Spazi pronti per la Giustizia? «Ad oggi non ce ne sono»

Spazi per le future Preture di protezione del Distretto di Lugano? La Città è disponibile a discuterne, ma c’è un ma. Sul tavolo del Municipio, ieri, c’era anche la lettera con cui il Consiglio di Stato ha in sostanza proposto di individuare una soluzione logistica per l’entità giudiziaria che prenderà il posto delle attuali Autorità regionali di protezione (ARP). Anche perché, si legge nella missiva, l’attuale stabile sede dell’ARP 3 a Breganzona «non appare più adeguato a garantire le esigenze operative e funzionali dell’Autorità».
Una richiesta, quella di far collaborare i servizi cittadini con la Divisione della Giustizia e la Sezione della logistica, che Palazzo Civico ha accolto favorevolmente, ma c’è da considerare un aspetto tutt’altro che secondario: a breve termine, potrebbe non essere così scontato. «Prenderemo contatto con il Cantone per capire quali sono le esigenze e le tempistiche e perché gli spazi di Breganzona non vanno più bene», dice al Corriere del Ticino il sindaco di Lugano, Michele Foletti. «Il Cantone ha un’esigenza puntuale, ossia di uffici già pronti. Noi oggi di spazi vuoti di proprietà non ne abbiamo. Quando l’amministrazione comunale si trasferirà nella torre Est del Polo sportivo e degli eventi qualcosa si libererà e potremmo fare delle proposte». Torre Est che, lo ricordiamo, era stata offerta nel 2024 nell’ambito della «grida» promossa dall’allora responsabile della Giustizia, Norman Gobbi. Ma il Cantone aveva risposto picche e aveva proseguito con il «Piano A», ossia il trasloco dell’amministrazione cittadina. In questo senso, bisognerà attender almeno un paio di anni: la nuova sede della Polizia comunale verrà ultimata nel dicembre 2027, mentre la torre Est sarà completata nel febbraio 2028.
E neppure la soluzione ex PTT di Viganello, oggetto di una trattativa infruttuosa tra la Città e il Cantone solo qualche mese fa, appare un’opzione percorribile. Sia perché non dispone di uffici già pronti, sia perché la Città è un sedime di riserva che non rientra nel piano di dismissioni. «Nell’ambito del Piano direttore comunale potrebbe avere una vocazione legata alla ricerca, all’USI e all’EOC», aveva spiegato Foletti al CdT lo scorso giugno.
Rimane ancora aperto il discorso della logistica dell’intero settore della Giustizia. Come rilevato dal Governo nella missiva, per una soluzione definitiva ci vorrà almeno un decennio. Tramontati i progetti portati avanti da Gobbi prima e da Claudio Zali poi, la Città attende il prossimo direttore delle Istituzioni.
«Troppi anni buttati»
Sul tema si è espresso ieri anche il presidente del Centro Paolo Beltraminelli durante l’assemblea sezionale: «Il tema della Giustizia dev’essere ripreso con decisione dopo troppi anni buttati via: non si può pensare ad una sede degna in Ticino prescindendo da Lugano».



