«Trasformiamo il Ponte dei Salti in una porta per la Val Verzasca»

Vittima, almeno in parte, del suo successo. Il Ponte dei Salti di Lavertezzo, infatti, oggi è uno dei simboli turistici più riconoscibili del Ticino, ma anche un luogo chiamato a confrontarsi con le sfide poste da una forte affluenza. Da qui nasce il progetto che punta a trasformare i suoi dintorni in una porta per la valle. Il primo passo sarà compiuto dalle 18 di venerdì 25 settembre, a Brione, dove Comune e Fondazione Verzasca hanno organizzato un laboratorio aperto al pubblico per raccogliere idee, aspettative e criticità direttamente dalla popolazione. «È una meta sotto pressione», sottolinea al Corriere del Ticino Alessandro Speziali, coordinatore del Masterplan Verzasca 2030, «e per questo dobbiamo costruire un turismo più sostenibile, che porti benefici all’intera Valle, da Vogorno a Sonogno, e che non sia più la classica visita “mordi-e-fuggi”».
«Ascoltiamo la popolazione»
L’obiettivo, spiega il nostro interlocutore, è capire come migliorare i tanti aspetti in questione, dalla qualità paesaggistica alla convivenza tra residenti e visitatori, passando per le infrastrutture, i servizi e una valorizzazione storico-culturale complessiva del territorio: «Tutto questo si inserisce nella visione del Masterplan orientata a un turismo più sostenibile e alla promozione della vita in valle».
Per affrontare questo percorso, un gruppo di consulenti di Erlebnisplan AG saranno presenti al primo incontro in qualità di uditori e, in futuro, utilizzeranno gli spunti emersi per le successive analisi e per l’elaborazione di scenari e misure concrete. «Vogliamo ascoltare il punto di vista della popolazione della valle, dei ristoratori, dei proprietari di attività, delle famiglie e di tutti coloro che hanno un legame con questa realtà. Lo scopo è costruire il progetto partendo dal basso, sulla base dell’esperienza concreta di chi conosce la zona», precisa ancora Speziali. Non si tratta, dunque, di uno studio teorico o puramente concettuale.
«L’idea sarebbe di arrivare a misure realizzabili che possano tradursi in interventi effettivi. La nostra filosofia è che ogni studio debba portare a risultati tangibili e non restare semplicemente un documento sulla carta. Il territorio si aspetta, giustamente, proprio questo».
Entro la prossima estate
I suggerimenti potranno poi essere attuati secondo un ordine di priorità, tenendo conto dei costi, delle opportunità e dei tempi necessari: «È il metodo che abbiamo seguito anche per altri progetti e che ci ha permesso di portarli avanti senza sovraccaricare le risorse disponibili». Per quanto riguarda i tempi richiesti, invece, l’intenzione sarebbe di concludere la fase iniziale entro l’estate dell’anno prossimo.
Fattibilità e priorità
«A quel punto, il Municipio potrà esaminarne i risultati e valutarne la fattibilità. Ci sarà, probabilmente, pure un momento pubblico di restituzione e condivisione con la popolazione. Una volta completato questo passaggio, il Municipio definirà le priorità d’intervento. Alcune misure potrebbero essere attuate già nel 2027, altre nel 2028 e altre ancora nel 2029».
È probabile che alcune azioni possano essere messe in atto rapidamente, ad esempio nell’ambito della gestione dei posteggi. Altre richiederanno tempi più lunghi perché legate alla realizzazione di infrastrutture, percorsi, passerelle o a una diversa impostazione della segnaletica. «Ma l’importante è arrivare entro l’estate del prossimo anno a una proposta consolidata e condivisa, dalla quale potrà partire un programma di interventi distribuito nei due o tre anni successivi».
Infine, il fronte finanziario. Al momento, non è ovviamente possibile stimare i costi complessivi delle future misure.
Nessun limite al preventivo
«Proprio per questo - conclude Speziali -, chiediamo che ogni proposta sia accompagnata da un preventivo il più possibile attendibile. In questo modo sarà possibile valutare le priorità in funzione delle risorse disponibili, degli eventuali contributi esterni e della capacità finanziaria del Comune». Al momento, non esiste dunque un credito quadro già definito: «Prima vogliamo capire quali saranno le misure proposte e quanto costeranno, per poi decidere quali realizzare e con quali tempistiche».




