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Le notti in Piazza Grande, Costner e Scorsese hanno vinto comunque

Le proiezioni di «Balla coi lupi» e «Taxi Driver» hanno radunato centinaia di appassionati
©Locarno Film Festival / Ti-Press
Jenny Covelli
09.08.2026 21:00

«Il senso è proprio questo: vedere Balla coi lupi da mezzanotte fino all’alba, e stupirsi di uno spettacolo unico: il sole che inizia ad alzarsi mentre tu sei stato per quasi quattro ore nella prateria con gli indiani e i cavalli». Con queste parole, alla vigilia del Festival, Giona A. Nazzaro difendeva la scelta di regalare al pubblico di piazza Grande, venerdì in seconda serata, un’edizione estesa e restaurata dell’intramontabile western di Kevin Costner.

Ma le giornate, a Locarno, sono lunghe e il caldo sfiancante. Come è stato quindi accolto il dono del direttore artistico? Nella prima ora e mezza buona della proiezione, sotto le stelle c’erano ancora centinaia di persone. Prima 500, poi 300. Piano piano, nonostante il romanticismo, in molti si sono arresi alla stanchezza. Abbiamo contato una cinquantina di persone che hanno resistito fino alla fine, felici di riscoprire il film come fu originariamente concepito dal suo regista e protagonista.

Qualcuno, lo ha fatto ai tavolini dei bar situati ai lati della piazza, che hanno chiuso attorno alle 2 nella notte tra venerdì e sabato. «Offriamo fino alla chiusura anche il servizio da asporto. E la gente può comunque scegliere di sedersi, anche quando noi siamo già andati a casa», ci spiegano.

Con Taxi Driver le cose sono andate in modo diverso. Piazza Grande era al completo, sabato sera, all’arrivo di Olivia Wilde. Dopo la proiezione di The Invite, si è in parte assistito a un ricambio di pubblico. C’è chi è rimasto per Martin Scorsese e chi, invece, ha lasciato il posto a spettatori un po’ diversi. «La City notturna, sporca e fumosa, con il degrado e le luci al neon dei night club» si è presa Locarno, la quale ha indossato la maschera senza tempo di Travis Bickle.

Tanti giovani hanno rinunciato alla serata nei bar e alla Rotonda per abbracciare la solitudine di Robert De Niro. Perché nel suo cinquantesimo compleanno, il capolavoro di Scorsese merita «il più bell’effetto specialissimo del mondo», così come è stato definito lo schermo di Piazza Grande nella serata del Prefestival che ha ospitato Lo squalo.

Chiederemo un bilancio ai diretti interessati al termine della kermesse. Ma per il momento lo diciamo noi: l’appuntamento con i film sotto il cielo stellato, in una notte che non ha nessuna intenzione di finire, è comunque un successo. Che gli spettatori siano quasi 7.000, come all’inizio della serata, o 50 ad attendere l’alba. Quando Locarno dialoga con il cinema del passato, il pubblico risponde presente. Nostalgici e giovani curiosi, uno all’accanto all’altro, su una sedia gialla e una nera.

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