Lugano

Sulle manifestazioni il Municipio resta diviso

L’Esecutivo si è confrontato internamente dopo il presidio antifascista di sabato con annesso strascico polemico – Per rispondere ai vari atti politici e per meglio gestire eventuali eventi analoghi in futuro sono state chieste informazioni alla Polizia cantonale
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
27.02.2026 06:00

È stato il giorno del confronto in Municipio. Poco meno di una settimana dopo la manifestazione antifascista di sabato in piazza Manzoni, che ha portato con sé uno strascico politico non indifferente, l’Esecutivo di Lugano ha fatto il punto su quanto accaduto cinque giorni fa, quando il presidio, vietato dalle autorità comunali, si è svolto comunque. E questo nonostante un ultimatum della Polizia, presente in forze. Per il Municipio è stata dunque l’occasione per un primo confronto. Come appurato dal Corriere del Ticino, a livello politico si sono sostanzialmente confermate le due posizioni all’interno dell’Esecutivo: una maggioranza composta dal sindaco Michele Foletti e dai municipali Karin Valenzano Rossi, Marco Chiesa e Lorenzo Quadri a sostenere le linea che la scorsa settimana ha portato alla decisione di vietare il presidio antifa e dall’altra la minoranza (il vicesindaco Roberto Badaracco e i municipali Filippo Lombardi e Raoul Ghisletta), contraria al divieto e soprattutto a un intervento diretto della Polizia. Posizioini che i municipali hanno chiarito e ribadito.

Considerate le numerose domande politiche sul tavolo – in questi giorni sono state presentate interpellanze e interrogazioni a firma Lega, UDC e La Sinistra – alle quali si dovrà dare risposta, il Municipio ha chiesto informazioni tecniche alla Polizia cantonale. Informazioni che saranno utili anche in ottica futura, cioè per gestire eventuali eventi analoghi. Lo scorso ottobre, quando in città si erano susseguite diverse manifestazioni pro Pal molto partecipate, il Municipio si è dotato di una sorta di linea guida che prevede un intervento della polizia graduale e proporzionato solo in caso di carattere violento delle manifestazioni (con danni e disordini) oppure disagi e blocchi del traffico dalla durata superiore ai 10 minuti.

Molti i quesiti sul tavolo

Come detto, sul tavolo ci sono molti quesiti di natura politica. In un’interpellanza, il gruppo della Lega chiede perché la manifestazione non è stata impedita, pur non essendo autorizzata, così come informazioni ma anche su costi e un parere sulla presenza di esponenti politici. Il gruppo dell’UDC, in un’interrogazione, chiesto lumi, oltre che sui costi, sulla presenza di individui a volto coperto, «in contrasto con la normativa federale sulla dissimulazione del volto» (a questo proposito va detto che anche i manifestanti di destra immortalati davanti alla sede scout di Pregassona lo erano). Infine, la Sinistra chiede spiegazioni sulla massiccia presenza di Polizia e «se sono adeguate e lecite le disposizioni in materia di manifestazioni politiche della Città, che prevedono un’autorizzazione (e non per esempio, a determinate condizioni, una semplice notifica) e un obbligo di copertura assicurativa».

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