Risposte che scontentano sia la destra che la sinistra

«Il Municipio è dispiaciuto del fatto che le manifestazioni a Lugano vengono tenute senza un coordinamento con la Città. Le decisioni tattiche operative sul campo sono di esclusiva competenza della Polizia cantonale». In estrema sintesi, si può riassumere così la risposta del Municipio di Lugano alle varie domande politiche sulla manifestazione dello scorso 21 febbraio, che aveva portato con sé un notevole strascico polemico. Tanto che in Città erano stati presentati ben quattro atti politici, sia da destra che da sinistra. In un’interpellanza, il gruppo della Lega aveva chiesto perché la manifestazione non era stata impedita, pur non essendo tollerata, così come informazioni sui costi e un parere sulla presenza di esponenti politici. Il gruppo dell’UDC, in un’interrogazione, aveva chiesto lumi, oltre che sui costi, sulla presenza di individui a volto coperto. Un’interpellanza de La Sinistra aveva a invece chiesto spiegazioni sulla massiccia presenza di Polizia» e sul suo operato e, infine, un’interrogazione dei Verdi aveva puntato il dito contro lo «sproporzionato dispiegamento delle forze dell’ordine contro il presidio antifascista» e «l’assenza di agenti attorno al raduno neofascista a Cornaredo». A questi atti politici si aggiungono poi due interrogazioni inoltrate a livello cantonale dall’MpS, alle quali darà prossimamente risposta il Consiglio di Stato.
La proporzionalità
Dopo aver chiesto alcune informazioni tecniche alla Polizia cantonale, durante il Consiglio comunale di ieri sera il Municipio ha replicato ad alcuni di questi quesiti. Il sindaco Michele Foletti ha spiegato che «l’Esecutivo ha ritenuto che sussistevano gli stessi rischi di scontri tra manifestanti e contromanifestanti che pochi giorni prima avevano portato a non autorizzare la marcia indetta dal Fronte nazionale elvetico». Per quanto riguarda invece la decisione della Polizia di intimare ai manifestanti di disperdersi e quella successiva di non intervenire, così come quella di effettuare dei controlli di identità prima dello svolgimento della protesta (particolarmente criticati nell’atto politico della Sinistra), il sindaco ha indicato che «le valutazioni tattico-operative sono di competenza della Polizia cantonale», cui spettava il coordinamento del dispositivo, la quale agisce nel rispetto del principio di proporzionalità. I costi del dispositivo stesso? «Al momento non sono noti». Nel rispondere alle domande della Lega, che chiedeva una valutazione sulla presenza a un evento non autorizzato di esponenti politici, Foletti ha affermato che «il Municipio auspica il rispetto delle procedure da parte di tutti». Il sindaco, infine, si è detto dispiaciuto che simili eventi sono spesso organizzati senza un coordinamento con la Città e ha invitato gli organizzatori a chiedere, in futuro, l’autorizzazione. A questo proposito, l’Esecutivo sta valutando la creazione di un formulario ad hoc per chi vuole organizzare un evento con connotazione politica (attualmente il documento è lo stesso a cui si fa capo in caso di sagre ed eventi sportivi). Le risposte del Municipio non hanno convinto né a destra, né a sinistra. La socialista Jasmine Altin ha parlato di «risposte evasive», mentre il leghista Lukas Bernasconi le ha definite «salomoniche».
Esecutivo diviso
Negli scorsi mesi, il tema delle manifestazioni in città aveva spaccato il Municipio, con da un lato la maggioranza composta dal sindaco Foletti e dai municipali Karin Valenzano Rossi, Marco Chiesa e Lorenzo Quadri a sostenere le linea che aveva portato alla decisione di vietare il presidio antifa e dall’altra la minoranza (il vicesindaco Roberto Badaracco e i municipali Filippo Lombardi e Raoul Ghisletta), contraria al divieto e soprattutto a un intervento diretto della Polizia. Pochi giorni prima, poi, il Municipio si era diviso anche sull’autorizzazione alla «marcia per la pace e la remigrazione» indetta dal Fronte nazionale elvetico. Un evento che il Municipio non aveva autorizzato e che aveva spinto gli ambienti vicini al SOA Il Molino a indire il presidio di protesta.




