Il dibattito

Nuovi semafori sul Piano, Berna non cambia strada

Il consigliere federale Albert Rösti ribadisce che l’efficacia del sistema la si vedrà a fine 2027 – Piero Marchesi : «Inviterei funzionari a passare qualche giorno sul posto per ascoltare tutte le critiche» – Simone Gianini: «Dall’Ustra ci attendiamo un’informazione più proattiva nei confronti degli automobilisti»
In funzione dalla fine dello scorso mese di agosto © CdT/Gabriele Putzu
Spartaco De Bernardi
21.09.2026 18:13

«Fino all’entrata in funzione del collegamento autostradale A2-A13 tra Bellinzona e Locarno, l’Ufficio federale delle strade (Ustra) ritiene ancora che debbano essere adottate misure per migliorare il flusso del traffico sul percorso esistente». Il consigliere federale Albert Rösti non lascia grandi speranze agli automobilisti esasperati per la lunghezza delle colonne che la recente attivazione dei nuovi semafori a Cadenazzo ha ampliato invece di contribuire a diminuire, fluidificando il traffico sul Piano di Magadino. Gli impianti ci sono, almeno i primi installati a Cadenazzo, e vi resteranno a lungo sul Piano di Magadino. Nessuna sospensione del progetto, dunque, come chiedeva espressamente Marchesi. E se scriviamo che i semafori resteranno a lungo sulla cantonale di sponda sinistra è perché ancora la settimana scorsa Berna ha confermato che il collegamento autostradale veloce tra i due poli del Sopraceneri non verrà realizzato prima del 2050. Rispondendo ai quesiti posti dai consiglieri nazionali Piero Marchesi (UDC) e Simone Gianini (PLR), il direttore del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec) ha ribadito quanto dichiarato la scorsa settimana dall’Ustra: una valutazione dell’efficacia del sistema non è al momento possibile poiché i primi semafori sono stati messi in funzione da troppo poco tempo e, in ogni caso, il progetto non è ancora stato completato. Fino al completamento dei lavori alla fine del 2027, il sistema sarà monitorato e i dati acquisiti in corso d’opera, ha ancora spiegato il direttore del Datec, verranno utilizzati per adattare la reattività del sistema alle condizioni reali e quindi migliorare continuamente il flusso del traffico. «L’Ustra - conclude Rösti - è fiducioso che l’efficacia sarà visibile dopo il completamento dei lavori».

Tra delusione e rischio sfiducia

«La mia reazione non può che essere di delusione», commenta Marchesi, secondo cui quella del Datec è la classica risposta da funzionari. «Funzionari - prosegue il consigliere nazionale - che inviterei ad andare sul posto per qualche giorno così da ascoltare le critiche e rendersi conto che difficilmente la loro fiducia può essere condivisa dagli utenti della strada».

«La risposta del Datec conferma che i lavori non sono ancora conclusi e che lo saranno solo a fine 2027», gli fa eco Simone Gianini. Proprio per questo, a suo avviso, la comunicazione dell’Ustra avrebbe dovuto essere - e, a questo punto, dovrà esserlo da qui innanzi - più proattiva verso chi quotidianamente percorre quel tratto di strada. «Il rischio - aggiunge Gianini - è che la frustrazione degli utenti della strada vanifichi la fiducia che i tecnici ripongono nella soluzione proposta e nel risultato finale. Un rischio solo minimamente attenuato dalla risposta fornita ora anche dal Datec, che si è limitato anch’esso a chiedere pazienza. A maggior ragione è quindi stato utile depositare anche un’interpellanza alla quale il Consiglio federale dovrà dare risposte più circostanziate nelle prossime settimane».

In arrivo una «turborotonda»

Entro la fine dell’anno sarà attivato anche l’impianto in corrispondenza della stazione FFS di Cadenazzo, dove è già stata rimossa la rotatoria. I lavori proseguiranno nel corso del 2027 nel territorio del Comune di Gambarogno, con l’obiettivo di completare l’intero sistema entro la fine dell’anno con la posa di ulteriori sei impianti semaforici. È inoltre prevista la riconfigurazione della rotonda dell’aeroporto di Locarno, che sarà trasformata in una «turborotonda» con corsie prioritarie, simile a quella del semisvincolo di Bellinzona centro.

Da sapere — Quel chiaro «NO» di sette anni fa

Il progetto dei semafori sul Piano di Magadino fu bocciato nettamente dai cittadini ticinesi con il 73% dei voti contrari nella votazione cantonale del 19 maggio 2019, dopo che era riuscita la domanda di referendum contro il credito cantonale di 3,3 milioni di franchi. Nonostante l’esito della votazione popolare, i semafori sono comunque spuntati. Nel 2020, infatti, il tratto stradale Cadenazzo-Quartino è diventato di proprietà della Confederazione e l’Ustra ha rilanciato e completato il progetto sotto la giurisdizione federale. I primi impianti semaforici sono entrati in funzione a fine agosto. L’intero progetto sarà completato nel 2027 con la posa di semafori in nove incroci.

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