Il punto

Perché la Pensilina, a Lugano, continua a essere teatro di fatti di cronaca?

Negli anni, la violenza ha fatto spesso capolino in questo snodo cittadino: ad agosto, ad esempio, un giovane di 19 anni era stato pestato – Breve viaggio fra statistiche e percezione
©Gabriele Putzu
Marcello Pelizzari
02.05.2026 13:02

Dinamiche diverse, certo. Ma, ancora una volta, la Pensilina di Lugano è finita al centro della cronaca. A questo giro, come hanno spiegato Polizia cantonale e Polizia cittadina, i disordini – segnalati poco dopo le 22.30 – si sono risolti «solo» con il leggero ferimento di due persone. A preoccupare, nello specifico, è il contorno, legato ai festeggiamenti per il Primo Maggio. A scontrarsi, secondo le informazioni raccolte dal Corriere del Ticino, sarebbero infatti stati gruppi opposti politicamente e all'interno del variegato mondo delle tifoserie sportive.

Quanto accaduto, proprio pensando al luogo, richiama alla memoria i fatti dell'agosto scorso, quando – sempre di venerdì – un giovane di 19 anni era stato pestato. Le indagini avevano portato al fermo di cinque persone, di cui tre minorenni. Il ragazzo pestato, per contro, aveva rimediato ferite «di una certa gravità». Allora, la Polizia aveva parlato di una discussione nata tra più persone e presto degenerata. Nell'aprile del 2025, aveva invece fatto notizia l’aggressione ai danni di un 19.enne – prima sul terrazzo di un locale pubblico, l’El Cid 2, e poi in Pensilina – per mano di un gruppo di cinque ragazzi, quasi tutti minorenni, nel frattempo già identificati. Detto che una parte del problema era (ed è) legato ai locali notturni, basta una ricerca negli archivi o sui motori online per rendersi conto di quanto la Pensilina, suo malgrado, funga da richiamo per simili episodi. 

Tramite un'interpellanza, l'anno scorso, il gruppo UDC in Consiglio comunale aveva chiesto al Municipio lumi a riguardo. La capodicastero Sicurezza Karin Valenzano Rossi, dopo quanto accaduto in agosto, aveva sottolineato che questi episodi andrebbero osservati da un’altra angolazione. E questo perché si tratta di «un fenomeno sociale diffuso e non limitato alla città di Lugano». «Non è solo un tema di Polizia comunale – aveva sottolineato –. Ne è la prova il fatto che il Primo Agosto in città è stato messo in atto un ingente dispositivo di sicurezza, ma questo non ha fatto da deterrente a un episodio di violenza accresciuta». Piuttosto, «è un tema educativo, sociale e di sanzioni adeguate: ci sono tanti giovani che non commettono questo tipo di episodi, ma la presa a carico di certe situazioni critiche non è adeguata. Le sanzioni e le conseguenze effettive non fanno da deterrente e non ci sono le strutture adeguate per educare e reinserire persone che hanno un problema di violenza accresciuto».

Resta, di fondo, una questione. Inevasa. Perché la Pensilina, di nuovo, è stata teatro di fatti di violenza? A suo tempo, Valenzano Rossi aveva detto: «È una zona di passaggio e nelle immediate vicinanze di una serie di locali che fungono da attrattori per una certa tipologia di utenza. Ricordo che tempo fa un procuratore pubblico ne aveva definito uno come poco raccomandabile». Il paradosso? Lugano, da anni, è una delle città più sicure della Svizzera. Lo dicono i dati. Enrico Carpani, in un suo commento sulla Domenica, aveva scritto: «La percezione di insicurezza, o anche solo di disagio, non la si può misurare rispetto a parametri assoluti o con paragoni tra situazioni oggettivamente molto peggiori. E se non la provi sulla tua pelle – proprio come i rumori molesti – rischi di considerarla un po’ un’esagerazione da parte di chi non riesce ad accettare di convivere con le situazioni tipiche di qualsiasi centro urbano». Di qui l'invito: «Se sappiamo come sappiamo quali e dove sono le maggiori criticità perché non predisponiamo una strategia di protezione preventiva? Basterebbero magari un paio di auto della polizia stabilmente stazionate nel tetro scenario notturno della Pensilina invece che di ronda sui tornanti della Val Colla e delle pattuglie di agenti a piedi o in bicicletta per le vie del centro. Immagini assolutamente ricorrenti in tutte le città del mondo ma non a Lugano».

Mesi fa, avevamo raccolto anche alcune testimonianze fra la popolazione. Ne riportiamo una, invero piuttosto netta, della proprietaria di un bar in zona Piazza Cioccaro, che aveva paragonato Lugano a «Palermo» e «Bogotà»: «In Pensilina l’ordine pubblico fa schifo. La situazione negli ultimi anni è più che peggiorata. Alla sera devi stare attento ad andare in giro, c'è da aver paura. Ci sono questi caz***i che fanno casino e ti minacciano. Niente educazione e una totale mancanza di rispetto. E non è solo Lugano, penso, ad esempio, a Biasca. E anche la vicina Penisola non se la passa bene, specialmente Milano».