«Presto accoglieremo attività commerciali di alto livello»

«A proposito di pianificazione abbiamo posto le basi per migliorare l’intero comparto industriale ed artigianale e, quando si concluderà l’iter approvativo, saremo in grado di dare impulso ad attività commerciali di alto livello e rispettose dell’ambiente». Quanto abbiamo anticipato lo scorso 18 novembre trova conferma nelle dichiarazioni del sindaco di Cadenazzo Marco Bertoli contenute nell’ultimo numero del bollettino comunale trasmesso a tutti i fuochi.
La Zona per attività lavorative di 422 mila metri quadri (grande come 60 campi da calcio) accoglierà non solo il centro cantonale per gli inerti, ma anche altri contenuti legati alla formazione, alla ricerca e allo sport. Solo per quanto riguarda la mobilità sono previsti investimenti pari a 10 milioni di franchi.
Cruccio e piglio deciso
E in merito al traffico - «cruccio» del Comune - grazie al «piglio deciso dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) già si assiste ad un chiaro miglioramento» che non potrà che concretizzarsi ulteriormente nel 2026. Questo, almeno, è l’auspicio del sindaco, granconsigliere ed ex procuratore pubblico Marco Bertoli. Dal 2020 la strada tra lo svincolo di Bellinzona sud dell’A2 ed Ascona è diventata una strada nazionale gestita dall’USTRA.
Più sicurezza, meno rumori
Dopo un’analisi approfondita, l’Ufficio ha avviato diversi interventi con l’obiettivo di migliorare la sicurezza, rendere il traffico più fluido e ridurre il rumore. Nell’anno alle porte sono previste ulteriori opere che, combinate tra loro, consentiranno una miglior gestione del traffico lungo il tratto in questione.
«Grazie a questi lavori, in attesa del futuro collegamento autostradale Bellinzona-Locarno, la strada che attraversa Cadenazzo sarà più sicura, meno rumorosa e più scorrevole: la tolleranza e la comprensione per alcuni disturbi che inevitabilmente saranno provocati dai diversi cantieri sarà così ampiamente ripagata», sottolinea l’USTRA.
Varianti ed ipotesi
«Da diversi anni si discute, a livello cantonale e federale, della necessità di migliorare il collegamento tra le autostrade A2 e A13. II Comune di Sant’Antonino, per la sua posizione geografica, risulta direttamente interessato dalle possibili varianti progettuali, nonché dagli impatti legati al traffico, all’ambiente e alla qualità di vita della popolazione. Nel corso del tempo sono state menzionate ipotesi di studio, approfondimenti tecnici e possibili sviluppi futuri, ma non risulta sempre chiaro quale sia lo stato attuale della pianificazione né quale ruolo abbia assunto o intenda assumere il Municipio nel monitoraggio e nella difesa degli interessi comunali». Lunga premessa, quella del gruppo PLR, che ha inoltrato un’interpellanza all’Esecutivo per avere un quadro aggiornato delle discussioni relative all’atteso collegamento veloce fra Bellinzonese e Locarnese.
Centri commerciali «salvi»
L’ultima notizia, come abbiamo riferito sull’edizione del 14 novembre, riguarda il sì del Cantone e dell’USTRA affinché i centri commerciali e la zona industriale di Sant’Antonino non siano «tagliati fuori» dall’A2-A13. Soffocati dal traffico, la popolazione e le autorità di Sant’Antonino, Cadenazzo e Gambarogno confidano che il collegamento veloce possa essere realizzato in tempi brevi (nel 2045?). La variante che sta attualmente approfondendo l’USTRA (investimento stimato di 1,8 miliardi di franchi) riprende in buona parte quella elaborata dal Cantone. Nel dettaglio il tracciato dell’opera si svilupperà su 11 chilometri, di cui 8 in galleria.



