Territorio

Zona edificabile a Cardada, l’inghippo sta negli accessi

Messi nero su bianco i motivi della prospettata bocciatura cantonale della variante di PR per il comparto montano – Evidenziata anche l’incompatibilità della proposta con i principi della tutela del paesaggio e di un uso parsimonioso del suolo
La decisione del Consiglio di Stato non è ancora definitiva © Ti-Press/Samuel Golay
Spartaco De Bernardi
15.10.2026 06:00

La zona di Cardada-Colmanicchio è raggiungibile solo con la teleferica, oppure a piedi. La mancanza di un’adeguata accessibilità al comparto fa sì che la proposta del Municipio di Locarno riguardo alle norme che disciplinano l’estensione e la densità della zona edificabile non possa essere accettata. Si possono così riassumere i motivi per i quali il Consiglio di Stato ha prospettato all’Esecutivo cittadino la bocciatura della variante del Piano regolatore concernente la collina che sovrasta la Città, limitatamente al settore Cardada-Colmanicchio. Una bocciatura della quale avevamo riferito lo scorso 30 settembre ed i cui motivi sono stati messi nero su bianco nella risoluzione che è in pubblicazione fino al prossimo 11 novembre. Ebbene, la variante di PR allestita in seguito all’iniziativa popolare «Salva Monte Brè», riconosce il Governo nella risoluzione pubblicata in questi giorni, è da ritenersi corretta in quanto è finalizzata a garantire uno sviluppo sostenibile dei due comparti collinari e dei loro elementi di pregio. Il problema, per Cardada e Colmanicchio, riguarda appunto la sostenibilità delle infrastrutture d’accesso. Il comparto non è infatti servito dalla rete stradale, né è pianificato un collegamento viario. L’accessibilità è data dalla rete di sentieri e dalla funivia Orselina-Cardada. L’esercizio di quest’ultima, annota il Consiglio di Stato, «è limitato sia nel corso dell’anno, in ragione delle chiusure stagionali, sia nell’arco della giornata, non essendo in particolare garantito durante le ore notturne, dalle 19.15 alle 8.45», senza dimenticare le limitazioni determinate dal maltempo.

Una questione di sicurezza

Tutto ciò incide sulla possibilità di «assicurare in modo adeguato e durevole l’intervento dei servizi di soccorso e degli altri servizi pubblici necessari al funzionamento dell’insediamento». E il giudizio non cambia per il fatto che gli edifici presenti nel comparto sono utilizzati quali residenze secondarie. Malgrado tale caratteristica debba essere considerata nella valutazione concreta dell’urbanizzazione e possa comportare esigenze differenti rispetto a quelle di un comparto residenziale abitato in modo continuativo nel tempo, «le norme di zona non escludono la residenza secondaria e consentono pertanto anche un’utilizzazione abitativa permanente». D’altra parte, recita ancora la risoluzione governativa, «anche la residenza secondaria mantiene una funzione abitativa e presuppone, nei periodi di occupazione, adeguate condizioni di accessibilità, segnatamente sotto il profilo della sicurezza e del soccorso».

L’esame della conformità della destinazione edificabile non può però limitarsi all’aspetto degli accessi. Deve infatti considerare anche i nuovi disposti della Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT) che impone norme più restrittive per quanto attiene all’estensione delle superfici edificabili. Quelle ancora disponibili a Cardada-Colmanicchio, evidenzia ancora il Consiglio di Stato, «non rispondono a un fabbisogno prevedibile entro l’orizzonte temporale della pianificazione (la LPT stabilisce un periodo di 15 anni, ndr.), né il loro ulteriore sviluppo risulta concretamente attuabile».

Qualità del luogo da preservare

Ma non solo: «La conferma della destinazione edificabile risulta inoltre incompatibile con i principi di un’utilizzazione parsimoniosa del suolo, di uno sviluppo insediativo ordinato e di qualità, della valorizzazione del territorio già edificato, della tutela del paesaggio e di un inserimento armonioso delle edificazioni nel contesto territoriale. In un comparto di elevata sensibilità paesaggistica come quello in esame, tali esigenze assumono infatti un’importanza accresciuta, imponendo di conciliare le possibilità edificatorie con la salvaguardia delle qualità del luogo». Da qui la decisione governativa di non approvare la conferma della destinazione edificabile del comparto proposta, malgrado i vincoli più restrittivi introdotti dal Comune.

Ora il Comune di Locarno, i proprietari interessati ed ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno di protezione possono presentare le loro osservazioni sulla base delle quali il Consiglio di Stato formalizzerà quella che per ora è solo l’intenzione di non approvare la conferma della zona edificabile del comparto Cardada-Colmanicchio.

Sì alle nuove norme per Monte Brè

Carico insediativo contenuto — La risoluzione governativa sulla variante di PR della zona montana di Locarno dà luce verde, seppur con alcune modifiche d’ufficio, alle nuove norme previste per il comparto Monte Brè. «Nel loro insieme, le misure adottate evidenziano come la variante non persegua soltanto l’obiettivo di contenere il carico insediativo, ma anche quello di assicurare uno sviluppo qualitativo dell’insediamento».

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