Stazioni storiche da riaprire: in corso le prime valutazioni

«Già cinque anni fa siamo stati privati della possibilità di edificare le nuove Officine FFS sul nostro territorio, perdendo investimenti importanti e posti di lavoro, adesso almeno ci lascino riaprire la stazione ferroviaria». Stefano Imelli, sindaco del Comune aggregato di Giornico, va dritto al nocciolo della questione. Questione che riguarda l’auspicata rimessa in servizio della stazione FFS nella località leventinese rimasta in funzione per diverso tempo, dal 1920 al 1994, ma poi dismessa alla pari di quelle di Claro, Bodio, Lavorgo ed Ambrì-Piotta. Il tema è finito, nelle scorse settimane, sotto i riflettori della politica cantonale con l’interrogazione dei granconsiglieri Alessandro Corti (Il Centro), Diana Tenconi (PLR) e Michele Guerra (Lega) che chiedono la riattivazione delle infrastrutture lungo la linea storica del Gottardo. Iniziativa che aumenterebbe accessibilità e valorizzazione dei nuclei più significativi della Leventina, rendendoli anche più aperti a turisti e visitatori.
Nuovo collegamento a Lodrino
In tale contesto, la fruibilità tramite trasporto pubblico ha un ruolo determinante, rilevano i granconsiglieri. «L’accessibilità è una precondizione per trasformare un patrimonio esistente in patrimonio vissuto e generare ricadute sul territorio». Sempre a proposito di trasporto pubblico, ma spostandoci in Riviera (altra località in cui si auspica la riapertura delle stazioni ferroviarie, come vedremo più avanti), è stata approvata negli scorsi giorni dalla Sezione della mobilità cantonale la proposta di estensione della linea del bus 120 Airolo-Osogna fino al quartiere di Lodrino. Proposta formulata dai consiglieri comunali Adriano Alari (capogruppo PLR) e Francesco Scanzio (gruppo PS). Il nuovo collegamento, attivo dal prossimo cambio orario a dicembre 2026, sarà il primo diretto e interno tra quartieri del Comune di Riviera. E consentirà l’allacciamento del quartiere di Lodrino alla zona industriale di Biasca.
Cambiano le esigenze
Ma torniamo alla rimessa in funzione della stazione di Giornico. «La chiusura di questa fermata all’epoca era stata dettata da varie ragioni ma, ad oggi, la situazione è cambiata e le esigenze sono differenti», prosegue Imelli. «Dieci anni fa, ad esempio, è stata riaperta la stazione di Bodio, e questo sulla spinta dello sviluppo della zona industriale e del Campus formativo per giovani, che è frequentato attualmente da una sessantina di ragazzi. Anche Giornico, viste le prospettive economico-turistiche, ora merita di beneficiare della linea ferroviaria. Per noi sarebbe un sogno che si avvera». E, in queste ultime settimane, qualche passo in tal senso è già stato fatto.
Su tre livelli
«Al momento ci siamo mossi in diverse direzioni, il tema è molto importante per il nostro Comune e ci crediamo molto. Siamo partiti a livello comunale, prendendo contatto con la Commissione regionale dei trasporti, con cui avremo un appuntamento e delle discussioni. A livello cantonale, come noto, abbiamo ricevuto il supporto di questa interrogazione e ora aspettiamo una risposta dal Consiglio di Stato». Sul piano logistico c’è anche già stato un primo incontro con la Südostbahn, «che è la concessionaria della linea ferroviaria in questione». Con loro sono già in corso alcune valutazioni.
Collaborazione e dialogo
Di possibile riapertura si è parlato anche nel Comune di Riviera per la fermata di Osogna-Cresciano, attiva dal 1882 al 1994. «La tematica ci sta molto a cuore», conferma il sindaco Cristiano Triulzi. «Stiamo ancora valutando i prossimi passi da compiere per dare valore e risalto alla nostra richiesta e non escludiamo di prendere contatto con le FFS o con il Consiglio di Stato. Naturalmente auspichiamo che la riapertura della fermata avvenga in tempi brevi perché deve rispondere alle esigenze attuali del territorio e ai vari progetti in opera». A beneficiarne sarebbe infatti anche il Centro di competenze droni dell’aeroporto di Lodrino, rileva Triulzi. «Che il principio della rimessa in funzione della stazione sia stato riconfermato ci fa piacere, ma sono importanti anche le tempistiche». La riattivazione sarebbe infatti legata, come spiegato dal Governo, alla realizzazione della circonvallazione ferroviaria di Bellinzona; fattore che allungherebbe di molto i tempi. «Una messa in servizio nel 2050 per noi sarebbe improponibile», evidenzia il sindaco. In ogni caso da parte del Comune, assicura, c’è la massima collaborazione e apertura al dialogo.






