«Noi siamo già pronti a salpare, ma serve il via libera del Governo»

«Meno di tre mesi per conoscere il nostro destino». Il personale della SNL – la società che gestisce l’offerta relativa al bacino svizzero del Lago Maggiore ormai dal 2018 – non sa ancora cosa accadrà dal prossimo 13 dicembre quando, con il cambio d’orario, la gestione dei battelli sulla linea Locarno-Magadino dovrebbe passare alle Ferrovie e autolinee regionali ticinesi (Fart), azienda di trasporto pubblico con sede a Locarno. Le preoccupazioni potranno essere almeno in parte fugate quando il Consiglio di Stato darà il via libera. «Qualche settimana fa abbiamo inoltrato formalmente al Governo la richiesta di poter avviare il processo che ci porterà ad assumere la gestione della linea», spiega al Corriere del Ticino Paolo Caroni, presidente del Consiglio di Amministrazione delle Fart. Nella missiva spedita alla volta di Palazzo delle Orsoline di Bellinzona è indicato il termine massimo entro il quale è possibile rispettare la data prospettata del 13 dicembre.
Una scadenza a stretto giro
Termine che scade proprio in questi giorni, anche in considerazione del fatto che il personale attualmente impiegato dalla SNL deve rispettare il periodo di disdetta di due mesi per poter rescindere il contratto con l’attuale datore di lavoro e passare a quello nuovo, ossia le Fart. Fino a quando da Bellinzona non arriverà il via libera formale, l’incertezza perdurerà. E lo stesso dicasi per i timori per il proprio destino palesati dal personale impiegato sui battelli che solcano le acque del bacino svizzero del Lago Maggiore. Timori che, come riferito in Gran Consiglio da Natalia Ferrara (vedi anche l'articolo di ieri) sono stati messi nero su bianco in una risoluzione inviata al Governo, redatta nel corso di un’assemblea tenutasi martedì a Locarno a bordo della motonave Torino. Folta la rappresentanza che vi ha preso parte: 35 dipendenti sul totale di un centinaio.
Lavoratori che si sono riuniti per esprimere la loro preoccupazione alla luce della situazione di totale incertezza che caratterizza il passaggio di gestione deciso a inizio luglio dal Governo cantonale. I dipendenti della SNL lamentano di non aver ricevuto alcuna informazione diretta, tranne tutto quanto apparso sulla stampa, a proposito di quale attività sarà possibile sui due laghi, in particolare sul lago Maggiore a partire dalla fine dell’anno.
«Risposte chiare»
Pertanto, vista questa premessa, chiedono di essere «sentiti e coinvolti attraverso la commissione e l’associazione del personale e di ricevere al più presto risposte chiare» sul proprio futuro. Un altro invito alla politica è quello che almeno sia confermata la situazione attuale per i prossimi dodici mesi.
E, questo, nel caso le trattative e gli eventuali contenziosi tra il Governo, SNL e altri attori richiedessero più tempo. «Laddove subentrassero le Fart o un’altra entità a SNL, il personale chiede di essere trasferito solo con il proprio accordo e, naturalmente, a condizioni di impiego almeno pari a quelle attuali se non migliorative».
Non da ultimo, le maestranze si rivolgono al Consiglio di Stato affinché fornisca garanzie riguardo la posizione contrattuale, detto altrimenti che non ci siano «licenziamenti da parte di SNL a causa delle decisioni della politica, in particolare la soppressione della linea 351 di trasporto pubblico». Tornando alle Fart, «a livello pianificatorio e in vista del 13 dicembre abbiamo già definito turni, orari e rotazione delle imbarcazioni», ribadisce ancora Caroni.
I contratti per le imbarcazioni
L’operazione, come detto, non può tuttavia partire prima di un via libera essenziale da parte della politica, ma non solo: «Oltre alle questioni relative alle assunzioni del personale, da stipulare vi sono pure i contratti di noleggio delle imbarcazioni con l’Italia». aggiunge il presidente del CdA delle Fart. Il cambio di rotta, deciso quando nell’Esecutivo ticinese sedeva ancora Claudio Zali - nel frattempo estromesso a causa di una serie di altre vicende -, risulta dunque tutt’altro che semplice.
Slittamento fino a un anno
E non solo per il fatto - come ha ricordato il «ministro» Norman Gobbi nel corso della seduta del Legislativo - che sono coinvolti tre dipartimenti (Territorio, Istituzioni ed Economia e finanze), ma anche perché - secondo quanto potuto appurare dal Corriere del Ticino - l’Esecutivo starebbe valutando uno slittamento del passaggio di consegne a Pasqua, periodo che coincide con l’avvio della stagione turistica vera e propria. In un altro scenario, sempre secondo fonti vicine agli ambienti della navigazione, il tutto potrebbe essere rinviato addirittura di un anno. A complicare le cose, infine, c’è poi un ricorso al Tribunale amministrativo da parte della SNL contro il repentino cambio di rotta che si vorrebbe farle subire.




