Capriasca

Niente dondolio al Crocione: pure il TRAM «sega» l’altalena

Già distrutta due volte dai vandali, non potrà essere ricostruita vicino al Crocione: creerebbe troppi disturbi alla fragile fauna selvatica locale – I preavvisi negativi degli uffici cantonali hanno prevalso sui desideri del Comune
© CdT

Negli ultimi quattro anni è una vicenda che ha assunto quasi i contorni di un giallo. E negli scorsi mesi si è arricchita di un ulteriore capitolo che ha scritto la parola fine.

Parliamo dell’altalena panoramica installata al Crocione, in Capriasca, posata quattro anni fa sul terreno di proprietà del patriziato di Cagiallo per celebrare i vent’anni dalla prima aggregazione che portò alla nascita del Comune di Capriasca. La velocità con cui è stata costruita è identica a quella con cui è stata segata (insieme alla cornice di legno realizzata dal Consorzio Valle del Cassarate) per ben due volte: nel maggio 2022 e nel febbraio 2023. Dopo il primo atto vandalico, il Municipio aveva deciso di ricostruirla con tanto di videosorveglianza. Ma il manufatto era stato nuovamente abbattuto.

Anche un risvolto penale

Oltre a questo risvolto penale (l’Esecutivo aveva infatti sporto denuncia) si era aggiunta anche una querelle di natura amministrativa con il Cantone. L’Ufficio domande di costruzione aveva infatti inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato contro la licenza edilizia rilasciata a posteriori l’11 luglio 2022 dallo stesso Municipio di Capriasca. Il motivo? L’Ufficio aveva dato preavviso negativo alla domanda di costruzione a posteriori inoltrata dal Municipio perché l’altalena è stata installata su una zona non edificabile. L’Esecutivo capriaschese aveva quindi ricorso al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM).

Invano: con sentenza del 6 agosto 2025, pubblicata proprio in questi giorni, la Corte presieduta dalla giudice Flavia Verzasconi ha dato ragione al Cantone. «In deroga al principio della conformità di zona – si legge –, fuori della zona edificabile possono essere rilasciate autorizzazioni per la costruzione (…) soltanto se (…) la destinazione esige un’ubicazione fuori della zona edificabile e se non vi si oppongono interessi preponderanti». Così come il Governo cantonale, anche il Tribunale ha ritenuto che «quelli paesaggistici e naturalistici sono preponderanti rispetto a quelli su cui il ricorrente fa leva per il rilascio della licenza edilizia», ossia la promozione turistica della regione.

Il TRAM ha poi rilevato che l’altalena «non offre una migliore visione panoramica della regione. Potrebbe forse portare un qualcosa in più in termini turistici (gli atti sono tuttavia silenti a questo proposito), ma da un altro canto potrebbe anche essere percepita quale fastidio a chi concepisce la montagna come un ambiente che deve rimanere il più possibile privo di strutture estranee o di nessuna utilità per gli escursionisti». Infine, va pure considerato che Il comparto oggetto della domanda di costruzione «interessa dei luoghi di nidificazione di specie incluse nella Lista Rossa svizzera e considerate prioritarie per la conservazione a livello federale e cantonale, tra cui il fagiano di monte e la coturnice» ed è «di particolare pregio per la fauna selvatica».

Insomma, segata in due dalle motoseghe e dagli articoli di legge.

Parla il Cantone

Quella di posare altalene in zone preziose a livello panoramico è una moda di questi anni e se ne trovano vari esempi su tutto il territorio cantonale. L’ultima in ordine di tempo sorgerà a Monteceneri, in località Canedo, e sarà cofinanziata dall’Ente regionale per lo sviluppo del Luganese.

La decisione del TRAM riguardante l’altalena capriaschese è un de profundis per questo tipo di strutture? No, ci rispondono dall’Ufficio domande di costruzione: premesso che i compiti di controllo in ambito edilizio spettano ai Comuni, gli interessi preponderanti vanno verificati caso per caso, altalena per altalena. In questo ragionamento è un fattore anche il tipo di struttura realizzata: vi è differenza fra due fili attaccati a due alberi e una costruzione ad hoc, magari con un basamento. In altre parole, se il Comune di Capriasca volesse, potrebbe probabilmente realizzare con successo l’altalena qualche metro più in là, a ridosso delle strutture ricettive esistenti. Difficile però dire se vi sarà un nuovo tentativo, anche perché l’altalena distrutta era stata posata per commemorare uno specifico anniversario: il ventennale dell’aggregazione.

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