lavoro, mentre quelli che scavalcano Remorino e Fontile seguiranno nel 2028. Un progetto che punta anche sulla valorizzazione degli spazi pubblici seguito da vicino da Francesca Guscetti, capodicastero Genio civile, mobilità e pianificazione.
I tre viadotti, costruiti nel 1936, raddoppiati tra il 1957 e il 1958, rinforzati nel 1976 e risanati nel 1993, hanno ormai raggiunto la fine del loro ciclo di vita e saranno rimpiazzati da soluzioni moderne. L’intervento, il cui completamento è previsto nell’inverno 2029-2030 con un investimento di 12 milioni, comporterà modifiche alla viabilità necessarie per il buon svolgimento dei cantieri, compresa una deviazione del trasporto pubblico lungo via San Gottardo dal 13 dicembre.
In primavera la prima «posa»
«Per ora siamo nella fase iniziale del cantiere, con le installazioni e le opere preparatorie con la realizzazione della passerella ciclopedonale provvisoria», dichiara al Corriere del Ticino Alan Decarli, ingegnere responsabile del settore Genio civile e mobilità dell’Ufficio tecnico comunale. Il quale precisa che la realizzazione vera e propria partirà a gennaio, con la demolizione, a cui seguirà, dalla primavera, la costruzione del nuovo manufatto.
Come detto, il traffico subirà una deviazione. Gli autobus già in dicembre, mentre il traffico privato «ripiegherà» sul tracciato lungo via San Gottardo una volta che l’infrastruttura non sarà più fisicamente presente. «I residenti del comparto dovranno invece percorrere via Navegna e via Vignascia per raggiungere le proprie destinazioni. Si tratta di una soluzione necessaria per garantire l’accessibilità locale durante la chiusura del ponte», sottolinea ancora Decarli. «Il cantiere del ponte Navegna dovrebbe poi concludersi tra la fine di aprile e l’inizio di maggio del 2028. A quel punto, inizieranno i lavori sugli altri due, con una conclusione prevista verso la fine del 2029, tra novembre e dicembre».
Il futuro? Una strada ciclabile
Ma cosa succederà alla viabilità in quella zona? Considerando che è in corso una sperimentazione della «strada ciclabile» tra la Verbanella e via Cà di Ferro, secondo un principio analogo a quello già adottato a Locarno in via Bramantino? Presto detto: «Se il riscontro sarà positivo, l’intenzione sarà quella di estendere l’impostazione all’intera via Simen, con l’estensione del limite di velocità a 30 chilometri orari».
Su questo asse, il 40% del volume di traffico è costituito da veicoli in transito, un dato non compatibile con l’introduzione del modello di strada ciclabile. Il concetto, spiega il nostro interlocutore, è quello di prevedere la limitazione parziale del transito veicolare con l’introduzione di un senso unico in corrispondenza del segmento di via Simen adiacente al Centro Elisarion. Con questo scenario, l’entrata veicolare in via Simen da Muralto è impedita, fatta eccezione per il trasporto pubblico e le biciclette, mentre resta permesso solo il transito in direzione ovest (uscita). La strada diventerebbe di fatto una via di uscita e non più di entrata, pur mantenendo la bidirezionalità per gli spostamenti locali lungo il resto del suo tracciato.
Materiali che «rinasceranno»
Ciò per abbattere il numero di transiti veicolari dagli attuali 8 mila al giorno ai meno dei 5 mila richiesti per questo tipo di arteria. Un carico minore che di certo andrà a «pesare» meno sui viadotti appena inaugurati, in termini di usura. Fra l’altro, i materiali frutto delle demolizioni - come ricordato anche su queste colonne a giugno - non saranno «rottamati», anzi: rinasceranno (una «prima» ticinese), come parti di stabili o altri elementi destinati all’edilizia.




