CdT Forum

Una piazza Grande aperta a tutti senza perdere di vista la qualità

Il sindaco di Locarno Nicola Pini annuncia l’elaborazione di direttive per l’utilizzo rispettoso e funzionale del suolo pubblico — Raphaël Brunschwig: «Siamo pronti ad avviare la negoziazione con Moon&Stars e Città sul prospettato anticipo a luglio del Film Festival»
Folto pubblico all’Hotel Belvedere per la serata dibattito organizzata dal Corriere del Ticino © CdT/Gabriele Putzu

A Locarno la festa «spacca» davvero? Leggendo queste cifre capirete perché il titolo del secondo appuntamento di CdT Forum, andato in scena ieri all’Hotel Belvedere con la conduzione della giornalista di Teleticino Laura Zucchetti, si può ben dire sia azzeccato: 82 eventi organizzati nel 2024 direttamente con il sostegno della Città per 225 giorni di occupazione del suolo pubblico, 99 dei quali nella sola piazza Grande. Non basta? Ecco altre cifre, questa volta riferite allo scorso anno: il Moon&Stars ha registrato oltre 70 mila spettatori, mentre l’edizione numero 78 del Film Festival ha attirato in Città poco meno di 155 mila appassionati della settima arte. E a chi sostiene che i concerti estivi non generano un grande indotto per la Città sottoponiamo un ulteriore dato: nel 2025 hanno portato oltre 202 mila pernottamenti alberghieri, in crescita rispetto all’anno precedente. Una crescita che è stata costante dal 2003 (179 mila) all’anno scorso, con il picco registrato nel 2008 (215 mila) grazie alle esibizioni di REM, Vasco Rossi, Santana e Status Quo.

Non è dunque un caso che i grandi eventi siano parte integrante della strategia di Ascona-Locarno Turismo. Lo ha rammentato il direttore Fabio Bonetti, ospite della serata insieme al sindaco di Locarno Nicola Pini, al presidente della direzione del Film Festival Raphaël Brunschwig e a Ketrin Kanalga, albergatrice e presidente dell’associazione Gastro&Commercio. Per Bonetti Moon&Stars, Film Festival, Winterland ed altre manifestazioni di grande richiamo hanno un ruolo determinante. Non sono tuttavia l’unico motore del sistema. La vera forza del Locarnese resta il territorio nel suo insieme, con un’offerta ampia e diversificata che dà valore all’esperienza turistica. Un territorio che, secondo studi citati da Bonetti, è visitato dallo stesso turista (soprattutto d’oltre Gottardo) tra le sei e le sette volte. E una di queste visite, per molti, coincide con una serata di concerti o di cinema in piazza Grande. Il salotto buono cittadino non è però prerogativa esclusiva dei turisti, ha fatto notare il sindaco Nicola Pini: agli eventi proposti vi è infatti una grande partecipazione della cittadinanza. «Questa credo sia la cosa più importante e, forse, anche la più difficile da avere», ha aggiunto Pini, ricordando la dimensione umana anche degli eventi a carattere internazionale che portano il nome di Locarno ai quattro angoli del mondo.

Concerti e proiezioni sono un stimolo in più per far tornare nella nostra regione quei vacanzieri che già la frequentano
Fabio Bonetti, direttore di Ascona-Locarno Turismo

Ricchezza nella diversità

Ma attenti a non esagerare, ha ammonito Nicola Cotti, titolare del bar Tesoro, che a suon di ricorsi contesta la modalità di assegnazione del suolo pubblico di piazza Grande agli organizzatori dei concerti estivi. Interpretando il titolo dell’evento «Una festa che spacca» nel senso di «Una festa che divide», a suo giudizio non tutte le manifestazioni sono in sintonia con il carattere architettonico del centro cittadino. Bisognerebbe compiere delle scelte più mirate, gli ha fatto eco Diego Erba, citando alcune installazioni che proprio non gli sono piaciute dell’ultima edizione di Winterland. Manifestazione che, peraltro, ha avuto un enorme successo di pubblico ed è vista come un esempio virtuoso di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. «Stiamo ragionando su direttive chiare per quanto attiene all’occupazione intelligente, rispettosa e funzionale del suolo pubblico», ha risposto loro il sindaco, che su un punto resta però inamovibile. «Piazza Grande dev’essere un luogo di aggregazione per tutti, indistintamente. Noto che in ogni occasione nel salotto buono cittadino si trovano pubblici differenti. E la diversità è ricchezza», ha sottolineato Pini, secondo il quale va comunque trovato il giusto equilibrio. Concetto, questo, sul quale il Municipio sta appunto lavorando.

Da sinistra: Laura Zucchetti, giornalista conduttrice della serata, con Fabio Bonetti (direttore dell'Ente turistico di Ascona e Locarno), Ketrin Kanalga (albergatrice e presidente dell'associazione Gastro&Commercio), il sindaco di Locarno Nicola Pini e Raphaël Brunschwig, presidente della direzione del Locarno Film Festival © CdT/Gabriele Putzu
Da sinistra: Laura Zucchetti, giornalista conduttrice della serata, con Fabio Bonetti (direttore dell'Ente turistico di Ascona e Locarno), Ketrin Kanalga (albergatrice e presidente dell'associazione Gastro&Commercio), il sindaco di Locarno Nicola Pini e Raphaël Brunschwig, presidente della direzione del Locarno Film Festival © CdT/Gabriele Putzu
I grandi eventi fanno da volano per l’economia locale, serve però un equilibrio con i disagi causati lavori di installazione
Ketrin Kanalga, albergatrice e presidente dell'associazione Gastro&Commercio

Tra vantaggi e disservizi

Un migliore equilibrio, a detta di Ketrin Kanalga, si dovrebbe trovare anche tra gli indubbi vantaggi di cui beneficiano gli esercenti ed i commercianti della piazza e i disservizi causati da montaggio e smontaggio delle infrastrutture necessarie per lo svolgimento dei grandi eventi. «Accogliamo a braccia aperte queste manifestazioni che rappresentano un volano economico molto importante, ma a volte i cantieri per la loro installazione sono troppo invadenti». Una soluzione la dovrebbe portare l’importante progetto «La nouvelle belle époque». Oltre a una completa valorizzazione del centro urbano, gli interventi che dovrebbero iniziare l’anno prossimo prevedono l’installazione di componenti fissi utili alla tecnica necessaria per concerti e proiezioni. E a proposito di queste ultime, era inevitabile che durante la serata - organizzata grazie al sostegno degli sponsor Berto salotti, Gialdi e Raiffeisen -, si parlasse del prospettato anticipo delle date del Film Festival. Nulla è ancora stato deciso e di sicuro l’edizione del 2027, quella dell’80. della kermesse, si svolgerà nel periodo canonico di agosto.

Rischio di un agosto «spento»

«Siamo all’inizio di una nuova negoziazione. Adesso che la Città ha definito chi organizzerà i concerti dal 2028 al 2032, potremo finalmente sederci tutti attorno a un tavolo e vedere cosa è realisticamente possibile», ha affermato Raphaël Brunschwig. Il sistema attuale, ha aggiunto, è quello che tollera come anticipo massimo una settimana. «Bisognerà poi valutare se lo si potrà fare sempre perché Moon&Stars ha interesse ad avere il proprio festival in concomitanza con le vacanze scolastiche del Canton Zurigo che cominciano attorno a metà luglio. E noi dovremo valutare se ha senso avere il Festival a cavallo del weekend del 1. d’agosto. Una volta che avremo tutti questi elementi, faremo le nostre valutazioni». Sollecitato dalla conduttrice, Bonetti non ha nascosto che, con lo spostamento delle date del Film Festival, il rischio di avere un agosto «spento» dal punto di vista turistico è concreto. «Abbiamo calcolato che se si sposta il Festival completamente a luglio andrebbero persi tra i 15 e i 17 mila pernottamenti il mese successivo». Il direttore di Ascona-Locarno turismo ha poi paventato un possibile accavallamento tra il pubblico della rassegna cinematografica e i tradizionali vacanzieri. Da non dimenticare, poi, le altre manifestazioni di grande richiamo che animano l’estate nel Locarnese, su tutte JazzAscona a cavallo tra giugno e luglio. Così come quella che sarà la risposta del pubblico. «Si fa prima a cambiare una legge che a cambiare un’abitudine», ha osservato a tal proposito Pini, rammentando come proprio il pubblico sia il punto forte del Festival. «Alle proiezioni in piazza Grande è possibile vedere il vicino di casa seduto accanto al segretario generale del Consiglio d’Europa», ha chiosato.

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