Quando Davide non le manda a dire a Golia

Eventuali interventi futuri dovranno perseguire «prioritariamente un miglioramento della qualità della pianificazione territoriale e della qualità insediativa, e non limitarsi a una lettura puramente quantitativa del territorio». Il Municipio di Riviera, pur nel massimo rispetto dei ruoli istituzionali, non risparmia una stoccata ai preposti uffici cantonali e, in senso lato, al Consiglio di Stato. Il tema è quello che sta togliendo il sonno a più di un Comune in Ticino. Vale a dire la verifica del dimensionamento sulla base della scheda R6 del Piano direttore, che è lo strumento che impone agli enti locali di verificare che le proprie zone edificabili siano adeguate al fabbisogno dei 15 anni successivi. Nel paese nato nel 2017 dall’aggregazione fra Cresciano, Iragna, Lodrino ed Osogna va ben oltre il 120%, soglia superata la quale occorre procedere alla revisione del Piano regolatore: o attraverso dei dezonamenti oppure riassegnando delle aree.
Quei comparti «sensibili»
Nella fattispecie dalle analisi svolte dal Comune è emerso un sovradimensionamento delle riserve edificabili pari al 274%. Secondo il Dipartimento del territorio, tuttavia, è più elevato (319%). Sulla base delle verifiche effettuate dagli uffici cantonali è stato chiesto al Municipio di Riviera di «adottare le necessarie misure di salvaguardia della pianificazione». In particolare il Cantone ha posto sotto i riflettori due comparti inedificati (a Lodrino e a Cresciano, per oltre 20-25 mila metri quadrati, ci risulta), «di dimensioni ragguardevoli, posti in posizione marginale rispetto al comprensorio già largamente edificato. Due aree, sempre secondo Bellinzona, considerate particolarmente sensibili nell’ambito delle future riflessioni pianificatorie. L’Esecutivo guidato dal sindaco Cristiano Triulzi - si precisa nella lettera trasmessa negli scorsi giorni a tutti i fuochi, che il CdT ha potuto leggere - è «pienamente consapevole della delicatezza della situazione e delle comprensibili preoccupazioni che essa può generare, sia tra i proprietari direttamente coinvolti sia più in generale nella popolazione. Proprio per questa ragione, sottolineando tuttavia che la problematica riguarda l’intero territorio comunale, i proprietari dei fondi interessati dalle indicazioni cantonali sono già stati preliminarmente coinvolti» dallo stesso Municipio.
Valutazioni e approfondimenti
D’altronde chi meglio di chi lo governa conosce il proprio paese? Tanto che Triulzi e colleghi hanno replicato alle valutazioni cantonali, facendo valere «la conoscenza diretta del territorio comunale, delle sue caratteristiche insediative e delle prospettive di sviluppo». No quindi ad una lettura quantitativa, come detto in apertura, ma ci si focalizza piuttosto sulla qualità della pianificazione e del costruito. Servono «approfondimenti tecnici, valutazioni giuridiche e ponderazioni politiche accurate». Alla luce di queste considerazioni e per assicurare la massima trasparenza su un tema così importante, mercoledì 16 settembre alle 20 al Meeting Center di Iragna è in programma un incontro pubblico durante il quale verranno illustrati la situazione attuale e i prossimi passi procedurali. Le riflessioni che dovranno essere fatte a breve-medio termine, infatti, «potranno avere implicazioni per l’evoluzione pianificatoria del Comune e richiederanno un dialogo attivo con la popolazione». Soprattutto considerando che dovrà essere elaborato - attraverso un processo partecipativo, ossia con il coinvolgimento dei cittadini - il Programma d’azione comunale che «disegnerà» il paese di Riviera dei prossimi 20-30 anni. Oggi conta oltre 4.200 abitanti e quasi 300 aziende per 1.500 addetti.
Il paese non è solo
Negli ultimi mesi, come giornale, abbiamo acceso i riflettori su altri Comuni ticinesi chiamati a dover intervenire sul dimensionamento delle riserve edificabili del Piano regolatore. Limitandoci al Bellinzonese ecco i casi di Lumino (il sovradimensionamento è pari al 359% e ora il Municipio, dopo aver contestato il dato, ha avviato l’iter che porterà all’istituzione della Zona di pianificazione) e di Giornico (621% in quest’ultimo quartiere e 390% a Bodio; CdT del 4 maggio).



