Il personaggio

«È devastato»: la notte di Embolo dopo l'espulsione che ha spezzato il sogno svizzero

Yakin, Xhaka, Kobel, Akanji: tutti in difesa del numero 7 – La ricostruzione di un'uscita di scena dolorosa dall'Arrowhead Stadium
©Ashley Landis
Red. Online
12.07.2026 17:45

La scena, descritta dal Blick, di per sé è triste. Sono le 23.30 locali e, ben prima dei suoi compagni di squadra, Breel Embolo lascia l'Arrowhead Stadium di Kansas City. L'espulsione, giusta regolamento alla mano, pesa come un macigno. Sullo stesso attaccante e sulla squadra, eliminata dall'Argentina quando accarezzava il sogno di accedere alle semifinali. Embolo, ribadisce il quotidiano zurighese, ha la testa china. Il berretto, nero, gli copre il volto. Rifuta ogni scambio con i media. Poco dopo, anche la sua famiglia passa davanti ai giornalisti. La compagna Naomi, i figli Naliya e Clay Enzo. Tutti scortati dalla sicurezza fino al bus della squadra e, appunto, da Embolo. 

Embolo, detto della scena, ha incassato il sostegno dei suoi compagni di squadra e dell'allenatore, Murat Yakin. Il quale, fra le altre cose, ha parlato di un'espulsione incomprensibile. In campo, il numero 7 è stato rincuorato, a caldo, da Denis Zakaria. Ad accompagnare Embolo negli spogliatoi, invece, è stato l'infortunato Johan Manzambi. 

Il Mondiale di Embolo, va detto, non è stato facile. Sin dal principio o, se preferite, sin da quando le autorità USA gli hanno negato il visto per entrare nel Paese, complice una condanna per minacce cresciuta in giudicato. È stato l'ultimo a raggiungere il ritiro di San Diego, in California, e il primo a segnare, all'esordio contro il Qatar. A ben vedere, è stato anche il primo a salutare la Coppa del Mondo. «È molto deluso e ha le lacrime agli occhi» ha spiegato il capitano, Granit Xhaka, in zona mista. «Non riesce a capire il perché di questa espulsione».

«È giù di morale» ha detto dal canto suo Gregor Kobel. «Certo che è triste e gli fa male» ha aggiunto il portiere della nazionale. «È ovvio che è devastato» ha spiegato invece Yakin. «Dare la colpa a lui sarebbe assurdo. Fa male a lui, fa male a noi». Manuel Akanji ha analizzato più nel dettaglio lo stato emotivo di Embolo: «Ha sicuramente bisogno di tempo per elaborare la situazione. Per lui è ancora più difficile che per altri.» Due anni fa, il difensore dell'Inter aveva vissuto un momento analogo e altrettanto difficile dopo aver sbagliato un rigore contro l'Inghilterra nei quarti di finale del Campionato Europeo. Ora, dicevamo, tocca Embolo a dover affrontare un momento negativo: «Non è facile gestire un momento come questo» ha ribadito Akanji, aggiungendo che «noi e tutta la Svizzera siamo orgogliosi di ciò che Breel ha realizzato in questo torneo. Ora ha bisogno prima di tutto di riprendersi e di trascorrere un po' di tempo con la sua famiglia».

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