Il caso

«La politica è ostile ma non molliamo: il servizio sul Verbano continuerà»

Parla il presidente della società di navigazione che gestisce l’offerta nella parte svizzera del Lago Maggiore, Agostino Ferrazzini: «Il confronto in corso con il Consiglio di Stato, che vuole passare l’incarico alle Fart, non riduce il nostro impegno a favore delle realtà del territorio»
Il servizio è gettonatissimo soprattutto d’estate, mentre la linea Locarno-Tenero-Magadino è assicurata tramite fondi pubblici per tutto l’arco dell’anno © CdT/Chiara Zocchetti
Jona Mantovan
02.09.2026 06:00

Il servizio di navigazione sul Verbano non si fermerà, nemmeno di fronte ad un clima politico definito «ostile» dai diretti interessati, scatenato dalla scelta del Consiglio di Stato - a inizio luglio - di passare l’incarico alle Ferrovie autolinee regionali ticinesi (Fart), l’azienda di trasporto pubblico di Locarno. A ribadire al Corriere del Ticino l’intenzione di proseguire l’attività è Agostino Ferrazzini, presidente della SNL, la società che gestisce l’offerta relativa al bacino svizzero del Lago Maggiore ormai dal 2018. «Il confronto in corso non oscura ciò che è stato costruito né riduce il nostro impegno a favore del territorio. Il nostro compito non è alimentare il conflitto ma continuare a costruire servizi affidabili, lavoro qualificato, innovazione e sostenibilità, operando in un contesto internazionale», dichiara il nostro interlocutore.

L’interpellanza al Governo

Sul tema della linea Locarno-Tenero-Magadino si solleva poi anche la voce del granconsigliere Tiziano Galeazzi (UDC), che in un’interpellanza all’Esecutivo cantonale sottolinea come gli accordi tra la concessionaria italiana Gestione Governativa Navigazione Laghi (l’ente italiano che può fornire l’autorizzazione, ndr) e l’operatore sottocenerino siano in vigore fino al 2046. «È stato allestito un parere giuridico? Se sì, da chi e con quali conclusioni?», chiede il deputato, evidenziando il rischio «di cadere in un limbo giuridico e operativo, con costi per utenti, enti locali, turismo e contribuenti». Intanto, la decisione comunicata a suo tempo dal Dipartimento del territorio è stata impugnata dalla ditta ceresiana con effetto sospensivo tramite un ricorso al Tribunale cantonale amministrativo. In una precedente interrogazione dal titolo «SNL: il Governo ha mentito sul preavviso favorevole dell’Italia?», la deputata Amalia Mirante aveva chiesto trasparenza sul «via libera» italiano.

«Che settore vogliamo?»

E pensare che il compito, all’epoca, era stato affidato proprio da Confederazione e Commissione mista italosvizzera: «Una responsabilità impegnativa. Nonostante fossimo usciti da un percorso di risanamento non facile, avevamo comunque accettato la sfida», ricorda ancora Ferrazzini. Che insiste. «La domanda: è quale navigazione vogliamo per il Ticino nei prossimi vent’anni? Noi puntiamo sulla modernità, sulla sostenibilità, sull’integrazione con il trasporto pubblico e l’offerta turistica. La nostra visione richiede investimenti, collaborazione transfrontaliera e continuità. Sono elementi su cui abbiamo lavorato in questi anni e sui quali lavoriamo tuttora».

«La nostra rotta? Avanti tutta»

Il presidente sottolinea il punto forte di SNL: «Operando sui due specchi d’acqua, abbiamo la possibilità di condividere mezzi, conoscenze tecniche, capacità operative e relazioni internazionali. Preservare la situazione attuale significa mantenere un centro di conoscenze capace di sviluppare progetti che vanno oltre la gestione di una sola linea».

E, ancora: «La nostra rotta è “Avanti tutta”. Vogliamo continuare a collaborare con le istituzioni, i Comuni, gli operatori turistici, i partner italiani e tutte le realtà che vedono nei laghi una risorsa da vivere e non soltanto da contemplare. È questa la direzione che abbiamo seguito finora. Da qui vogliamo ripartire, nell’interesse del territorio». Si entra poi nel merito degli accordi con la concessionaria italiana, che come detto sono validi fino al 2046: «Questi prevedono lo scambio di competenze tecniche, l’elettrificazione della flotta e la messa a punto delle stazioni di ricarica, oltre alla formazione del personale. Il contesto rappresenta un esempio di ciò che può nascere quando le frontiere diventano un punto d’incontro e non un limite».

Per quanto riguarda il rinnovo tecnologico, con conseguente impatto positivo sulla sostenibilità, nel 2020 è stata avviata la strategia denominata «Venti35». L’obiettivo è la conversione progressiva della flotta alla propulsione elettrica entro il 2035. «In realtà, è dal 2016 che abbiamo iniziato a studiare questa opportunità, cioè quando venne restaurata e resa elettrica la motonave Vedetta del 1908, coniugando passato e futuro». In questo contesto, nel 2021 un’altra imbarcazione, la Ceresio 1931, diventa la prima di queste dimensioni a essere operativa a livello nazionale: «Un progetto realizzato completamente in Ticino, che l’anno successivo ci ha portato ad ottenere l’importante riconoscimento del WWF “Fossil Free 2022”».

Flotta sempre più elettrica

Ma non è tutto, perché è questione di mesi per l’arrivo di una barca nuova di zecca con la stessa filosofia: un ulteriore passo avanti alla rinuncia della propulsione basata su carburante. Innovazioni che finora hanno riguardato esclusivamente il Sottoceneri. «Il Ceresio è il nostro laboratorio, ma le conoscenze sviluppate nella conversione e nella progettazione di natanti di questo genere, e il discorso vale anche per le strutture per la loro ricarica, possono essere messe al servizio dell’intero settore, e non solo a livello ticinese, ma anche transfrontaliero». Per Ferrazzini, operare su entrambi i laghi «permette di creare sinergie, condividere competenze e rafforzare progetti che nessun singolo attore potrebbe realizzare da solo. E dietro ognuno di questi ci sono persone che garantiscono il servizio con professionalità, conoscono la materia, curano i mezzi e accolgono ogni giorno passeggeri e visitatori». E, in conclusione, ribadisce l’idea di proseguire su quest’onda: «Certo, come dicevo per noi è “Avanti tutta”».

«Chiediamo il rispetto degli accordi presi con le istituzioni»

Il direttore Simone Bianchi ricorda il quadro d’incertezza in cui l’azienda è chiamata ad operare

«Il contesto istituzionale è sempre più complesso e incerto. Decisioni e iniziative che ci riguardano rendono più difficile programmare il futuro e richiedono energie che preferiremmo dedicare allo sviluppo dei nostri servizi». Simone Bianchi, il direttore della SNL - società che gestisce la navigazione sulla parte svizzera del Lago Maggiore - sollecitato dal Corriere del Ticino rileva come il quadro nel quale l’azienda è chiamata ad operare è ben lontano da quello ottimale.

«Su questo punto, la nostra posizione è chiara. Un’impresa che investe, assume personale, rinnova le infrastrutture e si impegna in progetti destinati a svilupparsi nell’arco di diversi anni deve poter contare sul rispetto degli accordi, sulla certezza delle regole e su interlocutori istituzionali affidabili». Sullo sfondo (vedi anche l’articolo principale) la scelta del Consiglio di Stato di trasferire l’incarico alle Fart, la compagnia di trasporto pubblico di Locarno. Alla decisione ha fatto seguito il ricorso della ditta sottocenerina al Tribunale amministrativo cantonale.

A questo proposito, Bianchi ribadisce: «Difenderemo gli accordi raggiunti e gli investimenti effettuati e resteremo aperti al confronto con tutte le forze istituzionali e territoriali che condividono l’obiettivo di sviluppare una navigazione moderna, efficiente e sostenibile, continuando il nostro percorso sul Verbano con il nostro partner italiano».

«Vogliamo regole chiare»

E, ancora: «Alle istituzioni chiediamo semplicemente regole chiare, rispetto degli accordi e condizioni che consentano a chi è disposto a investire sul territorio di poterlo fare con un orizzonte credibile. SNL farà la propria parte, come ha fatto per oltre 170 anni».

Perché, sottolinea ancora il direttore, al di là di ogni confronto istituzionale, «prima viene il servizio, gli utenti e il futuro della navigazione ticinese. È a loro che si rivolge la nostra responsabilità. Ed è per loro che continueremo a navigare».

In conclusione, «continueremo a garantire, con serietà e impegno, i nostri servizi sul Ceresio e sul Verbano: le difficoltà sono inevitabili in qualunque settore di attività, tuttavia non intendiamo scaricarle sugli utenti, sui collaboratori o sul territorio. Il percorso che abbiamo iniziato intendiamo portarlo avanti almeno fino alla scadenza contrattuale del 2046».

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