Il caso

«Troppi festaioli al Rabadan? Non è un problema che riguarda gli esercenti»

Bellinzona, ecco il contenuto del reclamo inoltrato da sette gestori di ritrovi pubblici cittadini al Municipio contro la decisione di imporre due agenti di sicurezza durante le notti carnascialesche - «Misura generica ed arbitraria che viola la libertà economica»
© CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
12.01.2026 16:59

Detto, fatto. Come abbiamo riferito stamattina, sette titolari di bar e/o esercizi del centro storico di Bellinzona hanno inoltrato reclamo contro la decisione - definita «generica» - del Municipio di obbligare gli esercenti a dotarsi di due agenti di sicurezza privata, dalle 18, nelle notti del carnevale Rabadan. Altrimenti i locali resterebbero chiusi. «Il reclamo vuole ribadire che non è la sicurezza ad essere messa in dubbio, bensì le modalità che si vogliono imporre senza coerente e valida ragione», scrive l'avvocato Marco Garbani che tutela gli interessi di chi contesta la misura voluta da Palazzo Civico. Il legale puntualizza che è il gestore stesso il primo ad essere interessato che «negli spazi del proprio locale non avvengano disordini, atti vandalici o quant’altro. Egli sa benissimo che ne va della nomea del locale e pure del suo borsellino. A maggior ragione anche perché la RC non risponde dei danni se intravede colpose negligenze».

Compiti e responsabilità

La Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione, aggiunge Marco Garbani, è già sufficientemente chiara su quali sono i compiti che spettano agli esercenti: «Misure immediate ordinate dal Comune devono soggiacere a circostanze concrete, ma soprattutto l’imposizione di un servizio di sicurezza esterno può avvenire unicamente 'in caso di ripetute violazioni della quiete e dell’ordine pubblici'». Per l'avvocato, pertanto, la decisione impugnata è «arbitraria in quanto emessa ed imposta a titolo generico senza che vi fosse mai stato appurato il caso di 'ripetute violazioni della quiete e dell’ordine pubblici' presso i locali in essere negli anni scorsi del carnevale. E ancora, più precisamente: non solo non vi sono state ripetute violazioni all’ordine pubblico. Non ve ne sono state del tutto».

Cosa succederà ora?

L'attenzione si sposta in seguito sui costi che gli esercenti dovrebbero sobbarcarsi nel caso fossero obbligati a far capo ad agenti privati di sicurezza alle dipendenze di «società specializzate». Si tratta di 7.950 franchi, equivalenti a 53 ore di lavoro: «La decisione (che impone addirittura duplici 'rinforzi' dalle 18) comporta dunque delle spese (almeno) triplicate. La decisione è anche sproporzionata, soprattutto per i piccoli locali che si vedrebbero confrontati con spese di migliaia di franchi senza valido motivo». Un provvedimento che stando a Marco Garbani viola la libertà economica. L'eventuale maggiore affluenza è una questione che va concordata tra l'Esecutivo e la Società Rabadan, che organizza l'evento, annota l'avvocato, e non una prerogativa degli esercenti. Cosa succederà ora? Tre i possibili scenari. Il Municipio cittadino può rifiutare il reclamo oppure accoglierlo limitatamente agli esercenti che lo contestano (come appare probabile) o per tutti gli esercizi pubblici compresi nel perimetro della «Città del carnevale».  

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