Per la Giustizia si riapre uno spiraglio a Cornaredo

Con il ritorno di Norman Gobbi al timone delle Istituzioni, il dialogo tra la Città e il Cantone sulla logistica della Giustizia si è riaperto. E chissà che sul tavolo non possa tornare anche il… PSE.
D’altronde, come rilevato su queste colonne dal giudice Damiano Stefani, presidente del Consiglio della Magistratura, il Palazzo di Giustizia in via Pretorio è giunto al limite e il Terzo potere dello Stato ha bisogno di soluzioni. Per questo motivo, dopo l’incontro della scorsa settimana tra i vertici della Giustizia e del DI, prossimamente è in agenda anche un confronto con la Città di Lugano. Un passo che la Città ha accolto favorevolmente – così come la lettera con la quale il Cantone ha chiesto di lavorare di concerto per individuare degli spazi per le future Preture di protezione –, ma c’è un aspetto tutt’altro che secondario da considerare. Come rilevato nelle scorse settimane dal sindaco Michele Foletti, «il Cantone ha un’esigenza puntuale, ossia di uffici già pronti. Noi oggi di spazi vuoti di proprietà non ne abbiamo. Quando l’amministrazione comunale si trasferirà nella torre Est del Polo sportivo e degli eventi qualcosa si libererà e potremmo fare delle proposte». Torre Est che, lo ricordiamo, era stata offerta nel 2024 nell’ambito della «grida» promossa da Norman Gobbi. Ma il Cantone aveva risposto picche e la Città aveva proseguito con il «Piano A», ossia il trasloco dell’amministrazione cittadina. In questo senso, bisognerà attendere almeno un paio di anni: la nuova sede della Polizia comunale verrà ultimata nel dicembre 2027, mentre la torre Est sarà completata nel febbraio 2028.
Qualcosa potrebbe quindi liberarsi in centro Città (ma va considerato che l’edificio in via della Posta che ospita parte dell’amministrazione comunale è sulla lista delle rivalorizzazioni), ma com’è la situazione a Cornaredo? «Con il trasloco dell’amministrazione comunale al PSE, la torre Est sarà al completo», spiega il vicesindaco e capodicastero Sport di Lugano, Roberto Badaracco. L’unica opzione percorribile sarebbe la torre Ovest, che però è di proprietà di UBS. Da parte della Città, spiega Badaracco, c’è la disponibilità a fare da tramite tra il Cantone e l’istituto di credito. D’altronde, anche la torre Ovest era stata messa a disposizione in occasione della grida di due anni fa. Ma da allora qualcosa è cambiato: la catena alberghiera francese B&B Hotels occuperà cinque piani della struttura con un centinaio di camere, e dovrebbe trovare spazio anche una clinica sportiva. «Peccato che due anni fa sia sfumata la torre Est», dice Badaracco. «Adesso le opzioni a Cornaredo si sono molto ridotte».
Insomma, le opzioni non sono molte. Off limits anche le quattro torri, più piccole, che sorgeranno in via Trevano, per le quali Città e UBS stanno trattando per inserirvi degli appartamenti a pigione moderata. L’istituto di credito potrebbe «concedere» una ventina di appartamenti, ma chiede che gli venga ridotto il canone annuo del diritto di superficie. «Tutto dipende da quello che sarà l’effettivo onere finanziario per la Città», rileva il vicesindaco.




