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Il commento

Se il capo marketing, in casa FC Lugano, non cambia

I bianconeri ritrovano la Super League, preparandosi a vivere gli ultimi mesi nel vecchio Cornaredo - E in attesa di conoscere la strategia del club per attirare più tifosi all'AIL Arena, i risultati ottenuti da Mattia Croci-Torti rimarranno la benzina che alimenterà la piazza
Massimo Solari
17.01.2026 06:00

Senza scomodare la Poetica di Aristotele e le scienze che studiano l’arte teatrale, e anzi ragionando in termini tanto logici, quanto ovvi, ravvisiamo come la narrazione della stagione bianconera si trovi nella sua fase di svolgimento. L’inizio, lo ricordiamo, era stato terribile, con squadra e allenatore finiti sull’orlo del burrone, in piena crisi di risultati e credibilità. Passata la buriana estiva, società, staff tecnico e giocatori sono quindi stati bravi a correggere tiro e atteggiamento, dando un senso al campionato. La sola missione rimasta. La più importante.

No, affrontare il girone di ritorno da terza forza della Super League era tutto fuorché scontato. Poterlo fare con rinnovate ambizioni e nel mirino Thun e San Gallo, beh, rende il tutto più avvincente. E ciò al netto della comprensibile prudenza palesata sia dalla dirigenza, sia da Mattia Croci-Torti. «Il quale, a oggi, rimane l’unico capo marketing del club, con le vittorie della prima squadra» ha dichiarato negli scorsi giorni Martin Blaser. Un’iperbole voluta, parlando del numero di spettatori che scelgono Cornaredo e delle prospettive legate all’AIL Arena. E però aderente alla realtà. Sì, il CEO dell’FC Lugano ha detto un’importante verità. Una verità che, anche nei prossimi mesi e in attesa di scoprire la strategia del club per trasformare il nuovo stadio in the place to be, responsabilizzerà oltremodo l’operato del Crus e dei suoi uomini.

Tradotto: sarà l’atto conclusivo, a definire il grado di compiutezza della narrazione bianconera. Saranno, né più, né meno, i risultati e la classifica che si porteranno appresso. A seconda del traguardo, insomma, l’inizio e lo svolgimento della stagione vissuti da Bottani e compagni assumeranno una luce diversa. E, va da sé, imporranno altresì giudizi diversi su quanto avvenuto lungo questi mesi. Il Lugano, ed è la cosa che conta, dispone dei mezzi per non fallire. Il che, si badi bene, non significa laurearsi campioni svizzeri, ma - per dirla con Croci-Torti - «dare soddisfazioni ai tifosi». I prossimi, dopo tutto, saranno mesi storici. E vi immaginate che bello abbracciare una nuova era e una nuova dimensione in modo epico e senza tragedie sportive.

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