Il punto

Niente movida, ma tifoserie (e ideologie) rivali: ecco com'è andata in Pensilina

Testimonianze parlano di presenza di sangue e problemi anche al Maghetti, mentre disordini si sarebbero verificati pure presso un esercizio pubblico
©Chiara Zocchetti

A Lugano, i toni si sono decisamente alzati. Venerdì sera in Pensilina è andato in scena un violento scontro tra diversi facinorosi e la Polizia, che ha dovuto rispondere con spray urticante al lancio di oggetti. Tutto però è nato altrove, sembrerebbe tra il Lungolago e via Marconi, e non ci sono legami con la movida. No, qui sono emerse le derive più estreme di sport e politica, che si sono mischiate creando un miscuglio esplosivo.

Tifoserie rivali?

Iniziamo dalle prime ricostruzioni da parte delle autorità. Contattate a intervento ancora in corso, la Polizia cantonale e la Polizia Città di Lugano hanno spiegato che i disordini sono stati segnalati poco dopo le 22.30. In base a una prima ricostruzione e per cause che l’inchiesta dovrà stabilire, la situazione è degenerata, causando il ferimento leggero di due persone, prontamente soccorse. Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia della Città di Lugano, successivamente affiancati dalla Polizia cantonale e dalla Polizia Ceresio Nord, nonché i soccorritori della Croce Verde di Lugano. Durante l’intervento, alcuni presenti hanno ostacolato l’operato degli agenti, i quali stavano cercando di ristabilire l’ordine, rendendo necessario anche l’utilizzo del citato spray urticante. La situazione si è normalizzata poco prima delle 23. Sono state avviate le verifiche per chiarire la dinamica dei fatti, identificare gli autori e determinare le singole responsabilità.

Secondo informazioni raccolte dal Corriere del Ticino, i disordini sarebbero legati ai festeggiamenti per il Primo Maggio (il cui corteo, autorizzato, si è svolto senza incidenti) o, meglio, avrebbero una chiara connotazione politica. Nello specifico, i protagonisti dei disordini sarebbero elementi di estrema destra e di sinistra con addentellati anche nelle tifoserie sportive ticinesi, in particolare dell’hockey. Testimonianze parlano di presenza di sangue e problemi non solo in Pensilina ma pure al Maghetti, mentre sui social le varie fazioni – via stories e reel – si sono lanciate minacce reciproche durante la giornata del Primo Maggio. Una testimonianza giunta in redazione ha parlato di una ventina di persone a volto coperto e armate di spranghe che avrebbero provocato e lanciato aggetti contro esponenti di una tifoseria rivale presso un esercizio pubblico, oppure ancora di una quindicina di ragazzi che sarebbero stato aggrediti da una sessantina di persone. Spetterà in ogni caso all’inchiesta della Polizia far luce su quanto accaduto e individuare i responsabili.

Posizioni polarizzate

«Gli scontri sembrerebbero essere uno strascico di contrapposizioni e di posizioni polarizzate», è la lettura della municipale e capodicastero Sicurezza di Lugano, Karin Valenzano Rossi. Detto che il corteo del Primo Maggio era legittimo, il problema è quanto avvenuto ai margini della stesso. Scontri, spiega la nostra interlocutrice, avvenuti nel contesto di «polarizzazioni di opinioni» e che preoccupano, molto, la municipale. «Sì, sono dispiaciuta e preoccupata» riconosce Valenzano Rossi. «Lo sono in generale, pensando alla violenza, ma lo sono pensando che le idee possano portare a divergenze così gravi». È anche per questo motivo, prosegue la nostra interlocutrice, che come Municipio avevamo vietato, lo scorso febbraio, la «marcia per la Patria e le remigrazione» organizzata dal Fronte nazionale elvetico, gruppo luganese schierato politicamente e ideologicamente a destra, così come la contro-manifestazione antagonista di estrema sinistra (che si era svolta comunque).

Resta comunque il fatto che un episodio così violento è avvenuto in pieno centro di una città che le statistiche premiano come la più sicura della Svizzera. «È un caso che sia culminato tutto in pensilina», dice Valenzano Rossi. «Le provocazioni e i disordini sono nate in altre zone». Certo, prosegue, la pensilina è un «non luogo» di Lugano, la cui conformazione si presta a simili eventi. «Confidiamo che con il progetto di riqualifica di piazzale ex Scuole, questo posto perda questa vocazione negativa». Perché sempre a Lugano?, rilanciamo. «Il corteo del 1. Maggio si è svolto a Lugano e Lugano è anche il polo urbano del Ticino. È comprensibile, dunque, che proprio qui nascano e si sviluppino fenomeni che, peraltro, vediamo accadere anche in altri centri, come Zurigo o nelle città italiane il 25 aprile. Purtroppo, ogni occasione sembra essere buona per sfogare la propria violenza. Episodi, questi, che nulla hanno a che vedere con il legittimo esercizio dei diritti democratici». La municipale luganese tiene infine a rivolgere «un invito più grande ed esteso alla politica: è necessario abbassare i toni e evitare di promuovere la polarizzazione a scopi elettorali. Lo vediamo ovunque, nel mondo, Ticino compreso. Lo dico perché le posizioni sempre più estreme portano già a scontri verbali accesi. Una forma di violenza. Non è militarizzando Lugano o vietando le manifestazioni che risolviamo il problema, anche se l’abuso della piazza, credo, finisce per svuotare di significato il diritto stesso di manifestare e porta all’esasperazione delle posizioni. Sia quel che sia, la politica si interroghi sui toni che vuole darsi e la responsabilità che questa scelta comporta».