Locarno

Posteggi gratis a mezzogiorno, l’idea fa incetta di consensi

Consegnata alla Cancelleria di Palazzo Marcacci la petizione del Centro corredata da oltre 2.100 sottoscrizioni che chiede l’esenzione del pagamento della sosta nei parcheggi pubblici in Città tra le 12 e le 14, come avveniva fino al 2023
Talisa Quanchi, Francesca Nalli e Giuseppe Abbatiello consegnano le firme a Giacomo Filliger, direttore dei Servizi amministrativi.
Jona Mantovan
18.06.2026 06:00

Si può dire che la raccolta di firme per reintrodurre la gratuità durante la pausa pranzo dei parcheggi a Locarno ha fatto centro. La petizione lanciata dalla sezione cittadina dell’ex PPD, partito che oggi è appunto denominato «il Centro», è stata sottoscritta da oltre 2.100 persone. La consegna alla Cancelleria di Palazzo Marcacci è avvenuta ieri mattina dalle vicepresidenti sezionali Talisa Quanchi e Francesca Nalli, insieme al consigliere comunale Giuseppe Abbatiello.

L’idea dell’iniziativa è di quest’anno (durante l’ultima assemblea del partito) e aveva subito riscontrato il favore di numerosi esercizi pubblici e negozi, soprattutto in Città Vecchia. Perché l’intenzione, si legge in una nota dei promotori, è sempre stata quella di rendere quel particolare microcosmo del territorio «più accessibile, sostenendo nel contempo il commercio locale, la ristorazione e la vita sociale».

La proposta, visto l’alto numero di adesioni, sembra proprio fare incetta di consensi, dunque. E ora si chiede al Municipio e al Consiglio comunale di valutare la richiesta di tornare al passato, eliminando l’estensione del pagamento degli stalli pubblici anche tra le 12 e le 14, introdotta nel 2023.

Secondo l’Esecutivo, la misura si tradurrebbe in minori entrate di 700 mila franchi nelle casse comunali

Sostegno popolare

La questione è semplice, riporta ancora il comunicato: «Favorire la frequentazione durante l’intervallo di mezzogiorno, permettendo ai locali come pure ai visitatori di fermarsi più facilmente per una commissione, un pasto o un acquisto. La partecipazione che abbiamo riscontrato testimonia un forte sostegno popolare e anche un chiaro messaggio a favore di una Locarno viva, attrattiva e vicina alle esigenze quotidiane di chiunque». Il tema è diventato un cavallo di battaglia per la formazione politica, che aveva inizialmente provato a smuovere le acque tramite una mozione, depositata nel mese di settembre del 2025.

«Comprendiamo le esigenze di negozianti e ristoratori, ma le finanze sono in una fase delicata e serve una visione d’insieme». In sostanza, così aveva risposto un mese più tardi Palazzo Marcacci al Corriere del Ticino, che aveva messo in evidenza il coro di sì da parte di commercianti ed esercenti all’eventulità di tornare al passato.

La «batosta» di dicembre

All’epoca, i toni erano decisamente più cauti: «Vogliamo approfondire la proposta», aveva aggiunto Mauro Silacci, titolare del Dicastero economia e finanze. Tuttavia, un paio di mesi dopo, ecco la batosta: il Municipio, sulla questione, si era dimostrato irremovibile, dando un preavviso negativo. «La reintroduzione della gratuità comporterebbe una riduzione significativa degli introiti», rilevava l’Esecutivo. Secondo i dati della Polizia comunale, il minor incasso annuo ammonterebbe a 700 mila franchi, equivalente a 1.65 punti del moltiplicatore comunale. Una perdita «non compensabile senza incidere sulle finanze o sulle tariffe in altre fasce orarie». Al di là degli aspetti finanziari, la questione avrebbe anche conseguenze sulla viabilità. «Le esperienze passate dimostrano che la fascia gratuita riduce la rotazione: molti utenti lasciano l’auto per diverse ore approfittando dell’intervallo libero». Ciò si tradurrebbe in un aumento della pressione sui posteggi del centro, penalizzando proprio la clientela a breve sosta che cerca un posto durante la pausa pranzo. «La regolamentazione attuale consente un equilibrio più stabile fra disponibilità, rotazione e controllo».

Sostegno all’economia locale

In quell’occasione, il segretario sezionale Abbatiello aveva evidenziato che il dovere del gruppo è «di sostenere le realtà imprenditoriali locali. E l’esenzione del pagamento degli stalli a metà giornata è un incentivo affinché ci sia più motivazione a frequentare il quartiere storico. Non solo per consumare un pasto sano e sostanzioso in uno dei tanti esercizi pubblici, ma anche per svolgere qualche commissione rapida, magari all’ultimo momento, che potrebbe migliorare la propria giornata».

Lo sprint finale

Trovandosi con le spalle al muro, l’unica via considerata percorribile è stata quindi quella della petizione, concretizzatasi poi, come detto, all’assemblea del 2026 del Centro. «In molti enti locali ticinesi tale agevolazione è già in vigore e funziona», è una delle tesi inserita nell’intestazione dei moduli per trovare consensi: «Meno barriere, più vita nei rioni, più sostegno all’economia locale».

E se in aprile il numero di firme raccolte sembrava essersi assestato a 1.800, ecco che qualche mese dopo arriva uno «sprint finale» che le ha portate alle 2.100 consegnate, come detto, ieri a Palazzo Marcacci.

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